FEEDER, METHOD: OVVERO LA PASTURAZIONE ASSISTITA

I Pescatori lungo la loro storia hanno chiamato questa applicazione in tanti modi, io con questa definizione mi sento di racchiudere l’essenza di quello che in modernità abbiamo conosciuto come: Legering-Ledgering. Feeder fishing- Method etc.

Fedele da quando ne ho conosciuto lo scritto, per merito dell’amico pescatore a mosca Prof. Marco Baltieri, al motto di Darrel Martin: “Nessuno di noi percorre da solo le rive di un fiume “, spero con questo lavoro, di farvi conoscere qualcosa di inedito della sua storia e di rendere il giusto omaggio a chi ci ha preceduto.

A.Z.

Iniziamo dalla fine…

Mario Molinari è senz’altro il primo promotore in Italia di questo, all’epoca ( anni ’80) nuovo metodo di impostare la pesca, la nuova tecnica del Legering.

Non sono certo io che vi posso presentare con lo scritto chi è Mario, SuperMario nelle riviste, perciò mi limito ( si fa per dire ) a riportare due note e a mettervi le foto della prime riviste in cui Mario ha spiegato la tecnica in auge in Inghilterra sino dalla fine degli anni ’60

In Pescare Gennaio 1985 Mario ci scrive dei primi suoi tentativi dal 1983 e successivamente nel Pescare di marzo del 1986 completa l’opera, le foto sono in successione.

Di seguito vi nomino altri precursori come Fernando Carnevale che abitando in quegli anni in Inghilterra ci ha raccontato dei suoi primi tentativi eseguiti in un laghetto londinese dal 1972 nel suo resoconto apparso anche su Match Fishing Italia il 26 Novembre del 2011 insieme al socio Francesco Di Veronica ci si leggono anche i nomi di alcuni degli inglesi che hanno fatto la storia di questa tecnica nel loro paese, dai primi sconosciuti di fine anni ’60 che hanno fatto i primi pasturatori con i bigodini, poi i primi Cage con le reti delle gabbie dei polli e infine forando i contenitori dei rullini fotografici. Si conosce solo il nome di chi per primo negli anni ’80 ha intuito il Method, cioè inserire l’amo dentro una gabbietta piombata insieme all’impasto ( spero di averlo descritto bene, altrimenti perdonatemi…) si chiamava Roy Marlow ed è stato, o lo è ancora possessore delle Fisheries Mallory.

Per l’Italia nomino anche Paolo Vichi da Riccione che nei primi anni ’90 con la sua costruzione artigianale delle punte in vetroresina dedicate a questa tecnica, ha aggiunto una nota nazionale importante.

Mi fermo perchè sicuramente sono tanti dagli anni 90 in poi quelli che hanno divulgato in Italia, e faccio un passo indietro un bel passo indietro…

1913

E’ questo l’anno in cui Henry de France
Hanry era all’epoca Presidente della neonata (1909) federazione della Pesca francese: Fishing Club de France (F.C.F.) perciò uno “ben inserito” nella pesca.

Brevetta l’invenzione di una molla da mettere sulla lenza per pressarci sopra la pastura. Ed a sancire la novità invia, una cartolina a Londra (che vi metto in foto) al direttore della Fishing Gazzette Inglese.

Perciò almeno questo metodo, anche in Inghilterra viene conosciuto in questa data: 1913.

In Francia però anni addietro…

1911

Ecco che nel 1911 appare su di un catalogo di vendita per corrispondenza della Manifacture di S. Etienne un vero e proprio pasturatore come lo conosciamo noi moderni, solo che era in rame bronzato e pure fornito di un sistema di ferrata automatico. il catalogo ne presenta vari modelli anche da collegare al galleggiante o da usare direttamente nella pesca a fondo legando la trave ad un paletto.

1909

E’ questo però l’anno in cui in realtà appare per la prima volta il pasturatore moderno il catalogo ne presenta vari modelli anche da collegare al galleggiante o da usare direttamente nella pesca a fondo legando la trave ad un paletto.

Vi metto le foto e continuiamo a retrocedere nel tempo…

1843

Eccoci al primo manuale Italiano di Pesca con la canna, dove in mancanza di figure vi riporto il trafiletto che parla di un’ingegnosa cassetta forata per disperdere i bachi sul fondo e creare una zona pasturata dove far scorrere la lenza… in questo caso l’attrezzo ha una corda a se che serve a scuoterlo e non è riportato di collegarlo alla lenza, anche perchè penso avesse un peso eccessivo per tale pratica, ma sempre di un pasturatore si tratta, e la descrizione non lascia dubbi.

1828

Siamo ancora in Francia e sul ” Noveau Traite de la Peche” appare ancora il method

L’amo innescato è celato dentro una palla di pastura che contiene anche il piombo.

Continuando il nostro percorso a ritroso, arriviamo all’ultima nota che ho ritrovato…

1660

Siamo ancora in Francia su di un testo che insegna metodi di pesca con la canna si ritrova questa invenzione:

Traduco brevemente: si tratta di usare una vecchia porta o delle assi di legno unite, porci sopra uno strato di due dita di terra soda, con dentro le esche, posizionarci sopra una lastra forata, e collegare il tutto a terra con una corda, in pratica è l’antenato grosso della cassettina di ferro traforata apparsa sul nostro catalogo nel 1843.

Del sistema viene riportato l’uso ottimale in fondali sconnessi o pieni di erbe o fango in cui la pasturazione a mano potrebbe fallire…proponendo di mettere in acqua un bel vassoio dove le carpe possono sostare.

A.Z.

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