CAMP. ITALIANO FORZE DI POLIZIA: IZZO CAMPIONE D’ITALIA

Campionato Italiano Forze di Polizia-Forze Armate e Vigili de Fuoco
L’Arno aretino incorona Raffaele Izzo della Polizia Penitenziaria di Bologna

Bentrovati cari amici di Match Fishing, sono appena tornato da Laterina, sull’Arno,dove i pescatori delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e dei Vigili del Fuoco, si sono dati appuntamento per incrociare le lenze in occasione delle due prove finali del Campionato Italiano 2011.

Come ricorderà chi ha letto il precedente articolo riguardante lo stesso argomento, due delle quattro prove si sono svolte ad Ostellato, in un contesto francamente deludente rispetto alle aspettative alle quali ci aveva abituato il noto canale ferrarese e proprio per questo, la speranza veniva riposta nel riscatto che avrebbe saputo darci l’Arno aretino. Purtroppo invece, i concorrenti si sono trovati ad affrontare una situazione veramente estrema sin dai giorni delle prove, a causa del forte vento di tramontana, il quale non solo rendeva quasi impossibile governare le lunghe canne francesi, ma portava sul fiume una quantità impressionante di fiori di acacia e laniggine di pioppo.

Invece nei due giorni di gara tutti noi ci siamo trovati a rimpiangere non poco quel vento, visto che l’intero canale si presentava letteralmente ricoperto da un tappeto di piccoli petali, impenetrabile con lenze da roubasienne, figuriamoci con i fili delle canne inglesi.

Purtroppo (o fortunatamente) le stagioni che ci piaccia o no, fanno il suo corso, ma credetemi è stato davvero drammatico pescare in quelle condizioni. Si è visto di tutto: pesci persi a causa delle matasse di vegetazione accumulata sui galleggianti, parrucche inestricabili nelle lenze, fili bloccati fra i passanti e per non dire quanti sottili quiver delle canne da feeder sono esplosi sotto le pieghe innaturali causate da questi “volgoli”.

Comunque la gara, anche se arricchita da colorite “preghiere” multi-dialettali, si è regolarmente svolta e di questo (lo dico con orgoglio) ne va dato atto ai partecipanti che non hanno permesso agli eventi di alterare la serenità che contraddistingue lo spirito di questi appuntamenti sportivi.

Il primo giorno, giovedì, la tecnica prevista è con canne fisse e questo vale a dire roubasienne a senso unico, come del resto era ampiamente acclarato che la pesca fosse.

Al primo segnale parte la pasturazione pesante e subito una pioggia di bocce di sfarinati dai profumi invitanti bombarda l’acqua creando, purtroppo solo temporaneamente, un ampio varco nel bianco mantello floreale; il secondo segnale da inizio alla gara ed il pesce, che per qualche minuto pare disdegnare le nostre esche, entra poi a tiro di canna e qualche elastico inizia ad uscire dalle vette.

I piccoli pesci gatto e le alborelle, anche se non invitati, sono i primi ad accettare l’invito alimentare e questo consiglia l’immediata sostituzione dell’esca ed il mais o i lombrichi prendono il posto dei bigattini.

Già dai primi minuti appare evidente che la pesca è meno ricca del solito, le cause possono essere molteplici, ma ciò che più influisce sul comportamento del pesce è certamente il pieno periodo di frega che porta i pesci ad avere altri pensieri per la testa ……………. “tira più una squama di carpa che una pariglia di buoi”.

Stranamente il mais, nel quale io stesso credevo molto, non ha reso come nei giorni di prova, mentre il verme, meglio se non piccolissimo, è stato per molti me compreso, la soluzione della gara, ma più di ogni altra cosa, era importante capire alla svelta come risolvere l’intoppo venutosi a creare per la contemporanea presenza in pastura di carassi e pesci gatto ha creato una situazione anomala che merita di essere approfondita.

Il galleggiante giusto si è rivelato quello, da due o anche tre grammi, con piombatura raccolta in una trentina di centimetri, con l’asta in fibra di vetro per rilevare anche le più timide mangiate degli astuti carassi aretini e sin qui tutto regolare, il problema però è sorto nel momento in cui si è capito che non c’era tanto da scegliere ed anche i “gattini”, di solito evitati come la peste, andavano messi in nassa e tenuti cari.

Ecco allora sorgere un’altra difficoltà concreta e cioè riuscire ad interpretare i messaggi del galleggiante poiché, sopratutto pescando con il verme, il segnale dell’abboccata appariva spesso ambiguo e difficile da interpretare. Provo a spiegarmi meglio: una leggera affondata dell’asta era il messaggio classico del carassio, ma nel contempo lo stesso segnale, seguito un secondo dopo da una più concreta “partenza”, valeva a dire che un “gatto” si stava pappando il nostro lombrichetto; nel primo caso aspettare equivaleva a “lisciare” il carassio, nel secondo caso invece, ferrare prontamente serviva solo a togliere di bocca al “gattino” la coda del lombrico e allora come fare?….Detta così la vicenda poteva avere un solo epilogo: un gran mal di testa a fine gara, ma per fortuna l’occhio attento del pescatore riesce a scindere la differenza fra il delicato accenno del carassio e l’astina del galleggiante che si stoppa appena sotto il pelo dell’acqua, come è tipico del “gatto” ed al posto del mal di testa, è venuta fuori una gara accettabile, portando alla pesa una media di due/tre chilogrammi di pesce.

