LE SPLENDIDE TROTE DEL FEDAIA

LE SPLENDIDE TROTE DEL FEDAIA

Con le ferie agli sgoccioli o già finite (come per molti), c’è chi ha ancora a disposizione qualche residuo di vacanza che spende al meglio, pescando in luoghi incantevoli.

E’ il caso dell’amico Roberto Generali del Team Bazza di Bologna, impegnatissimo a portare a termine il “sacrificio” di completare il secondo mese di vacanza in Val Badia, sulle Dolomiti, tra trote, salmerini, funghi, polentate ecc.ecc.

Una faticaccia immane, ve lo assicuro, anche se non l’ho mai provata…

In quest’occasione ci ha inviato un reportage di una sfida sul bellissimo Lago Fedaia, il grande bacino che si estende ai piedi del ghiacciaio della Marmolada. Un posto incantato!

A voi la lettura…

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Il 6 settembre, giorno del rientro a Bologna, si avvicina e il virtuale conto alla rovescia è già inziato. Per alleviare lo sconforto niente di meglio di una pescatina sul lago Fedaia ,in Comune di Canazei, a 2030 mt di quota, nelle cui acque limpidissime si specchia il famoso ghiacciaio della Marmolada (o meglio cosa di quel magnifico ghiacciaio oggi resta).

Il lago prende il nome dalla val Fedaia, come pure il valico che lo sovrasta. Il nome Fedaia deriva dalla lingua Ladina (foetaria) e significa “pascolo di pecore”.

Il lago è in parte artificiale e parte naturale: la parte artificiale, lunga circa 2 km, è sbarrata da una diga con un’altezza massima di 60 mt. L’altra parte del lago, quella naturale, è sbarrata da sedimenti morenici ed ha una lunghezza di circa 200 mt. Ai piedi della diga, nel 1950, fu costruito un laboratorio per lo studio dei raggi cosmici, sfruttando la notevole produzione di energia elettrica. Nel laboratorio, che ospitava un grande elettromagnete per separare la materia dall’antimateria carica, lavorarono fino al 1955 grandi fisici e premi Nobel, fra i quali anche Enrico Fermi.

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Posto incantevole e di grande fascino, con le acque incontaminate che scendono dal ghiacciaio.

Con l’amico Federico Sazzini abbiamo deciso di immergere le nostre lenze in queste meravigliose acque, usando due tecniche diverse; lui, amante della pesca a striscio, con una “bombarda” di vetro da 30 gr. affondante 4gr. ed io all’inglese modello Ostellato, cioè galleggiante da trenta gr e via… il più lontano possibile.

Infatti, le stupende iridee immesse in questo lago dalla Associazione Pescatori della Val di Fassa (vista la qualità del  materiale meritano un sincero: BRAVI!!!!), in questo periodo estivo girano molto, molto al largo bollando sui numerosi insetti presenti e non è per nulla facile farle cadere in tentazione sulle nostre esche (camole del miele) presentate ovviamente il più possibile in superfice.

La quota giornaliera è di 5 capi a testa, il costo del permesso giornaliero è di 16 euro e si fa presentando la licenza nazionale al “bar Diga” attiguo alla diga stessa.

Per noi Emiliano Romagnoli, non avendo più da quest’anno il classico libretto-licenza, basta presentare la carta d’identità ed il versamento postale e per gli Over 65, come il sottoscritto, nemmeno quello!!!

La pesca è andata bene e al momento delle foto ci vedeva in perfetta parità: 4 pezzi a testa.

…poi Federico, mentre io riponevo l’attrezzatura, con il favore del tramonto ha catturato altre due Iridee, portando così il risultato a: Bombarda 6 – Inglese 4.

Immediato il mio ricorso agli organi competenti e… vedremo come finirà!!!

Alla sera, a tavola, è finita sicuramente bene con tutti gli amici del garnì a leccarsi i baffi con i filetti delle splendide Iridee Salmonate del Magico Fedaia annegate in abbondanti rivoli di Bionda Birra. Alla prossima.”

Roberto Generali

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