Si parla sempre più inglese con le breme di Ostellato…….

Un momento….Credo proprio che abbiate frainteso. È vero che non sono mai stato un mostro d’intelligenza, ma che addirittura decida di partire da Siena per andare a Ostellato a fare due chiacchere con le breme e per di più in inglese, mi sembra davvero troppo.

In realtà, con un titolo del genere, volevo solo introdurre l’argomento su come stia cambiando il modo di interpretare la pesca alla breme e su quanto la cultura d’oltre Manica influisca su questi cambiamenti.


Angelo crede molto nellHemp MIni Maize

Canapa e mini mais

Una cultura, quella inglese, che fa della diversità motivo d’orgoglio, basta pensare alla guida a sinistra, ai pesi e alle misure…..fanno sempre tutto al contrario e ne sono fieri.

Anche nella pesca sono diversi: noi andiamo a pesca con una scatolina di bigattini e loro, con una scatoletta di Simmenthal; le nostre pasture profumano di buono, mentre le loro puzzano di pesce…….Eppure, se c’è una cosa gli inglesi fanno meglio di altri, quella è la pesca e se poi parliamo di pasture, ecco che il divario si fa abissale.

È proprio in seguito a riflessioni del genere che nasce l’idea di provare direttamente sul campo delle pasture poco o per niente conosciute dalla massa, basate su principi molto diversi rispetto a quelle tradizionali, come quelle prodotte da SonuBaits.

Così deve presentarsi dopo una corretta vagliatura


Exploding Fishmeal feeder-S Pellet Feed-Crushed Halibut Pellet

Mi è bastato accennare questo ai fratelli De Pascalis, portacolori Preston e SonuBaits, per trasformare le parole in fatti, con Angelo e Massimiliano, pronti a mettere a disposizione le loro conoscenze e aprire così nuovi orizzonti a chi vuole guardare un po’ più avanti.

Per il nostro test useremo dei prodotti SonuBaits, uno dei marchi più prestigiosi e conosciuti in Gran Bretagna e che meglio di altri rappresenta il pensiero inglese in tema di pasture, basato su criteri diversi da quelli finora applicati.

Almeno per me, provare cose nuove è sopratutto un pretesto per andare a pesca in compagnia e se poi andiamo in quel di Ostellato dove fra pochi giorni ci saranno le due prime due gare del Campionato Italiano Ledgering, cade tutto a “pipa di cocco”.


il piccolo pubblico controlla le operazioni


Si bagna anche la Exploding Fishmeal Feeder.

Alle 6,00 del giorno prestabilito, io e Rossano siamo già con il muso della macchina rivolto verso nord. Alle 9,00, già colazionati in Latteria e muniti delle provviste alimentari per il mezzo dì, siamo sul canale, all’altezza del km. 7,5, dove ci raggiungeranno Angelo e Massimiliano, accompagnati dall’inseparabile Gianmarco Lombardi, in arte il “Segugio”.

In attesa che arrivino i “Tre dell’Ave Maria”, noi intanto iniziamo a pescare, ma nonostante i ripetuti tentativi di convincere Rossano, perlomeno a provare il sottile piacere della pesca a ledgering lui, duro come un sasso, mantiene imperterrito la sua posizione, fiero di impugnare la sua amata roubasienne, come fosse una moderna Durlindana.

Peggio per lui, non sa quello che perde e glielo dimostro dopo pochi minuti, agganciando un carassio come la ruota di una 500, che mi farà sudare le proverbiali sette camice, prima di riuscire a tirarlo in secco, con un finale dello 0,12. Tuttavia anche Rossano non scherza; è riuscito a portarsi sotto un branco di bremotte niente male, ma non c’è comunque storia e fino a che non si deciderà a prendere confidenza con le canne da ledgering, la sua ruobasienne sarà condannata a respirare la polvere dei miei feeder.


Una famiglia di volpoca ci da il benvenuto


Angelo De Pascalis


Come da tradizione – biscotto e pane belga e spezie

Alle 11,00, quando arrivano gli amici di Calendasco, Angelo scende alla macchina e con la faccia di chi sa che sta per farmi arrabbiare, mi dice: “ Se mi prometti di non incazzarti troppo, ti dico una cosa”; e poi aggiunge: “ Il Campionato Italiano a Ledgering non si farà più a Ostellato, ma nel Brian. L’hanno deciso ieri sera a Roma, in seguito al terremoto.”

Anche se per la verità, un po’ me lo aspettavo, la notizia non mi fa piacere, ma il rispetto verso quello che sta subendo la popolazione emiliana, mi permette solo di essere solidale con chi a problemi ben più grandi e se questo potrà anche solo rendere un po’ più agevole il disagio di queste sfortunate persone, per me non sarà un sacrificio spostarmi altrove.

