Il dado è tratto. Le jeux sont faits. Alea iacta est.
Possiamo dirlo in tanti modi diversi, ma il significato è sempre lo stesso: ormai non si torna più indietro. Le prove sono terminate e domattina si inizierà a fare sul serio.
In questi cinque giorni sui campi gara finlandesi abbiamo visto davvero di tutto. Le condizioni sono cambiate continuamente, costringendo gli agonisti a modificare strategie e approcci praticamente ogni giorno. Ora, però, alla vigilia della prima manche del 45° Campionato del Mondo per Club, sembra che le possibili soluzioni si siano ridotte sostanzialmente a tre.
La più accreditata è la pesca ai gardon a 9-10 metri, appoggiando l’esca sul fondo. Una tecnica estremamente delicata che richiede ami piccolissimi, montature leggerissime e fili davvero infinitesimali per convincere pesci spesso molto sospettosi.
La seconda opzione è quella dedicata alle alborelle, sempre sulla stessa linea di pesca ma lavorando a mezz’acqua. La pasturazione viene effettuata con piccole palline di pastura lanciate “a spaccare”, mentre l’innesco è costituito da un sottilissimo filo di ver de vase. Le alborelle presenti in questo tratto di canale hanno una taglia davvero importante, sfiorando i 20 grammi ciascuna: in pratica, due alborelle equivalgono al peso di un gardon.
La terza alternativa è rappresentata dalla pesca a 13 metri alle breme, pesci compresi mediamente tra i 100 e i 200 grammi. Una tecnica che in questi giorni ha avuto un rendimento piuttosto altalenante: oggi, ad esempio, era decisamente il “giorno no”. Tuttavia, considerando la taglia delle catture, è una soluzione che non può essere sottovalutata e che potrebbe rivelarsi determinante, soprattutto nella seconda parte della gara, quando ogni pesce di peso può fare la differenza.
Oggi, inoltre, era consentito utilizzare la nassa per verificare concretamente i pesi realizzabili e i riscontri ottenuti dai vari team sono stati particolarmente interessanti…












WCC26 – Le curiosità del canale: come sono cambiate le breme dopo lo stop al traffico navale
Oggi abbiamo raccolto alcune interessanti informazioni direttamente dai pescatori locali, che conoscono questo canale come le proprie tasche.
Il canale prosegue fino al confine con la Russia, distante meno di 10 chilometri a valle. A causa delle sanzioni internazionali nei confronti della Russia, il traffico navale commerciale è praticamente cessato e questo ha modificato sensibilmente il comportamento dei pesci, in particolare delle breme.
Quando le navi transitavano regolarmente, le breme sostavano e si alimentavano nelle zone più profonde e lontane dalla sponda. Oggi, invece, con l’assenza del moto ondoso provocato dalle imbarcazioni, questi pesci si avvicinano molto di più alla riva, risalendo il pendio del fondale fino a frequentare anche la linea degli 11,5 metri.
Le pietre che si vedono lungo la sponda proseguono infatti per tutta la scarpata sommersa. Poco prima della massima profondità si forma una sorta di piccolo dosso, creato dall’accumulo di sedimenti e sassi più piccoli. In passato le breme non si alimentavano su questo rilievo, preferendo le zone più profonde; oggi, invece, sembrano frequentarlo con una certa regolarità.
C’è anche un curioso precedente. In una passata edizione di un campionato disputato su questo stesso canale, la nazionale finlandese sorprese tutti pescando sulla linea degli 11 metri “a mano”, riuscendo così a intercettare le breme. Una strategia tenuta nascosta fino alla prima giornata di gara e che si rivelò estremamente efficace.
In questi giorni alcune squadre hanno provato a riproporre quella soluzione, sperimentando diverse varianti: roubaisienne impugnata a mano, montature montate sui kit top 7 e persino lanciando all’esterno galleggianti più pesanti. Tuttavia, questi tentativi non hanno prodotto risultati particolarmente convincenti.
La spiegazione potrebbe essere proprio nel cambiamento delle abitudini delle breme: non essendo più costrette a stazionare nelle acque più profonde a causa del traffico navale, oggi tendono a risalire verso la sponda, rendendo meno efficace una tecnica che in passato aveva invece fatto la differenza.
Domani, con l’inizio del 45° Campionato del Mondo per Club, si capirà se queste osservazioni troveranno conferma anche in gara oppure se, come spesso accade nei grandi eventi internazionali, saranno proprio i pesci a riscrivere ancora una volta le regole del gioco.
Foto by the MATCHFISHING report


