CAMPIONATO ITALIANO FEEDER CLASSIC A BOX 2026: IL LENZA CLUB RICCIONE TRABUCCO È CAMPIONE D’ITALIA
Una vittoria costruita all’attacco, con una strategia precisa e la capacità di adattarsi alle caratteristiche del Canalbianco. È questo il filo conduttore del successo del Lenza Club Riccione A.P.S. Trabucco, che sul campo di gara di Trecenta conquista il titolo italiano nel Feeder Classic a Box 2026.
Il quartetto formato da Luca Bannini, Daniele Aiudi, Federico Marchino ed Ettore Ciotti ha chiuso il campionato con 2 penalità complessive, frutto di due primi posti, e con un peso totale di 66.000 grammi.
Una prestazione straordinaria, soprattutto considerando che alla vigilia il Canalbianco sembrava poter offrire una pescata piuttosto difficile e povera di pesce.
1 Lenza Club Riccione A.P.S. (Trabucco)
2 I Cagnacci ADS GPS (Trabucco)
3 Team Romagna A.S.D. (Tubertini)
Il titolo è arrivato dunque grazie alla perfetta combinazione tra due vittorie di settore e un peso complessivo di 66 chili, davanti a I Cagnacci e al Team Romagna.
ETTORE CIOTTI: «ABBIAMO DECISO DI AFFRONTARLA ALL’ATTACCO»
A raccontarci come è maturata questa vittoria è Ettore Ciotti, uno dei quattro componenti della squadra campione d’Italia.
Ettore, alla vigilia il Canalbianco sembrava non essere in condizioni particolarmente favorevoli. Come avete affrontato la gara?
«Eravamo partiti un po’ scoraggiati perché, dopo la prova della settimana precedente, sembrava che il canale fosse un po’ povero di pesce. Poi ci siamo detti: è una gara secca e, se la vuoi vincere, devi affrontarla in un determinato modo».
All’attacco?
«Esattamente, all’attacco».
Una scelta che ha caratterizzato entrambe le giornate.
Dopo la prima prova, infatti, la squadra ha capito che una pesca aggressiva poteva essere la strada giusta. Il quartetto ha quindi deciso di puntare soprattutto sui pesci di taglia, utilizzando attrezzature robuste e una pasturazione essenziale.
Che tipo di pesce avete trovato?
«Abbiamo preso siluri, pesci gatto grossi e ieri è uscita anche una bella carpa. Soprattutto siluri e pesci gatto hanno fatto la differenza».
E a che distanza avete pescato?
«Non avevamo una distanza prestabilita. Il giorno prima erano usciti pesci più corti, fuori dalla linea dei sassi, ma qualcosa era uscito anche intorno ai 18 metri e qualcosa addirittura sotto i sassi da riva».
Ed è proprio qui che è entrata in gioco la strategia di squadra.
«Dopo la gara di ieri, dove uno di noi aveva preso soprattutto sulla linea corta, abbiamo deciso che due avrebbero pescato corto e due avrebbero cercato i pesci più lunghi».
Una scelta che ha pagato, soprattutto con Bannini, autore di una buona pescata sulla linea lunga, dai 18 metri in avanti, mentre nella seconda giornata è stato Federico Marchino a fare la differenza sulla linea corta, realizzando da solo circa 25.000 punti entro i 15 metri.
Avete cercato i pesci grossi anche con mais e vermi?
«Abbiamo cercato soprattutto con il bigattino. Non volevamo inventarci strade che non eravamo sicuri potessero funzionare».
Mais e vermi erano stati comunque preparati:
«Avevamo preso anche i vermi e il mais, pensando magari che potesse uscire una pescata a breme o qualcosa di diverso. Ma abbiamo visto che il pesce piccolo non aveva molta voglia di mangiare e che, alla fine, non faceva una grande differenza».
Per la domenica, quindi, la scelta è stata ancora più netta:
«Abbiamo accantonato i vermi e stamattina abbiamo presentato circa due litri di bigattino».
