GARA DI PESCA SOTTO L’ALBERO DI NATALE

Tutta l’attrezzatura da pesca è stivata all’interno della mia Station Wagon.
La giornata che sta per levarsi, in questa vigilia di Natale 2006, sembra delle migliori.
Il cielo è pulito senza nuvole e le stelle, pur essendo ancora mattino, si contano facilmente.
Una veloce colazione e via l’auto è già in direzione di Forlì; obiettivo lago del Pino.
Là mi aspettano gli amici per una gara di pesca con premi culinari (prosciutti e salami).
La gara è a coppie e per l’occasione pesco con Marchi Daniele di Savignano sul Rubicone: garista che pesca con una Società di San Donà di Piave.
Arrivato sul posto di buon ora non riesco ad uscire dall’auto perché il freddo è tagliente.
Prendo coraggio, mi vesto in modo adeguato, ed esco per i sorteggi dei posti pesca.
I picchetti più pescosi del lago sono due e sicuramente coloro che vi andranno a pescare per sorteggio saranno già a metà dell’opera per la vittoria finale.
Nella pesca, infatti, non conta solo la bravura del pescatore, che quasi sempre può fare la differenza in situazioni difficili, ma anche la fortuna che quasi sempre si manifesta o con il posto per l’appunto o con la cattura di qualche pesce di peso notevole.
Purtroppo nei due posti vincenti ci vanno due coppie che nella vita di garista si sono distinti tutt’altro che per la fortuna: da una parte Amadori e Galeotti di Forlì e dall’altra Facibeni e Piscaglia di Savignano.
Io e Marchi siamo rilegati in due picchetti in un angolo del lago; una zona poco sfruttata per le gare.
Tutti sono intenti alla preparazione dell’attrezzatura che per noi garisti, è come un rito maniacale.
Do un’occhiata all’acqua e si presenta pulita e di una calma piatta senza vento.
Decido quindi di montare lenze leggere, apro quattro punte da roubasienne; due le monto con galleggiante da 0,75 grammi e altre due con galleggiante da 0,40 grammi di peso.
La taratura di questi è esasperata, le antenne segnaletiche colorate pelano l’acqua della serie vedo non vedo.
Amo del n° 20 serie 247 innescato con due bigattini bianchi e decido di partire appoggiato almeno tre dita con la lenza sul fondo del lago.
Il fondale davanti a me è omogeneo quindi non devo sfruttare avvallamenti o piccole buche che sarebbero state determinanti poichè in questo periodo dell’anno il pesce tende sempre ad ammucchiarsi nelle profondità più estreme.
Parte la gara e inizia la pasturazione di richiamo del pesce con piccole fiondate di bigattini sfusi e piccole quantità di mais sulla distanza di dodici metri di canna.
Passano i minuti ma il galleggiante non affonda a differenza dei pescatori vicini di postazione che da subito inanellano catture su catture di carassi e carpette di piccola taglia.
Se il buon giorno si vede dal mattino, mi dico, il mio si presenta molto triste.
Non c’è pesce!
Giro le esche, cambio le lenze, sposto le piombature, tolgo acqua alla lenza e la rimetto ma niente. Alla fine della gara sono pochi i pesci che riescono ad entrare nella mia nassa che insieme a quelli catturati da Daniele e non si va oltre i 2,5 kg di pescato.
Non si va a premio, pazienza, d’altra parte il posto non era proprio dei migliori.
A fine gara arrivano i responsi finali: la mia zona viene vinta dalla coppia Amadori e Galeotti di Forlì, confermando i miei pronostici della mattina, mentre nell’altra zona vincono due amici della mia stessa Società GPS Santarcangelo, Zavoli e Brolli, con 5 kg. di pesce pescato.
La coppia Piscaglia e Facibeni, per la quale avevo previsto la vittoria certa considerando il picchetto avuto in dote dalla fortuna, si piazza soltanto al secondo posto.
Tutto sommato una gara soddisfacente che nonostante la rigida temperatura di questa vigilia di Natale 2006 ha regalato ai pescatori presenti una mattinata di emozioni grazie alle tante affondate del galleggiante!

MARCHI DANIELE IN AZIONE DI PESCA

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