TROFEO AMICI DELL’ADDA GARA 2: DOMINANO LE CANNE FISSE

Oggi si è disputata la seconda gara del Trofeo Amici dell’Adda, una manifestazione che, come da tradizione, si svolge ogni anno dopo Ferragosto sulle sponde del fiume Adda, a Lecco.

Un appuntamento che nasce soprattutto dalla passione e dall’amicizia. Grazie all’impegno dell’amico Luciano Gallista e al prezioso sostegno dei tanti sponsor che contribuiscono alla perfetta riuscita dell’evento, anche quest’anno è stato possibile riportare tanti pescatori sulle rive di uno dei campi gara più affascinanti e particolari d’Italia.

L’Adda di Lecco è un campo gara che ha fatto la storia della pesca agonistica, teatro in passato di grandi sfide, ma che negli ultimi anni è stato sempre meno frequentato. Il motivo è abbastanza semplice: l’Adda non è un campo gara facile e soprattutto non è mai uguale a se stesso.

Essendo un fiume vero, vivo e naturale, cambia continuamente. Ogni anno, e spesso anche ogni picchetto, può raccontare una storia diversa. Bisogna interpretare la corrente, la profondità, la presenza dei pesci e scegliere la tecnica giusta. Una caratteristica affascinante per il pescatore, ma che si scontra con le esigenze dell’agonismo moderno, sempre più orientato verso campi gara regolari e facilmente leggibili.

Ed è proprio questa la magia dell’Adda.

Quest’anno la pescata è stata caratterizzata soprattutto dalla presenza di tantissimi pesci di piccola taglia. I pesci grossi sono stati praticamente assenti, ma in compenso si è potuto assistere a una vera e propria riscoperta di specie che ormai in molti campi gara italiani sono diventate sempre più rare: scardole, code rosse, persici reali, pighi, piccole savette, alborelle e tante altre specie hanno riempito i sacchetti dei concorrenti.

Una pesca forse meno spettacolare dal punto di vista della taglia, ma sicuramente affascinante per la varietà delle catture.

Qualcuno ha provato a cercare il pesce più grosso andando verso il centro del fiume, forzando la pescata con i bigattini. In qualche caso la taglia è effettivamente migliorata, ma la pescata è risultata decisamente più lenta. Alla fine, ancora una volta, sono state soprattutto le canne fisse a risultare vincenti in quasi tutti i settori.

Quest’anno l’organizzazione ha scelto inoltre di ampliare la disposizione dei settori, con quattro zone composte da cinque concorrenti: Clinica, Lingue, Porto e Ferrovia, sia nella gara di martedì sia in quella di mercoledì.

Una scelta che ha permesso non soltanto di dare la possibilità a più amici di partecipare, ma anche di allargare maggiormente i picchetti. E i risultati si sono visti immediatamente: la pescosità è stata davvero eccezionale.

Il settore della Clinica, anche grazie alla maggiore frequentazione durante la settimana e alla comodità del parcheggio, si è confermato il più pescoso e proprio qui è stato realizzato l’assoluto di giornata, come già era accaduto nella prima gara.

Ma al di là delle classifiche e dei risultati, ciò che ha davvero vinto in questi due giorni è stato lo spirito del Trofeo Amici dell’Adda.

La voglia di ritrovarsi, di stare insieme, di scambiare quattro chiacchiere, di pescare fianco a fianco e di riscoprire tecniche e pesci che ormai, purtroppo, stanno scomparendo da moltissimi campi gara italiani.

Perché alla fine l’Adda di Lecco è proprio questo: un campo gara unico, imprevedibile, difficile da interpretare, ma capace di regalare emozioni che altri luoghi non possono più dare.

E forse è proprio per questo che, anno dopo anno, il Trofeo Amici dell’Adda continua a vivere.

Non soltanto per stabilire chi pesca meglio, ma soprattutto per permettere a un gruppo di amici di ritrovarsi lungo le rive di questo bellissimo fiume e condividere la passione per la pesca.

E in fondo, in una manifestazione che si chiama Amici dell’Adda, è proprio questo il risultato più importante.

Classifica, trofeo Amici dell’Adda gara del 19 agosto 2026.

Settore A, zona clinica.
Caimi, 8.150
Tavola, 3.995
Rossoni, 4.070
Leoni, 6.705
Birollo, 5.405

Settore B, zona lingue.
Ballabeni, 3.050.
Zanolli, 4.105.
Vigentini, 2.795.
Alfieri, 3.940.
Zanussi, 3.690.

Settore C, zona porto.
Caslini, 4.880.
Ferraro Antonio 2.405.
Ferraro Andrea, 3.500.
Paganelli, 3.000.
Quanzini, 2.535.

Settore D, zona ferrovia.
Cavenaghi, 2.305.
Pettinari, 2.630.
Martinazzo, 2.410.
Riva, 3.095.
Carugati, 4.500.

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