Termina così la prima giornata di gara e mentre vengono riposte le roubasienne, già si vedono uscire dalle sacche le canne con i mulinelli, per prepararsi alla gara del giorno seguente.

Ore sei e trenta del venerdì, un veloce caffè al London Bar di Laterina e poi subito tutti davanti al tabellone del sorteggio. Dieci minuti prima delle nove il rito si ripete: pasturazione pesante e poi il segnale d’inizio per la prova finale.

La gara di quest’oggi è dedicata alle canne con i mulinelli e credetemi, piange il cuore ad avere a disposizione una delle più belle palestre d’Italia per la pesca all’inglese e non poterla materialmente praticare a causa di quel tappeto di fiori di acacia, ma certo la fantasia non manca e mentre c’è chi si affida alla canna bolognese per pescare sulla linea di pasturazione del giorno precedente altri, come io stesso, decidono di imbracciare le canne da ledgering.

Purtroppo non è facile fare la cronaca di questo giorno di gara poiché, come ripeto, l’esito è stato falsato dall’impossibilità di pescare decentemente ed in queste condizioni, il risultato evidente è stato a favore della tecnica del ledgering, che ha indubbiamente sortito i migliori risultati di massima, ma di contro è anche vero che non si può fare un corretto paragone su quale fra le altre tecniche di pesca avrebbe reso al meglio, visto che non è stato possibile impostarle correttamente.

Al segnale di fine gara già circolano voci sul nuovo Campione e mano a mano che il tempo passa la supposizione si fa sempre più reale, ma la certezza del tutto arriva guardando la faccia sconsolata dell’amico di sempre Ettore Caruso, uno dei papabili, il quale mi conferma che il mio risultato (eravamo fianco a fianco nello stesso settore) gli ha strappato una penalità e proprio quella è servita a fargli perdere il Titolo. Questa notizia ferisce me quanto lui, ma conosco Ettore da troppo tempo, così come conosco bene il suo spirito sportivo e questo mi rasserena un po’.

Ormai non ci sono dubbi, le notizie non sono più solo voci e “radio fiume” incorona il suo Campione Italiano ancor prima dell’ufficialità. Il Titolo 2011 se lo aggiudica di prepotenza Raffaele Izzo della Polizia Penitenziaria di Bologna, un vero osso duro che si è presentato facendo subito capire di che pasta è fatto, mentre più difficile è il calcolo della squadra, ma lo sapremo non appena l’infaticabile Marcello Mazzarella avrà fatto i dovuti calcoli.

Ormai ci siamo, tutto è pronto per la premiazione. L’investitura ufficiale del Campione Italiano individuale e a squadre viene fatta presso il ristorante Il Cacciatore di Poggio Bagnoli, dove l’intera carovana si è ritrovata per chiudere in bellezza.

Lo speaker annuncia il podio individuale e uno scroscio di applausi saluta il Campione Italiano Raffaele Izzo, della Polizia Penitenziaria di Bologna, il secondo classificato Ettore Caruso dell’ARPOL Lombardia ed il terzo classificato Rocky Mariani, dell’Aeronautica Militare. Due terzi del podio sono composti da nuovi amici che si sono aggregati solo quest’anno………Benvenuti amici.

Ormai la giornata volge al termine, anche se nessuno ha voglia di lasciare la compagnia, ma basta il solo annuncio della premiazione di squadra, che un nuovo e se possibile più caloroso applauso acclama il podio ancor prima che il Seggio Dirigenziale, composto dal Presidente Marcello Mazzarella, dal Vicario Stefano Fornari e dall’infaticabile Segretario Stefano Gramigni, consegnino le maglie azzurre alla squadra Campione d’Italia composta da Giuseppe Davini ed Ettore Caruso, dell’ARPOL Lombardia, seguiti dai Vice-Campioni Giuseppe Ercolani e Armando Piervincenzi della Polizia Municipale di Roma e dalla squadra terza classificata, formata da Ezio Fantini e Claudio Bucci, della Polizia Municipale di Riccione.

Mi preme dire che mai come in questa edizione hanno vinto i migliori…..Bravi ragazzi

Con la classifica finale viene decretata la squadra che parteciperà ai Campionati Europei del 2012 e che sarà composta da: Raffaele Izzo, Ettore Caruso, Rocky Mariani, Armando Piervincenzi e Ezio Fantini, mentre la rappresentativa del 2011, in forza della classifica dello scorso anno, è composta da: Marcello Corbelli, Stefano Fornari, Marco Merzetti, Armando Piervincenzi e Vito Benvenuti.

La cronaca dell’edizione 2011 del Campionato Italiano riservato agli appartenenti alle Forze di Polizia, alle Forze Armate ed ai Vigili del Fuoco finisce qui e quindi non mi resta che salutare tutti gli amici di Match Fishing, con l’augurio di poterci ritrovare presto su queste pagine.

Marcello Corbelli

CLASSIFICA FINALE CAMPIONATO FORZE POLIZA 2011

Il campione d’Italia Raffaele Izzo

Giuseppe Davini non sa ancora che vincerà la classifica a squadre

questo sono io, ma guardate un po’ le condizioni dell’acqua.

l’amico Mauro Brolli

Claudio Bucci e Alfio Fantini 3^ squadra classificata

Giuseppe Ercolani e Armando Piervincenzi 2^ squadra classificata

Giuseppe Davini e Ettore Caruso Squadra Campione d’Italia

Rocky Mariani 3° classificato

Ettore Caruso 2° classificato

Raffaele Izzo, il Campione Italiano

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