La morte di un campo di gara
Le immagini del Canale 8000 lasciano davvero senza parole. Nella scorsa stagione agonistica questo campo di gara ha ospitato le prime due prove del Campionato Italiano a Squadre di Pesca al Colpo.
Ero presente e, al termine della manifestazione, avevo evidenziato alcune criticità che, a mio avviso, meritavano attenzione. Non era una bocciatura del campo di gara, né tantomeno una polemica: era semplicemente l’auspicio che si intervenisse per preservarne qualità e funzionalità.
Come spesso accade, esprimere un’opinione porta anche a ricevere critiche. Fa parte del confronto. Oggi, però, non voglio tornare su quella discussione, ma richiamare l’attenzione su quanto è accaduto successivamente.
Le condizioni in cui versa oggi il Canale 8000 appaiono estremamente preoccupanti. Il drastico abbassamento del livello dell’acqua ha avuto conseguenze evidenti sull’ambiente e sulla fauna ittica, mettendo a rischio uno dei più importanti campi di gara del Centro-Sud.
È naturale chiedersi quali siano le cause di questa situazione. Durante il periodo estivo i prelievi idrici per l’irrigazione sono indispensabili, ma dovrebbero sempre essere compatibili con la salvaguardia del corso d’acqua e dell’ecosistema che ospita. Se così non fosse, è necessario capire perché.
Per questo sarebbe opportuno che gli enti competenti chiarissero quanto accaduto, verificando se i prelievi siano stati effettuati nel rispetto delle autorizzazioni e se siano stati svolti tutti i controlli previsti.
Le competenze possono riguardare diversi soggetti – dal Consorzio di Bonifica agli enti regionali e alle autorità preposte alla gestione delle risorse idriche – ed è importante fare piena luce sulla vicenda.
La perdita, anche solo temporanea, di un campo di gara come il Canale 8000 rappresenterebbe un danno enorme non solo per il movimento agonistico, ma anche per il territorio che negli anni ha ospitato manifestazioni di rilievo nazionale. Proprio qui erano infatti previste anche quest’anno, il 26 e 27 settembre, le prime due prove del Campionato Italiano a Squadre di Pesca al Colpo.
Mi auguro che anche le associazioni impegnate nella tutela dell’ambiente e della fauna possano seguire con attenzione questa vicenda, affinché venga accertato quanto accaduto e si individuino rapidamente le soluzioni necessarie.
Al di là delle responsabilità, che dovranno essere eventualmente accertate dagli organi competenti, ciò che conta oggi è evitare che un patrimonio ambientale e sportivo di questo valore venga definitivamente compromesso. Sarebbe una sconfitta per tutti: per l’ambiente, per i pescatori e per il territorio.
di Umberto Tarterini







Che pena,poveri pesci
Ma gli animalisti e ambientalisti dove sono?
Certo loro devono solo rompere i coglioni solo a chi ci tiene veramente alla fauna ittica e agli animali
Vi ricordate quando vuotarono qualche anno fa la diga di Pavena per lavori nell’alto Reno che rovinarono kilometri e kilometri del fiume Reno?nessuno fece niente