26° Campionato Mondiale di Carpfishing Maschile: l’Italia chiude all’11° posto
Si è concluso in Macedonia, sulle sponde del suggestivo Lago di Mavrovo, il 26° Campionato Mondiale di Carpfishing maschile, che ha visto al via ben 33 nazioni.
La Nazionale italiana, guidata dal commissario tecnico Pietro Roi, ha chiuso la competizione all’11° posto, al termine di tre giornate di pesca ininterrotta caratterizzate da condizioni meteorologiche tutt’altro che semplici: temperature elevate e forte vento durante il giorno, seguite da un clima decisamente più freddo nelle ore notturne.
Il campo gara e la suddivisione dei settori
Il campo gara del Lago di Mavrovo era suddiviso in tre zone, A, B e C, con caratteristiche molto differenti tra loro.
I settori A e C erano considerati i più favorevoli, grazie al maggiore passaggio di pesce, mentre la zona B risultava decisamente più penalizzata. Una situazione che ha avuto un peso importante sulla classifica finale, con diverse coppie costrette a chiudere la prova senza catture.
La squadra italiana era composta da tre coppie:
– Salvatore – Scutti, settore A
– Cestari – Trentini, settore B
– Bonisoli – Randi, settore C
Le prime catture sono arrivate dal settore A, seguito successivamente dal C. Proprio nel settore C gli azzurri sono riusciti a conquistare un ottimo 3° posto di settore, mentre nel settore A è arrivato un 5° posto.
78 carpe per gli azzurri
Nel corso del campionato la squadra italiana ha portato a guadino complessivamente 78 carpe.
A fare la parte del leone sono stati Bonisoli e Randi, autori di ben 48 catture, mentre la coppia Salvatore e Scutti ha totalizzato 30 carpe.
Purtroppo, nel settore B, Cestari e Trentini non sono riusciti a portare a guadino alcun pesce. Un risultato che, però, non può essere imputato al rendimento dei due azzurri, quanto piuttosto alle caratteristiche del settore, dove il passaggio del pesce è risultato estremamente limitato e diverse coppie sono rimaste a cappotto.
E proprio qui si può parlare di un pizzico di sfortuna. Anche una sola carpa catturata in quel settore avrebbe potuto permettere all’Italia di recuperare diverse posizioni in classifica. È mancato quindi quel pizzico di fortuna che, in una competizione mondiale, può fare la differenza.
Il podio
A conquistare il titolo mondiale è stata l’Ucraina, protagonista di una splendida prestazione. Medaglia d’argento per l’Ungheria, mentre sul terzo gradino del podio è salita la Lituania.
Per l’Italia resta un 11° posto che non cancella il valore della prestazione dei nostri ragazzi, chiamati a confrontarsi con avversari molto esperti e, soprattutto, con una conoscenza del campo gara decisamente superiore.
Un grande applauso va quindi a tutti gli azzurri, che hanno combattuto fino all’ultimo minuto, dando filo da torcere agli avversari e rappresentando con impegno e determinazione il carpfishing italiano.
Un ringraziamento particolare va a Laura Barluzzi, che ha accompagnato e supportato la squadra, alla FIPSAS per il sostegno alla Nazionale, a tutti gli organizzatori della manifestazione e, non per ultimo, al commissario tecnico Pietro Roi, per il lavoro svolto al fianco degli atleti.
Un Mondiale difficile, combattuto e condizionato anche dalle caratteristiche molto diverse dei settori. L’Italia torna dalla Macedonia con la consapevolezza di aver dato tutto e con la voglia di ripartire ancora più forte.
Ranking_final_Carpfishing_Nations_2026











