SPIGOLA LA REGINA DEL MARE

Non vi è pescatore che si dedica alla pesca in mare da riva, che non abbia come obiettivo la cattura di questo bellissimo pinnuto.

La spigola è un pesce difficile da insidiare perché è molto sospettoso, in modo particolare quando raggiunge taglie di tutto rispetto. L’emozione che si prova quando hai la fortuna e l’abilità di allamare una spigola è unica.

E’ estremamente combattiva e riuscire a portarla guadino non è sempre facile, ma quando ci riesci la soddisfazione è grande. Fatta questa premessa, ora passiamo alla ragione di questo articolo, che altro non è che una lunga chiacchierata con un ragazzo che questa pesca la sa fare molto bene. E’ arrivato il freddo, quello vero.  La temperatura è quella giusta per insidiare qualche spigola di taglia e in questo articolo il giovane Vittorio Cicchella ci svelerà qualche suo segreto e ci racconterà una delle sue ultime esperienze fatte alla ricerca di questo fantastico pesce.

Vittorio raccontaci con parole tue quale è stata l’ultima cattura, delle tante che hai fatto, di questo magnifico pesce:
Premettendo che è scontato che chi passa più tempo sullo spot “potrebbe” avere più successo rispetto ad altri pescatori che riescono a frequentarlo di meno. Sapete perché la parola potrebbe è tra le virgolette ? Perché ho capito che l’esperienza non è fornita solamente dal tempo che si passa su uno spot di pesca ma per il “come”.
Provate ad immaginare un pescatore in pensione o un lavoratore part time che passa ogni giorno la mattina o il pomeriggio a pesca, farebbe circa 20 ore di pesca a settimana. Immaginiamo adesso un padre di famiglia, o un lavoratore a tempo pieno che dedicano solamente il sabato e la domenica per la pesca, o addirittura un solo giorno del weekend. Secondo voi chi pesca di più o chi ha più possibilità di prendere la tanto attesa spigola di taglia importante? La maggior parte di voi risponderebbe chiamando in causa il pescatore che passa circa 20 ore a settimana sullo spot. Sapete perché non condivido questa risposta? Perché il “come” non è direttamente proporzionale al “tempo”. Un pescatore puó avere oltre 30 anni di esperienza e aver capito molto meno rispetto ad uno che ne ha 10. Il perché sta proprio nei vari “come” che vi elenco di seguito.
* come viene speso il tempo in fase di pesca
* come viene eseguita la pasturazione
* Come viene realizzata la lenza
* Come viene scelto lo spot, in base a quali fattori
•Come viene letto il mare poco prima di fare il primo lancio.
Bene non ve ne elenco altri per evitare di confondervi inutilmente le idee perché questo articolo mira oltre che a raccontare una giornata di pesca anche a far chiarezza su alcuni punti chiave per cercare di realizzare questa cattura.
Il senso di questa premessa era per farvi capire che ci sono tanti “come” e sta solamente a noi renderli tutti perfetti per cercare di aumentare le possibilità di prendere il pesce della vita.
Adesso vi porto con me in una delle giornate  più belle di questo 2026.
Finalmente dopo una settimana lavorativa era giunto il weekend e come mio solito programmo le mie uscite di pesca.
Ho sempre amato la pesca in diurna ma una vocina mi spingeva ad accendere lo starlight e farmi qualche passata sotto le tenebre, in solitaria.
Carico la macchina e mi dirigo verso uno dei miei spot preferiti, l’ambito portuale.
Arrivo sullo spot e noto una totale assenza di vento e avverto una temperatura rigida che in pochissimo tempo riesce e gelarmi le mani. La corrente lenta accompagna il galleggiante perfettamente e passata dopo passata la tensione sembra salire sempre di più, l’esperienza mi aveva quasi assicurato che avrei visto la mangiata che stavo aspettando.  Infatti, qualche passata dopo il galleggiante sparisce violentemente e io non mi faccio trovare impreparato, ferrata perfetta. Il pesce mi fa capire subito con chi ho a che fare e inizia a puntare uno dei tanti ostacoli, ma conoscendo bene il loro comportamento so come non concedergli nulla, portando tutto il mio sistema pescante al limite. Le sue continue testate non potevano fare nulla, l’amo era piantato perfettamente in gola e questo lo dobbiamo solamente alla ferrata fatta nel momento perfetto. Il pesce finalmente arriva a tiro del guadino, sempre al mio fianco, e riesco così a guadinare questo meraviglioso esemplare di 8,3kg che improvvisamente mi aveva fatto dimenticare il sonno perso le temperatura poco gradevole, 0° gradi….
Per l’occasione stavo utilizzando la bolognese Maver Invincibile di 5 metri accompagnata dall’inseparabile mvr 3000.
Filo in bobina dello 0,18 e terminale ovviamente SLR del diametro 0.15mm, amo numero 8 e come esca un bel koreano innescato dalla testa 
La lenza è composta da un galleggiante di 2 grammi, tarato con dei pallini del numero 6 disposti sulla lenza in modo equidistante in circa 80 centimetri. Questa scelta permette di mantenere sempre bene in pesca tutto il sistema pescante anche quando la corrente si faceva più sostenuta. Il terminale di circa 90 centimetri era dello 0,15 ovviamente in fluorocarbon. L’amo, nello specifico, è un Maver katana 1110 nella misura del numero 8.
In questo caso si tratta di un vero e proprio stalking alla regina, difatti questo tipo di pescata potrebbe (prima di trovare la zona dove staziona il pesce) prevedere gli spostamenti, a volte brevi a volte più lunghi. Di conseguenza, trattandosi di una pescata itinerante cercheremo di sfruttare la pasturazione naturale che viene trasportata dalla corrente.”

Mi sembra che il ragazzo abbia le idee chiare.

Vedendo la foto di questa cattura è difficile non emozionarsi, questa spigola è veramente over size.

Questa è solo una delle tante che catture di spigole che ha fatto, a dimostrazione di  quanta sia la sua abilità piscatoria. Bravo Vittorio!

Umberto Tarterini

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