Campionato Italiano Forze di Polizia e Vigili del Fuoco sul Tevere a Ponzano Romano .

Ponzano Romano 18 e 19 giugno 2010: Nello scorso mese di aprile, l’allegra brigata dei pescatori delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco, proveniente dai quattro angoli del territorio italiano, si dette appuntamento nel Canale Circondariale di Ostellato, per dare il via alle ostilità del Campionato Italiano 2010.
Venerdì e sabato 18 e 19 giugno, nel Tevere a Ponzano Romano, si sono svolte le finali di detto Campionato, dove sono stati assegnati i titoli di Campioni Italiani a squadra ed individuale.

Il Tevere è un bellissimo fiume, ricco di pesci da favola, in grado di offrire delle emozioni difficilmente riscontrabili altrove, purtroppo però, forse per l’eccessiva pressione causata dal supplemento delle presenze, o forse per via delle forti piogge cadute, le abbondanti catture registrate nei giorni di prova sono rimaste in gara solo un pallido ricordo ed abbiamo dovuto sudare le proverbiali sette camice per riuscire a mettere qualche pesce in nassa.

Ma passiamo alla nuda cronaca, così da estrapolare qualcosa di utile che possa interessare a coloro i quali vogliano conoscere meglio “Ponzano” e vi dico che ne vale la pena……Provare per credere.

Nei giorni precedenti la gara era chiaramente emerso che la pasturazione pesante si rivelava un grave errore, ma non perché, come qualcuno sosteneva, il rumore delle grosse bocce di pastura allontanasse il pesce, bensì perché la conformazione delle sponde, che degradano con andamento costante fino a otto-nove metri di fondo e l’enorme massa d’acqua in movimento, fanno si che le palle di sfarinato rotolino a valle, fino a dove il letto del fiume è pianeggiante e cioè fuori dalla portata della nostra roubasienne e quindi, è d’obbligo pasturare un po’ più corto ed in piccole dosi, così che il pesce possa consumare le palline di richiamo prima che queste scendano fuori dalla linea di pesca.

Il primo giorno, essendo una gara tecnica abbiamo pescato con le sole roubasienne, su un fondale di sei, sette e anche otto metri. La corrente dell’acqua imponeva galleggianti a “vela” o “piastre” da almeno dieci grammi, ma anche più pesanti, e le lenze che si sono rivelate più catturanti erano costruite con una singola sfera di piombo, che tarava interamente il galleggiante, seguita da un finale di un metro, tenuto aderente al fondo per molta della sua lunghezza da due pallini dell’undici, distanti venti centimetri l’uno dall’altro. Ma l’elemento di fondamentale importanza consisteva nel riuscire a fermare l’esca nel punto dove presumibilmente si deposita la pastura……In un fondale inclinato di otto metri, con una corrente da dieci grammi…….Facile a dirsi.

Facile a dirsi, ma meno a farsi, tanto che molte sono state le nasse che hanno pianto miseria, ma anche chi ha vinto, lo ha fatto con tre o quattro pesci…….e pensare che l’anno scorso, nello stesso periodo e nello stesso posto, sono stati pochi quelli che hanno pesato meno di cinque o sei chili.

L’indomani, ancora un po’ scossi dalla gara del giorno precedente, i concorrenti hanno affrontato la quarta ed ultima prova del Campionato, cimentandosi nella prova tecnica con le canne munite di mulinello. Ognuno di noi sperava in cuor suo che la pesca a ledgering desse frutti migliori, ma già pochi minuti dopo il segnale d’inizio i tristi presagi di una pesca ancor più povera assumevano contorni sempre più definiti tanto che vedere una canna piegata era un evento raro. Poi, come in tutte le storie a lieto fine, si è accesa la lampadina giusta e chi ha capito che era necessario ridurre i pesi, montando feeder più leggeri, su lenze dello 0,9/0,10 ed ami del 18/20, ha azzeccato la mossa vincente, ribaltando le sorti di una gara che pareva irrimediabilmente compromessa.
Al segnale di fine gara già circolavano voci su chi fosse il vincitore, computer umani elaboravano mentalmente le somme delle penalità, mentre già c’era chi acclamava il nuovo Campione Italiano, sfottendo gli altri, ma….mai dire gatto se non l’hai nel sacco e dopo un breve, concitato calcolo emergeva che i papabili eranodue: Stefano Fornari, della Polstrada di Fiano Romano e Marcello Corbelli della Polizia Municipale di Siena, il primo contava nove penalità (4-1-2-2), il secondo sommava le stesse penalità ma con punteggi diversi (2-1-5-1).
Come tutti noi ben sappiamo, le regole del gioco prevedono che a pari penalità vince chi ha i migliori piazzamenti e per questo il Campione Italiano 2010 è Marcello Corbelli, la seconda piazza spetta a Stefano Fornari, mentre sul terzo gradino sale Marco Merzetti, un nuovo amico venuto quest’anno.

Il titolo squadra se lo aggiudica la squadra della Polizia di Stato formata da Stefano Fornari e Marco Merzetti, al secondo posto si piazza la squadra della Polizia Municipale di Siena, formata da Vito Benvenuti e Marcello Corbelli, terza classificata è la squadra della Polizia Municipale di Roma formata da Giuseppe Ercolani e Armando Piervincenzi.

Come avete potuto vedere, ho vinto il Campionato Italiano e ne sono orgoglioso, ma c’è una cosa che mi lascia l’amaro in bocca e cioè l’aver chiuso il Campionato a pari penalità con Stefano Fornari, una persona che stimo profondamente, e strappargli il titolo solo grazie alla differenza dei piazzamenti. Di contro, voglio evidenziare l’esaltante risultato della squadra della Polizia Municipale i Siena la quale, dopo due titoli a squadra consecutivi vinti nel 2008 e nel 2009, riescono a piazzarsi al secondo posto nel 2010. Davvero niente male, che ne dite?

Un saluto a tutti gli amici di Match Fishing

Marcello Corbelli

Marcello Corbelli, il Campione Italiano 2010;

Stefano Fornari, secondo classificato;

Marco Merzetti, terzo classificato.

la squadra Campione d’Italia (Marco Merzetti e Stefano Fornari della Polizia di Stato) ;

la seconda squadra classificata (due vecchie conoscenze, Vito Benvenuti e Marcello Corbelli);

la terza squadra classificata (Giuseppe Ercolani e Armando Piervincenzi, della Polizia Municipale di Roma).

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