APERTURA ALLA TROTA 2008: IL COUNT DOWN E’ INIZIATO!

La Regina dei torrenti ha le ore contate.

Tra pochi giorni entreremo in pieno clima apertura pesca alla trota che di fatto ogni anno apre la stagione della pesca sportiva.
La prima cosa da fare quindi è farsi trovare preparati.
Tutta l’attrezzatura necessaria dovrà essere visionata e adeguatamente preparata per la pesca sui torrentelli di montagna.
Prima di tutto ricordiamoci che l’apertura della pesca alla trota è differenziata da Regione e Regione: nelle Marche e in Toscana è fissata per l’ultima domenica di febbraio mentre in Emilia Romagna si pesca nell’ultima domenica di marzo.
Una raccomandazione: l’apertura alla trota ci costringe a lunghe camminate su rocce e terreni impervi per questo occorre avere dimestichezza con la montagna.
Ancora meglio sarebbe andarci in compagnia di un amico per avere un aiuto in caso di bisogno.
Lo dico perché durante una apertura che feci molti anni fa nelle Marche ebbi la sfortuna di scivolare su un costone di roccia coperto da neve andando a finire diritto dentro una buca d’acqua gelida.
Erano le 7,30 del mattino e la temperatura era sotto lo zero termico.
Un amico mi aiutò ad uscire dall’acqua ma ero talmente bagnato e infreddolito che dovetti stare in auto con il riscaldamento acceso per un’ora. Per fortuna avevo con me un provvidenziale cambio di abiti e così verso le nove tornai a pescare, ma con scarso successo, perché le buche migliori nel frattempo erano già state tutte visitate da altri pescatori.
Comunque quel giorno, nonostante tutto, ebbi la fortuna di catturare tre belle trote Fario ai piedi di una cascatella usando un bel verme di terra.
Per l’apertura di quest’anno prima di tutto dovremo decidere il posto dove andare a pescare e magari un accurato sopralluogo anticipato aiuterebbe a capire come muoverci il giorno dell’apertura.
Poi sceglieremo il posto dove partire la mattina e per l’occasione cercheremo di presidiarlo già di buon ora per evitare che altri arrivino prima.
Alcuni miei amici di Perugia si posizionano sul torrente già dalla sera prima con tende per ripararsi dal freddo e, come di solito si usa fare in queste occasioni, festeggiare con una bella grigliata di salsicce cotte sul posto.
Per l’apertura dell’ultima domenica di febbraio vi consiglio di indirizzarvi verso alcuni posti facili da raggiungere.
Andremo nelle Marche precisamente ad Abbazia di Naro nei pressi di Acqualagna; per pescare in questo posto prepareremo una canna in carbonio lunga un metro e ottanta con un mulinello carico con filo dello 0,18 in bobina, stivali alti, marsupio a tasche con l’attrezzatura necessaria all’interno e due scatole di camole più una di vermi di terra.
Per andare ad Abbazia di Naro, chi si sposta dalla Romagna, dovrà prendere l’autostrada A14 direzione sud ed uscire a Fano. Proseguire lungo la super strada che porta alla gola del Furlo e subito dopo arriveremo nei pressi di Acqualagna.
Poco distante troveremo Abbazia di Naro. Di li inizierà il nostro itinerario che ci porterà ad avventurarci a piedi, con lunghe camminate, verso i piccoli torrentelli.
Uno su tutti: consiglio di “battere” l’affluente del fiume Biscubio perché è pieno di trotelle.
Se l’acqua che scorre nel torrente è abbondante prepareremo una montatura con piombo da fondo, il finale dello 0,16 e un amo del n° 12, su cui innescheremo delle camole.
Dobbiamo lanciare nella gorga ai piedi della cascata, dove le trote di solito stazionano per aspettare il cibo che la corrente gli trasporta da monte verso valle.
Negli spostamenti da una gorga ad un’altra cercheremo di avere cautela facendo molto silenzio per evitare di farci sentire dalle trote che sono molto sospettose.
Arrivati sul posto dovremo scegliere un riparo per non farci vedere dalle trote, innescheremo le camole per poi lanciare l’esca in acqua.
Se non ci sono grossi sassi o alberi adatti per nascondere la nostra presenza arriveremo vicino al ruscello strisciando per terra come fanno i marines americani in guerra.
La trota che si trova nei paraggi, se non ci avrà visti, attaccherà subito l’esca e darà dei forti strattoni alla lenza da farvi provare emozioni uniche.
Un altro posto molto bello, sempre nei paraggi, ma occorre andarci in auto, è il torrente Bosso, nei pressi di Cagli e anche li stessa storia.
Approfittando della bellezza dei posti di montagna vi consiglio di prendere con voi la macchina fotografica perché quei momenti, vissuti tra pesca e avventura, vanno immortalati sempre.
Le trote di montagna una volta pescate non si possono liberare in acqua perché andrebbero incontro a morte certa per cui vi consiglio vivamente di portarle a casa e cucinarle.
Credete a me che sono un intenditore.. le trote sono sempre ottime!
Buona apertura 2008 a tutti.

trota fario 2007 (2)
La Regina dei torrenti ha le ore contate.
(la trota più che pescata va cacciata!)

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