Le breme praticamente non si sono viste?
«Ieri assolutamente no. Stamattina, essendo il canale stato pasturato anche il giorno prima, qualcosa si è mosso».
Ettore racconta poi un curioso episodio personale:
«Io sono partito su una linea corta, come Federico. Solo che, essendo attrezzato per prendere i siluri, continuavo a prendere le breme. Federico invece prendeva i siluri».
Una situazione quasi paradossale.
«A un certo punto ho pensato: se mi mangiano le breme, evidentemente forse il picchetto non è quello favorevole per il siluro. Allora mi sono messo a fare le breme come dovevano essere fatte. E non prendevo più niente! Quando tornavo all’attacco per cercare i siluri, continuavo a prendere le breme».
Alla fine, quindi, Ettore ha seguito quello che gli stava offrendo il picchetto:
«Ne ho prese meno degli altri, ma ho fatto quello».
66 CHILI IN DUE GIORNI
Il risultato finale parla chiaro: 66.000 grammi complessivi e due primi posti.
«Il canale ci ha fatto divertire molto. Ieri è stata una cosa un po’ più da scoprire: la pescata è venuta fuori soprattutto nel finale. A metà gara eravamo messi male e non sembrava una gara da poter portare a casa».
Poi la svolta.
«Oggi, memori della gara del giorno prima e consapevoli che, se fatta bene, questa pescata poteva venire fuori, abbiamo concentrato tutto su quello».
E la risposta del Canalbianco è stata immediata:
«A metà gara eravamo già abbondantemente sopra il peso del giorno precedente, quindi siamo andati un po’ a spasso».
BATTUTI I CAGNACCI, GRANDE PODIO PER LA ROMAGNA
Il Lenza Club Riccione ha dovuto fare i conti anche con I Cagnacci, arrivati anch’essi a 2 penalità, ma con un peso complessivo inferiore.
Una squadra, quella dei Cagnacci, che poteva contare anche sull’esperienza di Andrea Canaccini, pescatore particolarmente esperto nella ricerca di siluri e pesci gatto.
«Senza ombra di dubbio, per quello che so io, è il miglior pescatore di siluri in Italia».
Ma Ettore sottolinea anche quanto contino le condizioni del picchetto:
«Poi, ripeto, vuoi il posto, vuoi una giusta lettura del picchetto alla fine è andata bene».
E alle spalle delle due squadre di testa c’è stata un’altra grande soddisfazione per la pesca romagnola: il Team Romagna A.S.D. (Tubertini) ha conquistato il terzo posto, precedendo la Bagnacavallese S.P.S. (Colmic), entrambe con 3 penalità.
La Romagna sta crescendo anche nel feeder.
«La Romagna è un’istituzione! Sta crescendo. È un movimento che forse prima era un pochino più presente nel Method, mentre adesso sta venendo fuori anche nel feeder».
Ettore non nasconde l’orgoglio:
«Noi siamo contenti e orgogliosi di aver potuto dare una mano anche in questo contesto. Viva la Romagna, ragazzi!».
ORA LO SGUARDO VA A LOREO
La vittoria di Trecenta dà ulteriore fiducia al gruppo romagnolo in vista dei prossimi appuntamenti.
«Speriamo che vada bene anche a Loreo. Lassù è tutto un altro discorso, ci sono squadre anche più blasonate, però le possibilità non mancano».
E lo spirito sarà ancora una volta quello giusto:
«Non andiamo su per fare una comparsata».
Parole che riassumono perfettamente lo spirito del Lenza Club Riccione Trabucco: rispetto per tutti, ma nessun timore reverenziale.
Complimenti quindi a Ettore Ciotti, Federico Marchino, Daniele Aiudi e Luca Bannini per il titolo di Campioni d’Italia Feeder Classic a Box 2026.
Il Canalbianco ha premiato la loro strategia, la loro capacità di leggere la gara e, soprattutto, la loro scelta di andare all’attacco.





