VI RACCONTO UNA DONNA STRAORDINARIA: SIMONA POLLASTRI

Non è certo semplice scrivere agli appassionati di sportfishing un articolo simile: in queste righe c’è di tutto tranne i tecnicismi della pesca sportiva. In questo testo c’è principalmente una persona fuori dal comune.

Direi che, di donne poco comuni, ce ne sono un paio: la scrivente e la protagonista vera della storia perché, lo sottolineo, la storia l’ha fatta lei.

Bisogna essere in discreta misura pazze e coraggiose per compiere certe prodezze, così eccoci, una coppia perfetta. Esattamente com’è consuetudine nel nostro quotidiano, da quando siamo diventate grandi amiche.

In venticinque anni da mattatrice assoluta, Simona Pollastri non incontra l’ostacolo di nessuna avversaria sportiva in campo mondiale: SuperSimo è la persona che ha raggiunto più traguardi di tutti con la maglia della nazionale italiana, cimentandosi in una disciplina prettamente maschile come la pesca al colpo.

SuperSimo non è stata una meteora e neanche un’outsider ma l’avversaria da battere, ha donato prestigio al team delle Azzurre FIPSAS, con loro ha vinto per un quarto di secolo e, oggi, da vincente, ha scelto di abbandonare l’agonismo mondiale.

Una scelta sofferta, dettata non dal timore di non farcela più bensì – come la stessa Simona ha scritto – dal desiderio di chiamarsi fuori da un infinito tour d’impegni, dal bisogno di non sentire più vincoli, dalla voglia di dedicarsi maggiormente alla pesca “senza calendario agonistico” e facendo il dovuto spazio alle nuove leve.

Simo, pensaci bene, prenditi tempo” le ho detto da molti mesi.

Paola, io vorrei prendere tutto il tempo che ho e godermi i miei affetti, andare a pesca ogni volta che lo desidero, vorrei divertirmi, vorrei dimostrare che non mi è necessario un altro podio per pescare serenamente. Ho avuto più di quanto potessi immaginare, in fondo.”

Oltre questo, ogni giorno, fa eco alla sua figura una dote umana che la rende inattaccabile: la trasparenza di un’anima – a dire poco – generosa.

Chiunque dicesse il contrario offenderebbe la verità.

Potrei fare un articolo pieno zeppo di numeri, con vittorie, date, medaglie e – seppure bello – sarebbe solo un report assolutamente scontato.

Non farei che raccontarvi quello che è già stato detto, condensando faticosamente venticinque anni di campionati, ma non mi piace essere scontata.

Soprattutto non è una celebrazione delle sue vittorie che piacerebbe a SuperSimo, non le abbisogna un plauso ulteriore alla sua carriera.

Ecco che, insieme, abbiamo scelto di donarvi un aspetto privato della pluri campionessa mondiale: vogliamo che la vediate così, come è, semplice, diretta, affettuosa e piena di premure.

Sincerità, lealtà e trasparenza: valori imprescindibili per una persona di sport e, chi ne fosse sprovvisto, sarebbe privo d’una immensa forza.

Non ci si sente mai soli quando si hanno amici o amiche così: un pensiero è una costante carezza e si percepisce l’attenzione di cui ci investono.
Tutto questo costituisce non la rarità ma l’unicità: è privilegio puro, proprio come l’amicizia fraterna.

C’è la sorellanza di chi ha stretto un patto per la vita e sa perfettamente che non verrà mai sciolto. C’è la voglia di tenere nel proprio cuore il tricolore iridato che ha più volte svettato sul tetto del mondo. C’è la coerenza di chi ha scelto di non abbandonare le compagne di squadra. C’è la condivisione di chi non rinuncerà mai alla sua passione più grande.

C’è Simona Pollastri: una persona che vince da venticinque anni – nella sua disciplina sportiva e nella vita – riuscendo là dove, ancora, non è arrivata nessuna.

Il mio fiume, la mia pace, il mio divertimento assoluto”  ci scrive lei stessa. Ma, SuperSimo, ci sorprende anche con messaggi come questo:

Ringrazio per l’amicizia, la stima e la fiducia riposta nella mia figura ma io ho cucita nel cuore la nazionale italiana e 25 anni sono tanti. Non mi sento pronta per essere una figura che riveste un ruolo tecnico all’estero anche se altri forse, non avrebbero esitato. Sono ancora qui a tifare azzurro perché è con la maglia della nazionale italiana che ho ricevuto onori mondiali e io, quella maglia e questo tricolore, lo devo ancora onorare col cuore. Non me ne voglia chi mi ha chiesto supporto, niente cambia in merito all’amiciziaLa pesca sportiva non è esattamente come il calcio, anche se siamo una delle Federazioni più blasonate del CONI non siamo dei fenomeni vincolati a contratto.
A tenerci legati saldamente è solo il cuore e a questo cuore non posso comandare altro. Nasce e resta legato all’Italia”. 

Simona Pollastri

Cosa posso aggiungere se non che le voglio bene?

Paola Cingolani

 

 

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