LA MOGLIE DEL PESCATORE

Da pochi giorni è stata la festa della donna la quale si trova spesso a rivestire più ruoli nella società: moglie, madre, lavoratrice e tanto altro.
Un ruolo scomodo, non solo per i tanti sacrifici che è costretta a sopportare, ma anche per le abitudini di vita che spesso sono condizionate dal ruolo che il marito svolge nella vita.
La moglie del pescatore ad esempio è sicuramente una persona sfortunata perché nella stragrande maggioranza dei casi, dopo avere lavorato tutta la settimana, si ritrova a trascorrere buona parte del fine settimana da sola.
Infatti il marito pescatore può dedicarsi al suo hobby preferito solo nei giorni non lavorativi e pertanto il sabato e la domenica sono giorni sacri per uscire con la canna.
Al riguardo ecco il parere di una donna, moglie di un pescatore agonista:
Mi chiamo Loredana voglio testimoniare la mia condizione di vita per avere un marito che ha la passione della pesca; io ho conosciuto mio marito che aveva già questa passione perché pescava fin da bambino. Quando eravamo fidanzati andavamo alcune volte a pescare nel periodo estivo e ci si divertiva perché la pesca non era lo scopo principale delle uscite domenicali, infatti ogni tanto ci scappava anche qualche bacio e così via.
Oggi, dopo trent’anni che stiamo insieme, andare a pescare con il marito è tutto diverso perché lui quando pesca deve stare concentrato e non bada a nessuno e così io sono costretta a stare seduta su uno sdraio a leggere giornali per ore (“che palle!” N.b. sue testuali parole).
Quando ha cominciato a fare gare di pesca abbiamo litigato spesso perché la domenica lui doveva andare via con gli amici della squadra; partivano al mattino all’alba e tornavano la domenica nel tardo pomeriggio, così l’unico mio giorno di festa lo passavo per buona parte dell’anno sempre da sola con i figli.
Sono vent’anni che ogni domenica da aprile a settembre il pranzo non lo facciamo più insieme perché lui rientra sempre tardi. Ecco queste cose ti cambiano la vita. Ho lottato tanti anni per farlo smettere ma non c’è stato nulla da fare. Quando davvero puntavo i piedi, perché la domenica volevo avere anch’io qualche ora per fare un giro, lui per accontentarmi stava a casa ma era insofferente e così il giro in macchina ci portava in qualche lago a vedere altri che pescavano.
Con il passare degli anni mi sono rassegnata e ho dovuto impostare la mia vita in funzione della passione di mio marito.
Così la domenica mattina, mentre lui è fuori con la squadra a pescare, io mi faccio i miei lavori in casa, se il tempo lo permette vado alcune ore al mare con le figlie, e poi la famiglia si ritrova la sera per cenare tutti insieme e raccontarci della giornata.
Se la gara di mio marito è andata bene non lo imparo dalla sua voce ma dal suo umore però, per fortuna, ottiene quasi sempre buoni risultati.
Se non va a pescare almeno una volta alla settimana è nervoso infatti mi dice che la pesca per lui è come una terapia che gli permette di affrontare meglio tutta la settimana lavorativa. Allora mi sono davvero rassegnata e in fondo adesso sono contenta che vada a pescare anzi, mi meraviglio quando la domenica non ci va.
Poi ogni tanto in estate lo seguo nelle trasferte di pesca e non mi dispiace cucinare il pesce che raramente porta a casa. Ecco una cosa che non ho mai capito è che il pesce che cattura mica lo porta a casa alla fine lo lascia andare libero ancora nel fiume. Dice che se lo porta casa la volta successiva quei pesci non lo potranno più fare divertire.
I pesci che però non libera e che porta a casa sono l’anguilla e il persico reale.
L’anguilla mi fa schifo ma il persico fatto al cartoccio in forno con le patate è una cosa fuori di testa. Anche le trote nei mesi invernali le cuciniamo spesso perché sono veramente ottime cotte alla griglia o al forno.
Alle giovani donne che hanno il marito che va a pescare dico di rassegnarsi come ho dovuto fare io perché la pesca non è uno sport qualsiasi, per loro è una malattia incurabile e quando si viene contagiati non ci sono cure. Di un marito pescatore occorre prendere i lati positivi e basta e non provate a cambiarlo perché consumereste delle energie inutilmente.

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