UNA SPLENDIDA GIORNATA DI PESCA ALLE CAVE GHIARINE DI RAVENNA

E’ iniziato da poco l’anno nuovo e dopo diverse settimane di vero inverno, come da anni non si vedeva in Romagna, ho pensato bene di rituffarmi in quella maledetta passione che da anni mi sta sconvolgendo l’esistenza …la pesca.

D’altra parte sono trascorsi oltre due mesi dall’ultima volta che ho impugnato una canna in mano e la crisi da astinenza cominciava a produrre i suoi effetti nefasti sull’equilibrio della mia psiche.

In queste settimane di pioggia, neve e gelo mi sono alimentato con il brodo caldo dei ricordi riguardando vecchie foto di varie catture e filmati di giornate di pesca in DVD.

In inverno i medici contro i malesseri di stagione prescrivono farmaci a base di vitamina “C” il mio, conoscendomi, mi ha sempre suggerito quelli con vitamina “P” che sta per pesce, pescare, pastura, portanassa e paniere etc.

Per la verità quando la voglia di “ami e cordame” mi assaliva scendevo in garage a guardare le mie attrezzature da pesca e a smanacciare la pastura tanto per non perdere il contatto con il suo profumo.

Ma il dieci gennaio finalmente dopo tanto grigiore arriva una bella giornata di sole e quindi le molle sono scattate spingendomi verso la prima uscita dell’anno.

La sveglia sul comodino era stata caricata a dovere ma non c’è stato bisogno di farla suonare; alle cinque ero già in cucina a bere il caffè caldo dopo avere inciampato nel gatto che ha rischiato di farmi cadere. Lui ha pensato ad un calcione invece ha solo commesso l’errore di mettersi in mezzo tra me e il lago che mi aspettava. Salgo in auto, direzione Ravenna verso una grande cava chiamata Le Ghiarine, un bacino di acqua salmastra, ampio e molto profondo, dove ho sempre pescato bene catturando specie a volte di acqua salata (cefali, spigole) e a volte di acqua dolce (carpe, trote).

La mattina arrivo per primo, altri pescatori non sono ancora arrivati e così posso scegliere il posto migliore che a parer mio è situato nella parte nord del lago ed è costituito da una piccola penisola di terra che entra nel lago.

Gli amici con cui avevo deciso di fare questa uscita di pesca sono tutti molto carichi, non solo di entusiasmo e roba da pesca ma anche di cibaglie varie poiché avevamo deciso di festeggiare questa uscita con una bella grigliata di carne in riva al lago.

Il freddo, con l’alzarsi dell’alba, si fa pungente e la pescosità ne risente. Sono fiducioso perché il gestore del lago che fa capo alla sezione FIPSAS di Ravenna, da pochi giorni ha effettuato un abbondante ripopolamento di trote e così la giornata si preannuncia favorevole.

La pesca ha inizio con le mie solite canne affamate più che mai ma le mangiate tardano ad arrivare.

Tra me e me penso che un grande lago come questo, con abissi molto profondi, offra al pesce diverse situazioni di rifugio e le trote che avevo deciso di insidiare pare che si siano nascoste da qualche altra parte del lago fuori dalla mia azione di pesca.

Mi invento di tutto per riuscire a “bollare” ma il nulla domina per alcune ore.

Le esche che offro alle trote sono le classiche camole del miele e la pastella colorata ma niente da fare.

Solo quando il sole sale limpido nel cielo e l’aria si riscalda avverto qualche mangiata riuscendo a catturare le prime trotelle.

La tecnica che pare possa rendere di più è quella del recupero con un vetrino da 15/20 grammi, come zavorra, per lanciare l’esca il più lontano possibile da riva.

La classica pesca di attesa nel sottoriva, che in altri momenti ha davvero fatto sfracelli, oggi non funziona.

Si fa mezzogiorno, nel carniere sono già finite una decina di trotelle e qualche esemplare di taglia.

Il fumo profumato della grigliata inizia a farsi sentire e così ci si raduna tutti vicino alla legna che arde e che ci scalda anche un po’.

Il ritorno a casa è sereno, la voglia di pesca è stata soddisfatta, come entro in casa incrocio la gatta, sparita al mattino sotto la pioggia delle mie imprecazioni, la quale sembra sghignazzare fissandomi negli occhi.

La sua posa è comunque impostata alla rapida fuga per evitare la mia ciabatta calibro 43.

Per un attimo ripenso agli amici, all’acqua limpida, alle trote sfuggite all’amo e a quelle che finiranno sulla griglia.

di Andrea Baiardi

LANCIARE E RECUPERARE PER INVOGLIARE LE GROSSE TROTE AD ATTACCARE

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UNA BELLA TROTA IRIDEA CATTURATA DA LOMBARDINI

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ANDREA BAIARDI IN ATTESA DELLA GROSSA TROTA NEL SOTTORIVA

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VEDUTA AEREA DEL LAGO LE GHIARINE A RAVENNA

LE GHIARINE RAVENNA

LE CAMOLE VANNO INNESCATE CON DELICATEZZA

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IL CAMINO E’ QUASI PRONTO PER LA GRIGLIATA

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10 gennaio 2010

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