C.I.S: L’INTERVISTA A GIOVANNI GRISENTI

Adesso andiamo a sentire la voce dei protagonisti della classifica ovvero i rappresentanti di Lenza Parmense Maver, Oltrarno Colmic e Lenza Emiliana Tubertini.

La Lenza Parmense da un po’ di anni a questa parte è sempre li a lottare per un posto al sole e quindi non può passare come una situazione favorevole o fortunosa ma questi traguardi sono il frutto di …beh meglio se ce lo facciamo raccontare direttamente da Giovanni Grisenti leader di questa società.

 

GIOVANNI GRISENTI
LENZA PARMENSE MAVER

 

LENZA PARMENSE MAVER

 

Allora Giovanni siete sempre li tra le prime complimenti al gruppo..

Si è vero dopo la terza prova siamo terzi e dodicesimi con le due squadre, ed è per la nostra società un motivo di grande soddisfazione.
Nel corso di questi anni con grandi sacrifici economici siamo riusciti ad ottenere risultati impensabili per un gruppo come il nostro e come altre società, che oserei dire amatoriale.

Se non erro negli ultimi anni siete arrivati in finale spesso, giusto?
Si è vero siamo andati in finale per quattro anni consecutivi arrivando nel 2011 terzi assoluti, e nel 2012 quinti assoluti.

Ma dove si nasconde il segreto di questo successo?
Non ci sono segreti, tutt’altro, ma solo un impegno serio e la fortuna di aver trovato ragazzi che prima di tutto sono giovani e intelligenti. Ad esempio la squadra A di quest’anno ha una età media di 30 anni e i ragazzi sono Michele Capellini, Matteo Capellini, Luigi Sacco, Simone Donetti, Massimo Paron, Alessio Mola, Massimo Cattaneo e il sottoscritto Giovanni Grisenti.

Ma come sempre succede anche nel calcio la squadra che vince vanta anche una buona armonia nello spogliatoio .. è così?
Vero è proprio così. Da noi si scherza, si parla di sport, di attualità, e anche di pesca.
Ci sono ragazzi giovanissimi come Massimo Cattaneo, che sono con noi da oltre dieci anni, che non abitano a Parma, ma provengono da Milano, Novara, La Spezia, Bergamo e da Piacenza.

Per affrontare certe sfide serve una sponsorizzazione importante giusto ?
E’ vero, la società fa il possibile con l’aiuto dello sponsor Maver, per aiutare economicamente i ragazzi, ma diventa sempre più difficile reperire le risorse, anche perché per le ditte che non operano nel settore vi è poca visibilità, e di conseguenza tendono a non investire..

Ma il vostro gruppo societario come è organizzato sportivamente parlando?
Guarda Alessandro devo dirti che oltre alle due squadre che partecipano al campionato italiano per società, abbiamo due squadre allo zonale , due al regionale e due al promozionale, e quattro ragazzi fanno parte del club azzurro.
Da noi non ci sono per così dire “professionisti” ed è per questo che l’anno scorso siamo stati segnalati come miglior società italiana in una classifica stilata da Bastianacci.

Giovanni da quest’anno è partito il C.I.S in sostituzione del vecchio format, tu che ne pensi?
Bella questa domanda ma a te non posso non rispondere. Così voglio esprimere alcune considerazioni sui regolamenti e sulle scelte che vengono effettuate nei campionati a cui partecipiamo.
1) Non si possono più sostenere delle spese così elevate. Abbiamo speso per la due squadre fra le prove e le due gare 1.000,40 euro, di esche, gestendo il tutto in economia, senza considerare la terra e la pastura che ci viene data gratuitamente dalla ditta Maver. Aggiungiamo il dormire e il mangiare e il costo totale a testa si aggira sui 350/400 euro. Per fortuna abbiamo vinto circa 400,00 euro in premi che vanno in cassa della società.

Scusa Giovanni ma per ridurre i costi cosa proporresti?

Bisogna diminuire le quantità dei prodotti e delle esche, visto che ormai i controlli funzionano, le matriosche le usano tutti, e l’organizzazione delle gare è buona. Se si riducono le quantità i costi per i pescatori diminuiranno subito . Sono convinto che in determinati campi di gara non è la quantità di materiale che ti fa aumentare il pescato anzi sono convinto del contrario. Dico questo anche perché ho avuto varie conferme anche di chi come sabato e domenica ha seguito dalla sponda la pasturazione iniziale e hanno detto che è stata esagerata. Consideriamo poi, che alla fine della gara vengono buttati in acqua gran parte dei quantitativi non utilizzati perché sono in eccesso. Sarebbe doveroso proibire questo atteggiamento, e il materiale non usato dovrebbe essere smaltito nei cassonetti, per non arrecare un danno all’ ambiente acquatico.

Ma sui format che ne pensi, ad esempio sul tanto criticato club azzurro, ci vuoi dire la tua?
Penso che ormai sia giunto il momento, di riqualificare il campionato del club azzurro per dargli più importanza e più interesse. Non è più possibile che al campionato del mondo vadano quasi sempre, da parecchio tempo le stesse persone. E’ indispensabile dare la possibilità a tutti di poter partecipare ad un mondiale. Io ci sono andato, so cosa vuol dire e ancora oggi mi porto dentro quel bellissimo ricordo.

Meglio ricordare che la pesca non è sport professionistico….

La pesca è uno sport non professionistico, non è come il calcio, la pallavolo ecc. che chi non va in nazionale, guadagna ugualmente, da noi si spende solamente. Pertanto tutti devono mettersi in gioco sul campo, chi arriva alla fine delle prove nei primi cinque più una riserva deve andare in quell’anno al mondiale. Spero che il selezionatore attuale, che io ritengo molto competente, possa portare avanti questo tipo di discorso visto anche le sue esperienze passate. Oggi ci troviamo di fronte che chi lavora nel campo della pesca, ha anche la possibilità quasi scontata di partecipare al mondiale. Non penso sia giusto, per tutto il settore, che lavora, che compie notevoli sacrifici, togliendo tempo ai figli alla famiglia, e che alla fine se partecipa al club, sa già dalla partenza che comunque sarà il risultato, avrà pochissime possibilità di un successo finale.

IL TEAM LENZA PARMENSE MAVER AL COMPLETO

 

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