Un campione, un amico: Giampiero Barbetta.

Anche quest’anno gli amici di Giampiero Barbetta organizzeranno una manifestazione in ricordo di “Giampi”, si terrà nei giorni 16 e 17 marzo 2019 presso i laghi “Tenuta i laghetti” di Telgate (BG).

Tutti i pescatori, ma anche gli amici che hanno avuto il piacere di conoscerlo, sono invitati a partecipare a quello che altro non vuole essere che un affettuoso momento di incontro per ricordare uno dei più grandi garisti italiani di ogni tempo.

L’organizzazione di questo 5° Memorial è stata resa possibile grazie alla numerosa partecipazione in tutte le edizioni precedenti da parte dei pescatori che hanno conosciuto e stimato Barbetta, ma anche grazie all’aiuto della società Pescasportivi Seriate (BG) e del gruppo “amici di Giampiero” che, negli anni, si sono impegnati per mantenere vivo il ricordo di Giampi.

Da questa edizione la manifestazione è entrata anche nel calendario nazionale gare; di ciò va reso pieno merito alla gradita collaborazione della sezione Fipsas di Bergamo alla quale vanno i sentiti ringraziamenti da parte degli organizzatori.

Mi è stato chiesto di ricordare Giampiero con alcune righe ed io lo faccio con estremo piacere; molti, quasi 40, sono stati gli anni in cui ho seguito gli exploit di questo amico che, passo dopo passo, si è fatto strada nel mondo agonistico italiano ed internazionale.

L’ho visto iniziare a pescare, e crescere velocemente, nella società di pesca di Seriate (BG) dove vinceva sempre, tanto che ben presto è stato chiamato a dimostrare le sue grandi capacità alieutiche in altri lidi, ben più importanti.

Ha pescato alla Longobardi di Milo per poi passare a Firenze pescando per la Fly.

I risultati importanti si sono succeduti tanto che un grande nome della pesca italiana quale Lele Tubertini lo ha chiamato alla sua corte affinchè portasse la Lenza Emiliana ai massimi livelli; così è iniziata una grande avventura che è durata per molti anni con splendidi risultati per entrambi.

Dopo molti anni, e innumerevoli successi, anche questa stupenda esperienza è terminata per vari motivi e Giampiero ha cambiato nuovamente casacca andando a pescare in varie società.

La sua carriera agonistica si è infine conclusa con il raggiungimento di un ambizioso traguardo: la guida di una fortissima nazionale femminile.

Una guida appassionata ed esperta che ha condotto le nostre brave ragazze ad ottenere notevoli risultati a livello internazionale.

Giampiero mentre osserva le sue “donne” sul campo gara di Formigosa durante uno stage.

Dai frequenti colloqui che ho avuto con le “ragazze nazionali” nella mia lunga attività di giornalista per una nota rivista del settore, ho percepito ampiamente quanto fosse stimato e apprezzato l’attaccamento che Giampiero aveva per le sue pescatrici; molte mi hanno confidato che senza la sua esperienza ed i suoi suggerimenti, a volte anche piuttosto severi ma franchi, i risultati ottenuti non sarebbero mai arrivati.

Credo sia inutile citare qui il suo palmares, tutti lo conoscono, per decenni è stato in cima a tutte le graduatorie.

Io ho avuto la fortuna di seguirlo spesso, sia in Italia che all’estero, e ricordo con piacere il suo totale impegno, sempre, alla ricerca del miglior risultato possibile.

Parlando del “pescatore” Giampi, lui è stato il primo in Italia ad aprire la strada alla possibilità di vivere esclusivamente con la pesca sportiva; evidente esempio delle sue grandi capacità.

Era fortissimo in tutte le tecniche ma la sua specialità era la difficilissima pesca dei cavedani; quando c’era da utilizzare i fili fini e gli ami piccoli era un vero artista, in lui era innato quello che ogni pescatore vorrebbe avere: “il senso dell’acqua”.

Una bella pescata con il suo inseparabile amico Gino Grigoli

Una delle sue ultime attività è stata la gestione dell’impianto dove si svolgerà il prossimo memorial: la tenuta i laghetti di Telgate.

Notevole è stato il suo contributo al miglioramento ed alla conoscenza di quel luogo, molte sono state le ore trascorse insieme su quelle rive a parlare e a ricordare piacevoli episodi di pesca.

Ma, oltre alle sue enormi doti come pescatore, in queste righe non posso non ricordare quanto sia stato un padre affettuoso per i suoi figli Elena, Paolo ed Edoardo; ha insegnato loro con impegno le cose più importanti della vita.

Un’immagine che non scorderò mai è la faccia di Giampiero all’ultimo mondiale svoltosi a Radece in Slovenia; aveva con sé Edoardo e la faccia che aveva mentre guardava con amore il figlio che giocava con le ragazze della nazionale è indimenticabile, se lo mangiava con gli occhi.

Giampiero e figlio su un campo di gara

L’uomo Barbetta aveva un carattere franco che spesso lo portava a dire quello che pensava, questa sua forte personalità ad alcuni lo faceva sembrare un po’ troppo rigido; era un’impressione sbagliata perché, chi lo conosceva bene, sapeva benissimo che dietro quella scorza di apparente durezza c’era un grande cuore.

La malattia del secolo, quella che non perdona, ce lo ha portato via prematuramente ed in pochissimo tempo; nonostante tutte le cure non c’è stato niente da fare ed il nostro caro amico ci ha lasciati, troppo presto.

Però voglio concludere questo mio affettuoso ricordo dell’amico con la certezza che non ci ha mai lasciati veramente; si, è vero, il suo corpo ormai non c’è più ma il suo spirito è sicuramente qui tra noi e partecipa alle nostre gare e ……, se faremo veramente attenzione, potremo ancora sentire i suoi consigli: ” cambia, metti l’amo più piccolo e un solo cagnotto, vedrai che il galleggiante andrà sotto”.

Ciao Giampiero, sarai sempre qui, a pesca insieme a noi.

Marco Rosellini

 

Barbetta CT della nazionale femminile con una formazione azzurra

La squadra azzurra al Mondiale di Saragozza nel 1979. Barbetta era già una colonna della nazionale di Chines con Lele Tubertini, Crippa,Fumagalli e accosciati Bonsi, Parisi e Innocenti

 

 

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