BOLENTINO SENZA COMPROMESSI

Dentexu, Dentere, Dentul, Dintatu… moltissimi sono i nomi con cui viene chiamato il DENTICE, a seconda della regione d’Italia in cui viene pescato, tutti accomunati dalla stessa etimologia latina, “dentex dentex”, che rimanda ai grossi denti tipici di questo magnifico predatore.

Si nutre di pesci, molluschi e cefalopodi, e rappresenta forse la preda più ambita nella pesca sportiva, sia con l’artificiale (traina, vertical jigging) sia con esca viva (traina) o morta (bolentino).

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Il bolentino rimane forse la tecnica più difficile e faticosa da praticare ma di conseguenza affascinante e divertente al tempo stesso:

POSIZIONE DI PESCA:
rigorosamente sempre in piedi, con canna in mano e sguardo sempre attento rivolto al cimino. (per questo intendevo “pesca faticosa”).

LA CANNA:
deve essere una canna potente, senza compromessi, capace di gestire piombature importanti e di poter forzare il pesce per non concedergli alcuna possibilità di andare a tranciare il nostro terminale su una roccia o uno scoglio sul fondo. (MAVER ELITE BOAT)

LA LENZA:
Anche qui ZERO compromessi a livello di fili e ami impiegati: lo schema è il classico bolentino a due braccioli lunghi circa un metro. Trave 0.40 del nuovissimo ELITE 406, monofilo studiato appositamente per gli impieghi più estremi e per le competizioni, nato appositamente per l’incollaggio dei travi. Braccioli 0.35/0.40. Stamani abbiamo utilizzato l’ottimo FLUOROCARBON SMART ZERO, che sebbene di diametro relativamente modesto (pescavamo con lo 0.345) non si è fatto intimorire neanche da pesci superiori ai 3 kg.

L’ESCA:
sarde a tocchetti o intere e strisce di calamaro. Ma attenzione: l’esca che caliamo verrà attaccata da moltissimi altri pesci disturbatori per cui dovremo essere rapidi a re-innescare la nostra lenza, così da fare il maggior numero di cale possibili e aumentare la probabilità di incontrare il nostro amico dentice.

LA PASTURA:
non ultima per importanza, la pastura sarà fondamentale per il buon esito della nostra battuta di pesca. Sardine tritate a pezzetti, da calare tramite un pasturatore a sgancio sul fondo, in quantità relativamente modeste ma costanti nel tempo (ogni 15 minuti circa a seconda dell’attività dei pesci).

Ultima cosa! In questa pesca non scoraggiatevi mai e non perdete mai la speranza, perché il nostro caro amico dentice è un predatore che non disdegna neanche le ore calde della giornata, per cui, giusti lo spot, le attrezzature e le esche e vedrete che non sarà difficile incontrarlo praticamente in qualsiasi momento della giornata: fatevi trovare pronti!

 

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