CLUB AZZURRO CARPFISHING: PIETRAFITTA SI CONFERMA LA “MECCA”, MA I GIOCHI RESTANO APERTI. ORA SI DECIDE TUTTO SULL’ARNO


Se il carpfishing italiano ha un tempio sacro, quel tempio è senza dubbio il bacino artificiale di Pietrafitta. Lo scorso weekend, le sponde umbre hanno ospitato la seconda, intensissima prova del Club Azzurro, il circuito d’élite che raduna la crema degli angler nazionali. Nove dei migliori club italiani si sono dati battaglia a suon di lanci e strategie, in un fine settimana che ha regalato spettacolo, tecnica e una classifica cortissima in vista del gran finale.
Ricordiamo che l’accesso al Club Azzurro rappresenta l’apice di un lungo e selettivo iter agonistico: dai provinciali agli zonali, fino ai Campionati Italiani. Essere qui significa far parte dell’Olimpo dei carpisti italiani. Non a caso, è proprio da questo ristretto gruppo che il Selezionatore della Nazionale attingerà per comporre il team azzurro che volerà in Macedonia del Nord il prossimo 2 settembre per il Campionato del Mondo.

Strategia e resistenza: una gara per veri atleti
Il carpfishing moderno a questi livelli non è solo attesa, è atletismo puro. Affrontare una maratona di 4 giorni e 3 notti, con lanci tecnici che superano abbondantemente i 130-140 metri, richiede una preparazione fisica non indifferente. La pasturazione con lo spomb deve essere costante e geometrica, e l’obbligo di rinfrescare gli inneschi ogni 2-3 ore – anche nel cuore della notte – mette a dura prova la resistenza dei concorrenti.


La gara, iniziata ufficialmente il giovedì, ha vissuto una prima fase di studio. Il giorno di apertura è stato caratterizzato da catture omogenee ma guardinghe in tutti i settori. A Pietrafitta le condizioni mutano di anno in anno e gli angler hanno dovuto prima decifrare il lago: capire la distanza corretta, azzeccare l’esca e scegliere la presentazione ideale tra lo stick e la classica bombetta. Una volta trovato il bandolo della matassa, dal secondo giorno la musica è cambiata. Le partenze si sono succedute a ritmo serrato, costringendo i Giudici di sponda agli straordinari per garantire la regolarità delle pesate.

Classifica cortissima: la situazione dopo Pietrafitta
Il fischio finale di domenica mattina alle ore 10:00 ha sancito il verdetto della sponda, ridisegnando le gerarchie del campionato ma lasciando la sfida totalmente aperta.
Al comando della classifica generale balza la coppia formata da Cristian Cestari e Thomas Trentini (Carp Lab Team), capaci di strappare un primo posto di settore e portarsi a sole 2 penalità totali. Incollati alle loro spalle, con 3 penalità complessive, inseguono Gilberto Scutti ed Emanuele Salvatore (Race Carp Team A.S.D.), tallonati a pari penalità da Mattia Pirazzoli e Alan Rossi (G.P.O. Tubertini), autori di una prova maiuscola.
Dietro di loro, le altre corazzate del torneo – tra cui Cps Codigoro (Maver), Cavalletta (Milo), Gruppo Garisti Azzanesi (Tubertini), Angry Carp e Montenovo A.S.D.G.S.P.- rimangono in corsa, pronte a sfruttare ogni minimo passo falso dei battistrada.

Direzione Arno Pisano: a luglio il verdetto finale
Il Club Azzurro non concede pause. Archiviata la pratica Pietrafitta, l’attenzione è già rivolta alla terza e decisiva prova, che si disputerà nella seconda metà di luglio nella suggestiva e tecnica cornice dell’Arno Pisano.
Passare dalle acque ferme e profonde della “Mecca” umbra alle correnti e alle insidie di un grande fiume toscano richiederà un reset totale delle strategie.

Una cosa è certa: la corsa al titolo di Campione Italiano e alla maglia azzurra si preannuncia come una battaglia aperta fino all’ultimo secondo.

Gianluca D’Alessio

 

classifica di giornata seconda prova

finale ABC

progressiva dopo la seconda prova

 

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