LAGO DI POLVERINA: divertimento allo stato puro !!

Appena terminato il nostro faticosissimo Trofeo A4 io e Roberto abbiamo deciso di andarci a fare una pescatina rilassante nel nostro bel lago di Polverina.
Con la stagione ancora favorevole, avevamo pensato di riproporre (dopo un anno) un altro servizio sulle Savette che popolano questo lago e che purtroppo stanno diventando sempre più rare nelle acque italiane.

Arrivati a Polverina ci siamo subito accorti che il lago era di qualche metro di sponda più basso del normale, così piazzato il nostro “arsenale” ci siamo messi a sondare sulla roubaisienne a 11 mt.
Bene.. quattro pezzi d’acqua sono perfetti per pescare con qualsiasi lenza.

Per l’occasione decidiamo di usare galleggianti MAVER 100s N5 e N6 (foto) ed in caso di corrente dei piccoli vela MAVER River2 (foto).
Io apro tre lenze: gr.0,10 con soli pallini del 13, poi una da gr.0,30 con piombi del 12 ed in fine una spallinata corta da gr.0,75.
Roberto invece ne apre due: una ultra light come la mia da gr.0,10 ed una intermedia da gr.0,50, con piombi misti.
Ricordiamo che Polverina è popolato da moltissimi Cavedani di medie e  grandi dimensioni, quindi una lenza light in caso di poca pesca, ce la vuole sempre.

Mescoliamo circa due kg a testa di pastura MAVER Fiastra (ricca di formaggio e di pane rosso) e ci accordiamo per lanciare i bigatti in due modi diversi: io incollati e Roberto a fionda.
Ok.. tutto pronto, iniziamo con la pasturazione.
Avendo fatto un fondo più pesante di Roberto, parto a pescare con una lenza bassa e ferma da gr. 0,75, mentre Roberto che lancia i bigattini a fionda parte molto più leggero e aperto di me.
Ed infatti come è la regola della pesca, lui inizia subito a prendere Cavedani di medio-grande taglia ed io invece inizio col catturare diverse varietà di pesci, quali: Carassi, Carpe e soprattutto Savette.

Durante la nostra pescata, ci accorgiamo sempre più che di pesci sì ce ne sono, ma mangiano molto sospettosi, così decidiamo di metter su un ami più piccoli (Maver Katana H222 n°l 22 e 24) e terminali più sottili (Maver SLR 0,08 e 0,07).
Continuiamo alternando le nostre lenze a seconda della corrente che cambiava continuamente, divertendoci sicuramente ma non esaltandoci più di tanto.

Poi ad un certo punto….
Fin dall’inizio mi formicolava un’idea…. avevo notato che nel posto dove ci eravamo “accampati” il fondale scendeva abbastanza a picco, così a quel punto inizio a buttare qualche bigattino sfuso quasi sotto i piedi e Roberto mi dice sorridendo < vuoi fare proprio una ratto-rattopesca..èhh ?? >, quindi, prendo la mia lenza ultra light da 0,10 e senza sondare la butto lì a quattro pezzi con l’acqua che avevo a 11mt.  Appena scesa, si mette in pesca l’astina e via!! una “fucilata” impressionante che addirittura mi tira l’elastico.
Prendo subito la sonda, scandaglio per bene il fondale e come dice il manuale della rattopesca, mi metto a raso fondo con lenza bassa e finale abbastanza corto.
Vado giù e subito attacco un Cavedanone da oltre un kg, mi giro e zitto zitto Roberto stava anche lui già sondando a quattro pezzi.
Così iniziamo tutti e due con la “ratto-rattopesca”, ma nonostante qualche bella cattura c’era qualcosa che ancora non andava, vedevamo un gran numero di mangiate, ma il galleggiante rimaneva poco sotto il “pelo” dell’acqua e andavamo sempre lisci…

Ricordando la prima mangiata avuta con almeno un metro e mezzo d’acqua in più, decidiamo di allargare i pallini dei nostri 4×10 fin sotto il galleggiante e di metterci appoggiati circa un metro a terra.
Risultato: da lì in poi è stato “Appocalypse Now”…. abbiamo iniziato ininterrottamente a far fischiare gli elastici trecciati delle nostre roubaisienne MAVER E4 e C3.
Continuamente “incannati”, Anchise (il papà di Roberto) venuto appositamente per fare le foto, non sapeva più dove girarsi… Cavedani guadinati, Cavedani spezzati, Cavedani slamati, il tutto condito da risate e prese in giro, è stato veramente un momento indimenticabile.
P.S. – Incredibile, ma vero.. in quell’apoteosi di Cavedani, se osavamo metter su un amo più grande del 24 ed un filo meno sottile di uno 0,07, si rischiava di non vedere nemmeno “una tocca”.

Purtroppo però la festa non è durata a lungo…. era arrivata l’ora di sbaraccare, altri impegni chiamavano….
L’ultimo “bestione” mi stava veramente mettendo a dura prova e considerando pure che il mio terminale era più che stressato, il mio socio è corso in aiuto per guadinare e portare in foto anche quest’ultimo superCavedano.

Una pescata veramente bella, ricca di bei pesci, di emozioni e tanto divertimento.

Un grande ringraziamento ad Anchise Battellini (papà di Roberto) per aver effettuato il servizio fotografico ed alla PAIOLI SPORT S.p.a. – MAVER ITALIA per supportare sempre ogni nostra iniziativa.

Con la speranza di avervi un po’ coinvolto in questa nostra piccola avventura,
un caro saluto da Federico Cirilli e Roberto Battellini.

 

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Per MATCH FISHING ITALIA
Federico Cirilli

cirilli.f@matchfishing.it

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Ecco il racconto fotografico della pescata, curato per Match Fishing Italia da Anchise Battellini….
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