I GARISTI DI UNA VOLTA: I RICORDI DI GIANFRANCO TAGLIA DI REGGIO EMILIA

E’ bello incontrare in giro per l’Italia personaggi che hanno fatto la storia della pesca agonistica italiana. Qualche decennio fa erano migliaia e migliaia gli agonisti a sfidarsi ogni domenica sui campi gara.

Uno di questi, magari poco conosciuto al grande pubblico di oggi, si chiama Gianfranco Taglia ha fatto parte per mezzo secolo della società Il Gambero Milords di Reggio Emilia e sentite cosa ci ha raccontato…

Gianfranco, da quanto tempo sei tesserato con il Gambero Milords ?

Ormai da 50 anni e sono sempre stato con questa società.

Quando avete fondato il Gambero?

Nel 1959 forse era il  1960, anche se io non sono un socio fondatore, in quanto entrai due o tre anni dopo la fondazione della società.

E come mai l’avete chiamata il Gambero?

Perche’ …eh eh eh ,…come sai il gambero và all’indietro e noi volevamo essere scaramantici e infatti siamo sempre andati avanti anche se non sono mancati alti e bassi. Così siamo stati e siamo ancora tutt’ora una delle società più forti della provincia di Reggio, ma anche dell’Emilia Romagna.

In questi anni avete avuto tantissimi soci, ma secondo te qual è quello più “matto”?

Ah senza dubbio il Nizzoli! Pensa che cosa mi ha fatto… mi ha costretto a bere del Prosecco dentro un bicchiere dove teneva dei bigattini e mi disse che se non bevevo non avrei più pescato in squadra con lui…

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Ci vuoi raccontare qualche ricordo particolare del tuo passato?

Si , certamente. Ho partecipato tre volte ai Campionati Italiani con ottimi risultati, poi ho fatto per due anni consecutivi quinto assoluto a livello individuale Emilia Romagna quando c’erano 1300 pescatori. Posso vantare piu’ di 1500 piazzamenti e piu’ di 2 chili di medaglie d’oro grazie a 1350 medaglie vinte, poi le winner card e via via.

E che fine ha fatto tutto questo oro?

Eh eh eh, un chilo l’ho usato quando mi sono comprato l’appartamento e l’altro chilo è in banca per i miei figli..

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Ma in questi anni qual’è stata la pesca che ti ha dato più soddisfazioni?

Ho gareggiato su tutte le lunghezze di canne, ho fatto di media 6/7 piazzamenti assoluti all’anno con l’alborella, con le canne fisse e con l’inglese. Sicuramente quest’ultima tecnica è quella che mi ha dato più soddisfazioni. Quanti assoluti ho fatto con l’alborella..eh si bei tempi che ricordo sempre con grande nostalgia..

Qual è stato il record?

Il mio record è stato di 1200 alborelle in tre ore di gara. Ero molto forte sul Mincio ed ad Ostellato. Me la sono cavata anche con la passafilo a bolognese. Poi con l’avvento della roubaisienne mi sono adattato anche a questa nuova tecnica, ne avevo e ne ho tuttora tre della Maver.

Quindi il Gambero è sempre stato sponsorizzato dalla ditta Maver?

No, siamo diventati Maver quando è entrato Violi, prima avevamo diverse sponsorizzazioni. La nostra forza era quella che ai giovani la società dava tutto, venivano spesati completamente.

In questa tua lunga carriera agonistica, qual è il ricordo che ti è rimasto impresso?

Uno dei ricordi più belli, è stato sicuramente la seconda gara del Campionato Italiano tenutasi al Lago Turano. Ci arrivavo dopo aver fatto un bel primo ad Ostellato nella prima prova, ricordo che la medaglia la davano solo al primo. Venni sorteggiato nel tratto della spiaggia, e li metà segmento pescava in acqua e metà sulla roccia in asciutta, io capitai a pescare dentro l’acqua, prendevo delle lasche che chiamavano “le stresc” ed ero primo alla grande. Verso le 10.30 cominciarono a girare i motoscafi in acqua, noi pescatori che gareggiavamo in questo tratto siamo tutti dovuti uscire dal lago perchè le onde ci avrebbero coperti d’acqua. Alla fine faccio il quinto perchè chi ha avuto la fortuna di non dover uscire dal lago, mi ha recuperato e sorpassato.

Qual’è stata la sua cattura piu’ bella?

Ne ho fatto diverse, però sicuramente un luccio perca di 6.9 kg. con la canna fissa di 6 metri in Fiuma Mandria. Ricordo che lo portai a casa, perché tutti dicevano che era molto buono, lo abbiamo mangiato tutto fino all’ultima briciola ma mia moglie si infilò una lisca in gola e la dovetti portare in ospedale.

Ed oggi pesca ancora?

Diciamo che è un anno che sono quasi fermo, cosa vuoi ho 83 anni, anche se le mie canne sono ferme li’ come le ho lasciate dopo l’ultima gara.

In bocca al lupo Gianfranco e speriamo di ritrovarla a pescare qui in giro?

Sicuramente, grazie a te per l’intervista.

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