Intanto Angelo scarica dalla macchina tre scatole piene di pasture e additivi e poi, dopo un breve consulto con suo fratello Massimiliano, insieme decidono di prendere in esame tre tipi di pastura, tutti rivolti alla breme: due a base di farina di pesce di colore scuro; una invece più tradizionale, a base di biscotto macinato e pane belga di colore giallo-arancio.


Dove c’è Match Fishing, c’è pesca


farine e pellets SonuBait

Le due pasture a base di farina di pesce hanno il compito di selezionare la taglia, ma per avere un riscontro attendibile, dobbiamo confrontarle con uno sfarinato classico, dal sapore dolce, com’è appunto la Datch Master Feeder Mix Gold, sempre di casa SonuBaits: un ottimo prodotto, molto usato e apprezzato dai pescatori olandesi.

Prima però di passare all’atto pratico, credo sia comunque necessario chiarire in cosa realmente consista l’approccio con i prodotti SonuBaits.

Permesso che ogni qualsivoglia pastura è composta da tre elementi primari che sono: il vettore, l’attrattore e l’alimentare; oggi troviamo in commercio prodotti pronti all’uso, già premiscelati all’origine. La SonuBaits scardina questo concetto, fornendo al pescatore stesso gli strumenti necessari per comporre al momento la “sua” pastura, quella più adatta per quel pesce, in quelle condizioni e per quel preciso specchio d’acqua, mettendo a disposizione una serie di componenti specifici, ognuno dei quali serve letteralmente a “costruire” lo sfarinato esattamente per come lo vogliamo.

Angelo e Massimiliano De Pascalis sono quelli che, perlomeno in Italia, conoscono meglio di altri le pasture SonuBaits e so di potermi fidare ciecamente della loro esperienza e di come vorranno affrontare questo test, o per meglio dire, questa giornata di pesca, perché in realtà io voglio pescare. Ho preso un giorno di ferie per venire a Ostellato, figuriamoci se mi accontento di giocare al piccolo chimico……Se non prendo dei pesci, tanti e grossi, gliela do io la pastura……


Gianmarco Lombardi detto il Segugio


I fratelli De Pascalis in perfetta sincronia .

Mentre Massimiliano si appresta a bagnare le farine a base di “fishmeal”, Angelo mi conferma che l’effettiva innovazione consiste appunto nel tenere separata la farina di base dagli altri componenti integratori, i quali dovranno essere aggiunti di volta in volta nella giusta quantità, in relazione all’attività del pesce, aumentando o riducendo l’apporto alimentare, richiamando o mantenendo il pesce sul nostro tappeto di pascolo

Detto in questo modo può sembrare cervellotico, ma non è così. Una volta capito il meccanismo, sarà addirittura una tecnica nella tecnica, fondamentale agli effetti del risultato e comunque molto semplice da mettere in pratica….. e poi, se l’ho capito io…….

Nel frattempo Massimiliano, con arte consumata, quasi fosse la “Maestrina dalla Penna Rossa”, illustra i vari passaggi della bagnatura, consigliando di arricchire la base aggiungendo del “Liquid Flavours” al sapore più adatto all’occasione. Tanto per fare un esempio, oggi aggiungiamo alle nostre farine del “Halibut Flavour”, in quantità pari a un tappo del flacone stesso, per ogni kg. di pastura.


Il titolare della Betti Sport con una bremetta


La breme non è piccola, sono le mani ad essere grandi

E ora, prima di venire al sodo, allego una breve legenda, dei prodotti utilizzati per il test:

Tiger Fish – farina a base di tiger nuts (la noce dell’orzata) e fishmeal (carne di pesce);
F1 Sweet fishmeal – Carne di pesce dolcificata;
S-Pellet feed – pellet da fondo a base di pesce;
Crushed Halibut pellet – pellet di Halibut triturato;
Exploding Fishmeal feeder – farina a base di pesce e canapa ad azione rapida;
Liquid Flavors – aromi liquidi di vari gusti;
Hemp Mini Maize – canapa cotta mista a pochi grani di mini mais,
Datch Master Feeder Gold e Silver Crush Match – pasture tradizionali a base di biscotto, pane belga, semi e spezie finemente tritate.

Il primo preparato è un mix al 50% di Tiger Fish e F1 Sweet Fishmeal, da setacciare con cura una volta bagnato, così da risultare un impasto soffice e morbido alla compressione. In due contenitori a parte mettiamo 250 gr. di S-Pellet Feed da 3 mm. e 250 gr. di Crushed Halibut Pellet, da aggiungere all’impasto solo nel momento in cui si decide di lanciarlo in acqua e rigorosamente asciutti, così da rilasciare molto gradualmente il loro elemento attrattore, mantenendo a lungo attiva la zona pasturata.


Massimiliano De Pascalis


Carpe diem

La seconda base è l’Exploding Fishmeal Feeder, bagnata con acqua e Halibut Flavour; a parte abbiamo 250 gr. di bigattini, 250 gr. di Hemp Mini Maize, e 250 gr. di S-Pellet Feed, sempre da aggiungere di volta in volta.

il terzo è uno sfarinato classico, il Dutch Master Feeder Mix Gold, miscelato al 50% con il Silver Crush Match, da arricchire con bigattini vivi e stirati al momento del lancio in acqua.

