CORMORANI: L’ON. BRANDOLINI HA PRESENTATO UNA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

Ciao Alessandro,
ti invio l’interrogazione che presento domani in Parlamento.
A presto, On. Sandro Brandolini

Al Ministro delle Politiche Agricole,Alimentati e Forestali.

Per sapere – premesso che

il cormorano (Phalacrocorax carbo, Linnaeus 1758) specie esclusivamente ittiofaga originaria della Cina, introdotto ormai da anni in Europa, é riuscito ad espandersi e a diffondersi principalmente in prossimità di laghi e fiumi di Italia, Inghilterra, Francia, Spagna e Germania;

essendo particolarmente tollerante ai cambiamenti ambientali e di costituzione robusta, questa specie sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza della fauna ittica presente nelle acque interne del nostro Paese in tutte le regioni del nord e della fascia centrale(Toscana,Umbria e Marche), già seriamente compromesse da questa minaccia;

a causa dell’alterazione dell’habitat acquatico l’area del delta del Po, unitamente a tutta la costa dell’alto Adriatico, vedono fortemente minacciato tutto il delicatissimo sistema di fauna ittica. La causa principale è l’incremento della pressione predatoria da parte degli uccelli ittiofagi, la quale ha notevolmente concorso ad impoverire l’ittiofauna secondo dinamiche che sono purtroppo poco controllabili ed evidenti;

il cormorano per sopravvivere consuma di media circa 500 grammi di pesce al giorno e questo dato è sufficiente per far comprendere come alcune migliaia di esemplari possano annientare in pochi giorni tonnellate di pesce;

gli allevamenti ittici e le piscicolture – fortemente presenti nelle regioni interessate dal fenomeno – si trovano quotidianamente sottoposti ai “prelievi” dei cormorani, subendo un grave danno economico che rischia di compromettere l’economia del settore ed i livelli occupazionali;

anche la pesca sportiva ne sta risentendo negativamente con un drastico calo della pescosità dei fiumi, laghi e canali interessati dalla presenza di questo uccello ittiofago ed anche le numerose aziende di produzione di articoli da pesca, che sono tra l’altro leader a livello mondiale, stanno accusando ripercussioni negative;

per ultimo l’attività della pesca sportiva che si svolge nelle acque interne rappresenta in Italia la quarta disciplina per numero di praticanti – dopo il calcio, la pallacanestro e la pallavolo – favorisce un turismo mirato, soprattutto in alcune zone quali le Valli di Comacchio, che manifesta un progressivo calo delle prenotazioni;

in altri Stati Europei sono state adottate misure per contenere la diffusione della specie alloctona del cormorano cinese, rea di avere distrutto intere specie ittiche autoctone nelle acque interne;

in Italia da pochi mesi si è formalmente costituito il Comitato Permanente per la Difesa della Fauna Ittica, costituito dai rappresentanti di alcune associazioni della pesca sportiva Match Fishing, Pesca In e Noi Pescato al fine di promuovere una Petizione Popolare con l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni rispetto alla gravità della situazione venutasi a determinare nelle aree nord e nel centro del paese in gran parte delle acque interne per la diffusione del cormorano cinese;

sono numerose le associazioni ambientaliste di tutta Europa le quali sostengono che in particolare l’azione predatoria dei cormorani è una seria minaccia per il mantenimento di un giusto equilibrio della fauna ittica di molti fiumi, laghi e canali, nonché di molte coste europee,infatti, sono già diversi i paesi che hanno dovuto affrontare i pesanti danni economici ed ambientali provocati da questi volatili. –

quali iniziative intende porre in essere in stretto rapporto con le Regioni e gli Enti Locali per contenere la diffusione del cormorano sull’intero suolo italiano e se non ritenga necessario adottare misure di intervento sul territorio quali gli abbattimenti controllati di animali selvatici dannosi per l’agricoltura già adottati per il cinghiale e altre specie.

L’ONOREVOLE SANDRO BRANDOLINI

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