AGONISMO SUD: LA PAROLA A MAURIZIO NATUCCI (FIPSAS)

Match Fishing ha incontrato il responsabile della FIPSAS Maurizio Natucci per uno scambio di opinioni sul dibattito che si è acceso tra gli agonisti del sud sui cambiamenti all’agonismo che la Federazione ha varato a partire dal 2011.
Cambiamenti che non sono piaciuti alla stragrande maggioranza dei federati tant’è che sono state effettuate di recente anche riunioni per individuare nuove strade per il futuro. Certamente tante voci meritano di essere ascoltate affinché gli eventuali aggiustamenti da apportare in futuro possano essere condivisi da tutti.
Caro Maurizio, qual è l’orientamento della federazione su questo tema?

Prima di parlare di cosa può fare la federazione in futuro vorrei parlare di cosa è successo quest’anno.
Rimango abbastanza sorpreso dal fatto che molti agonisti intervenuti sul forum di Match Fishing sono rimasti sorpresi dei cambiamenti adottati dalla federazione per quanto riguarda le regole dell’agonismo del sud.
Negli ultimi anni abbiamo cercato di incontrare più volte gli agonisti del sud in riunioni a Caserta e in Calabria, insieme ai responsabili regionali di settore, per cercare di trovare soluzioni alla questione agonismo del sud perché il problema c’era..
Abbiamo comunicato da mesi ai vari responsabili regionali di settore che l’attuale criterio di prevedere i campionati di eccellenza sud gironi A e B non poteva più essere accettato e che li avremmo fatti ripartire tutti dai regionali.

Non potevamo più accettare ad esempio che il girone A dell’Eccellenza sud, fosse formato da sole squadre campane.

Quando istituimmo l’eccellenza sud gironi A e B lo facemmo concedendo deroghe, ripetute poi negli anni successivi, con le quali si dava la possibilità di evitare la partecipazione ai campionati minori e poter partecipare direttamente all’eccellenza.
Anche i zonali al sud non sono stati fatti e tutt’ora non esistono, così come altre deroghe che hanno interessato la riduzione dei pescatori nei settori e così via…
Avevamo sollecitato anche le sezioni regionali ad organizzare campionati minori ma non si è fatto nulla o quasi….
Quindi abbiamo dovuto prendere questa decisione perché non aveva più senso fare una eccellenza sud in questo modo.

Scusa Maurizio ma prima dei due gironi A e B esisteva una unica eccellenza sud a girone unico come mai non ha continuato?

Quando avevamo una sola eccellenza sud, a girone unico, le squadre siciliane e calabresi giustamente si lamentavano del fatto che per poter gareggiare in Campania dovevano affrontare giorni interi per il viaggio oltre a costi insostenibili.
Così avevamo pensato di andare incontro all’agonismo del sud semplificando loro la vita introducendo i due gironi ma anche su questa linea le cose sono andate sempre peggiorando e quindi il tempo delle deroghe è terminato.

Le deroghe sono terminate, ma il sud non è il nord e prima di adottare cambiamenti non era il caso di trovare soluzioni condivise?

La federazione non vuole fare i regolamenti contro gli agonisti ma per gli agonisti e con gli agonisti, ma bisogna farli attraverso soluzioni condivise da tutti e non che venga imposta alla federazione la linea di qualcuno soltanto.
Pertanto la federazione nel 2011 procederà come ha deciso però se si vogliono fare le cose per il futuro, per lo meno per un quinquennio, noi siamo disponibili ad ascoltare tutti attorno ad un tavolo e vedere cosa poter fare.
Le proposte ovviamente devono arrivare dagli agonisti ma anche dalle sezioni interessate partendo dal fatto che sul piatto della bilancia ci deve entrare anche il livello promozionale, regionale, zonale e poi anche l’eccellenza.
Ci rendiamo conto che in molte province del sud non esistono i promozionali e questo non va bene.
Le deroghe devono servire come momento transitorio per raggiungere un obiettivo e per noi era quello di far sviluppare l’agonismo al sud ma non hanno funzionato e allora occorre trovare altre strade condivise e a lunga scadenza.

Quindi affermi che la federazione offre la massima disponibilità a riaprire un tavolo di confronto purchè l’agonismo del sud si presenti con una proposta unitaria e condivisa prima di tutto al suo interno..

La federazione è composta da 230.000 tesserati rappresentati da vari responsabili, dal presidente ai dirigenti dei settori, che sono a disposizione degli atleti per dialogare e fare sempre le scelte migliori nell’interesse di tutti. Noi siamo stati eletti dai tesserati per cui non possono pensare che noi dirigenti siamo una cosa astratta quando invece siamo sui problemi tutti i giorni per affrontare le varie questioni.
Si spara sempre su Roma, ma noi proveniamo dai vari territori proprio perché eletti dal territorio.
Ma una volta per tutte voglio dire che quando ci sono le riunioni dove discutere le questioni e la gente oltre che partecipare deve parlare, portare proposte, giocare un ruolo attivo ma purtroppo così non è. C’è molto menefreghismo e si tende sempre a delegare agli altri, ma poi chi ha le responsabilità nel bene o nel male deve decidere. Troppo facile e troppo comodo saltare fuori dopo che si sono prese le decisioni e criticare, bisognava uscire allo scoperto prima, e credimi queste varianti al regolamento sono mesi che sono state decise e si conoscono da tempo per cui se uno si fosse interessato prima avremmo avuto anche il tempo, volendo, di rimediare, ma oggi le scelte sono prese e non si cambiano.

Quindi vuoi dire che il 2011 sarà solo un anno di transizione per mettere le basi per rilanciare l’agonismo del sud , ma per il 2012 come intendete procedere?

Per il 2012 siamo pronti ad intervenire ma su basi di partecipazione, dialogo, confronto e proposizione.
Le riunioni al sud alle quali la federazione ha partecipato spesso si è trovata di fronte a dover discutere problemi locali di secondaria importanza ma mai si è cercato di sollevare certe questioni.

Partendo dal presupposto che al sud non si può fare un girone unico per le ovvie ragioni che venivano richiamate prima, occorre dire che la soluzione migliore è quella dei due gironi A e B ma con numeri certamente inferiori per poter lasciare risorse umane a rimpinguare i campionati sottostanti come lo zonale, il regionale, il promozionale.

Oppure ci potrebbe essere anche un’altra soluzione come quella di ridisegnare l’area geografica di appartenenza di ogni girone, ad esempio la Campania potrebbe essere inserita nel girone con il Lazio e l’Abruzzo dove l’agonismo è più radicato e strutturato ma questa proposta è già stata bocciata in passato.
Capisco che tutti vogliono fare l’eccellenza perché dà prestigio e visibilità ma non possiamo avere solo l’eccellenza e poi dietro il vuoto.
Quindi riaffermo, massima disponibilità a incontrare tutti e trovare soluzioni serie che guardino al futuro e che abbiano le basi per rilanciare la pesca al colpo al sud ed in particolare l’agonismo.

Bene Match Fishing e Pesca In sono disponibili a dare la massima attenzione e visibilità a quelle che saranno tutte le iniziative e le decisioni che saranno assunte nelle varie riunioni.

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