Finita la parte didattica alla quale hanno assistito interessati, anche altri spettatori esterni, iniziamo finalmente a pescare, mentre Rossano e Gianmarco, insensibili alla fame di cultura e all’impegno profuso per l’umanità da noi, poveri spigolatori dei semi del sapere, stanno già pescando da più di un’ora.

Angelo andrà sul tradizionale con il mix di Datch Master Feeder Gold e Silver Grush Match, io prenderò in consegna il secondo lotto di pastura, l’Expanding Fishmeal Feeder; Massimiliano analizzerà il preparato a base di. Tiger Fish e F1 Swwet Fishmeal.


Che faccia imbronciata…..la breme, s’intende


Il Betti tiene d’occhio Massimiliano

Io e Massimiliano utilizzeremo due pasturatori Wire Cage feeder Preston, mentre Angelo, per lanciare dall’altra parte del canale, si farà forza di un Preston Dutchmaster Bullet feeder, progettato appunto per lanci estremi. Al fine di un corretto svolgimento del test, innescheremo tutti dei bigattini vivi su degli ami del n° 18/16 e finali da 0,12/0,14.

Riempio il mio pasturatore da 30 gr., chiudendo fra due tappi di pastura, un po’ di Hemp Mini Maize, un po’ di S-Pellet Feed, qualche bigattino e poi lancio sul centro canale. Trascorsi pochi minuti, aggancio il primo pesce e dalla sua reazione capisco subito che è una breme, ma deve essere enorme, viene quasi a peso morto, ma è come trascinare un mattone; a metà tragitto però, si ribella improvvisamente e con un paio di codate ben assestate si slama, lasciando come testimonianza di se solo un po’ di “moccolo” sulla lenza….rivolgo gli occhi al cielo, dicendo a modo mio che così non si fa.

Subito dopo è il turno di Massimiliano, che mette nel guadino una breme sui 2 kg. e, vedendo la facilità con la quale l’ha tirata in secco, mi viene subito da domandarmi come poteva essere quella che mi ha lasciato a bocca asciutta.


Le breme di Ostellato mettono a dura prova la Dutch Master di Angelo


Massimilano in azione

Le catture si alternano a ripetizione, ma per il momento solo fra me e Massimiliano, perché la pastura dolce e di colore giallo-arancio usata da Angelo pare proprio non sortire l’effetto sperato, forse perché troppo chiara per delle acque dove il colore scuro è dominante, tanto che per Angelo è bastato lasciare il mix di Datch Master Feeder Gold e Silver Grush Match, a favore dell’Expanding Fishmeal Feeder, per iniziare ad agganciare delle breme extra large al ritmo di una dietro l’altra…… roba da non credere, senza vederlo di persona.

In ossequio alla regola (lungimirante) che prevede di non mettere il pesce in nassa fuori dalle gare, non abbiamo potuto fotografare il pescato a fine sessione, ma le foto di alcune singole catture, in rappresentanza di tutte le altre, sono più eloquenti di tante parole, per confermare l’efficacia delle pasture SonuBaits, a base di farina di pesce e il loro metodo di associazione con i vari componenti aggiuntivi.

Giusto per dare qualche ragguaglio: Angelo ha pescato con una canna Preston Dutch Master da 13,2 ft. con un casting di 80 gr, canna precisa e potente in fase di lancio, ma accondiscendente e progressiva nella gestione della preda;
Massimiliano, per pescare al centro canale ha usato una Preston Dutch Master da 11,8 ft., con un casting di 40 gr., una canna straordinariamente sensibile, ma in grado di domare qualsiasi pesce;
io ho pescato con la Preston Absolute 11,6 ft., ultima nata in casa Preston, una canna che ho usato con il suo quiver più sensibile, lanciando agevolmente al centro canale (40 mt.) feeder da 30 gr. carichi di pastura, salpando pesci (tanti) di circa due kg., senza il minimo problema.


Ottima l’idea del sigillo richiudibile


Quello bello, con la maglietta bianca, sono io

Una bella giornata di pesca volge al termine; è proprio ora di andare; la strada da fare verso casa è lunga. Mentre smonto tutto il mio armamentario ripenso alla straordinaria taglia delle tante breme catturate e sinceramente sono un po’ rammaricato per lo spostamento del Campionato Italiano Ledgering, proprio ora che avevo trovato la chiave giusta per ……..parlare sempre più inglese con le breme di Ostellato……ma vi ripiglio……e vi ripiglio, vi ripiglio….eccome se vi ripiglio.


Rossano…ma datti al ledgering.

Sai, abbiamo preso qualche bremetta…..

Spero di esservi stato utile……Un saluto, amici di Match Fishing.

Marcello Corbelli

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