67° CAMPIONATO DEL MONDO: IL REPORT DI MARTEDI’ 7 SETTEMBRE

La settimana che precede i due giorni in cui si deciderà il vincitore del Campionato Mondiale di pesca per nazioni ed individuale, è solitamente dedicata alle prove che le varie nazionali effettuano per capire quali saranno le strategie migliori da adottare durante il sabato e la domenica.

Gli organizzatori locali hanno predisposto un campo gara che è all’altezza delle aspettative di tutti, a partire dai concorrenti in primis, sia per la parte logistica che per la parte alieutica.

Siamo arrivati sul campo gara nel pomeriggio ed abbiamo raccolto alcune informazioni in generale sul pescato, nonché abbiamo assistito ad alcune fasi della seconda giornata di prove.

L’Inghilterra, sorteggiata per questo giorno nel curvone della zona D (Scarpina) alternava concorrenti con la roubaisienne mentre altri con la classica bolognese.

Con entrambe le tecniche si vedevano abboccate di pesciolame vario, tipo alborelle e scardole di piccole dimensioni. Tutti i concorrenti hanno pasturato con bigattini in colla. Successivamente, quando hanno alternato ai bigattini la pastura, le mangiate sono diminuite drasticamente, per poi sparire completamente.

Un’altra nazione da non sottovalutare è l’Ungheria, capitanata dal pluricampione Walter Tamas. Gli appena citati ungheresi, sorteggiati in zona C hanno pescato prevalentemente a roubaisienne con grammature dai 3 fino ai 5 grammi.

Anche in questa zona il pescato era costituito in gran parte da scardole che vanno dai 20 ai 40/50 grammi. Qualche cavedano sporadico è stato salpato pescando e pasturando sulla linea dei 20/25 metri.

La nazionale italiana ha pescato poco lontano dall’Ungheria, dopo i fili dell’alta tensione e prima del canale di scolo, in quella che dovrebbe essere zona B.

Tre dei nostri portacolori hanno effettuato una pescata con le canne fisse ed hanno raccolto alborelle di dimensioni dai 3 ai 5 grammi, mentre gli altri hanno messo in nassa qualche cavedano ed ancora delle già citate scardole pescate con canne bolognesi e roubaisienne.

A valle dei nostri ragazzi c’era la nazionale polacca che sicuramente ha tralasciato il pesce di piccola taglia per dedicarsi a pinnuti di taglia ragguardevole, tipo grossi cavedani pescati con la crisalide o carpe di dimensioni XL.

I classici galleggianti a vela sono stati i più usati dai concorrenti della Polonia.

Da segnalare un episodio di cronaca nera: nella notte lo stand di Obiettivo Pesca è stato oggetto di visita da qualche delinquente. Hanno rubato materiale in prevalenza canne bolognesi e inglesi per un valore molto importante.

Anche lo stand di Angler di Alessandro Carrus è stato visitato ma qui il danno registrato è stato molto limitato.

Per questa giornata di martedì 7 settembre è tutto a domani per un altro reportage dal campo gara del mondiale.

Per MF, Giorgio Lazzari

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