RUSSIA CAMPIONE DEL MONDO: I SEGRETI DELLA VITTORIA

La Russia ha vinto questo VIII campionato del mondo di feeder fishing grazie ad due gare da applausi che non lasciano ombre sul valore del loro successo.

I nipoti degli Zar russi hanno implementato il loro medagliere anche con due medaglie individuali: argento con Artur Arutiunov e bronzo con Dunaev Aleksandr.

Complimenti a voi campioni di pesca!

“поздравляю вас с чемпионами по рыболовству”

Grazie a facebook durante tutto l’anno ho la possibilità di seguire  la loro attività agonistica e posso dire che mi ha fatto impressione vederli pescare nei loro grandi canali in qualsiasi condizione climatica, anche con un metro di neve e con diversi gradi sotto zero.

Non si fermano mai e le foto che postano dimostrano che i pesci maggiormente presenti sono proprio breme e soprattutto skimmer.

In una diretta live fatta al sabato avevo pronosticato come la Russia potesse essere una tra le squadre da attenzionare perchè negli ultimi anni, sia nella pesca al colpo come nel feeder, ha fatto passi da gigante.

Questi pescano bene sia nella pesca al colpo come nel feeder e in tante occasioni lo hanno dimostrato.

La Russia, tra l’altro, è anche la squadra che in occasione del primo campionato del mondo di feeder disputato nel 2011 proprio in Italia sul Tevere di Montemolino vinse la medaglia d’oro.

I pesci nel fiume umbro erano carpe e questo dimostra che su ogni tipologia di pesce sanno fare gara grazie all’esperienza tale da riuscire ad inquadrare la pesca in pochi giorni di allenamenti prima delle due manche ufficiali del mondiale.

E’ stato così anche in questo ottavo mondiale di Ostellato, hanno fatto le prove durante tutta la settimana nascondendo bene i loro segreti e i loro metodi di pesca mentre tutti gli osservatori puntavano gli occhi sui leoni inglesi e sulla nostra nazionale italiana che arrivava a questo mondiale da padrona di casa e in più con il titolo di campione del mondo.

La Russia dopo le prove, durate cinque giorni, è riuscita a metter a punto un approccio di gara vincente che gli ha permesso di chiudere gara uno con 9 penalità e gara due con 12 penalità.

Ma cosa hanno fatto di così tanto eclatante per vincere il Mondiale?

Alcune cose che abbiamo appreso osservando le loro pescate: prima di tutto hanno individuato tra i 40 e i 45 metri la linea giusta di pesca. Nelle prove hanno cercato pesce anche su linee diverse ma la carenza di ossigeno in acqua gli ha fatto capire che il pesce poteva pascolare solo dove la profondità risultava  maggiore ovvero a metà canale.

Ecco perchè in pochi hanno pescato a 70 metri, una linea che solitamente ad Ostellato qualche pesce di taglia lo ha sempre dato, ma con poco ossigeno sul fondale il pesce preferisce alzarsi a mezz’acqua e quindi spostarsi dove la profondità è maggiore quindi a metà canale.

Questo significa che l’ossigeno per via delle caldissime temperature è minore sul fondo anche per via dello strato di limo di 10-15 centimetri che costringe il pesce a sostare ad altezze diverse e a cambiare quindi il modo di alimentarsi.

Non insegue più esche voluminose come ad esempio il verme ma preferisce esche minuscole e leggere che magari circolano nei corridoi creati dal vento e dalle correnti di acqua.

I Russi non hanno scelto la linea corta dei 15 o 18 metri perchè li il pesce di taglia non entrava, quindi la pescata, salvo modifiche alla strategia imposte dal tipo di picchetto, andava fatta per cinque ore sullo stesso punto a metà canale convinti che prima o dopo qualche pesce sarebbe entrato.

Gli inglesi ad esempio capendo la situazione hanno pasturato pochissimo, Steve Ringer ha fatto il fondo iniziale lanciando tre volte sulla linea dei 42 metri con pasturatori di media grandezza  e altre tre scaricate sulla linea dei 18 metri e poi stop.

Gli inglesi però hanno utilizzato una pastura più scura rispetto ai russi i quali hanno optato per una pastura nocciola a grana fine.

La pastura non era troppo bagnata e hanno usato dei bullet come pasturatori probabilmente perchè avevano necessità di creare anche un pò di scia per attirare il pesce.

Quindi pastura chiara che facesse un pò di nuvola per richiamare pesci di taglia media piccola sullo spot di pesca.

la Russia ha usato pastura chiara, turbo classic di Van den Eynde

Un altro particolare è stato l’amo e il filo utilizzato dai Russi. Hanno scelto di pescare con una esca molto piccola e quando caricavano la canna per il lancio sull’amo si notavano bene due raparini rossi forse morti e a volte un solo bigattino rosso innescato di traverso.

cagnotti rossi, vivi e morti, l’esca vincente dei russi

A fine gara ho avvicinato il russo Artur Arutiunov, vincente nel suo settore, per fargli un pò di domande e pur faticando con la lingua sono riuscito a farmi raccontare alcune cose interessanti.


Artur ha pescato con un terminale da 50 centimetri dello 0,8 con un amo legato del 18 a pancia larga dove appunto innescava i due raparini rossi o un cagnotto rosso di traverso.

Artur Arutiunov con un bel carassio catturato durante le prove

Artur ha utilizzato è un bullet da 40 grammi medio e i tempi di attesa tra un lancio e un altro si aggiravano sui 10 minuti salvo le mangiate che quindi rendevano più frequente la pasturazione.

Ad ogni lancio nel pasturatore caricava solo solo pastura e di tanto in tanto qualche raparino morto e due chicchi di canapa.

Non hanno mai usato il fouille e nemmeno il ver de vase.

Il ragazzo russo, che è diventato vice campione del mondo, ha pescato con una attrezzatura semplice, un allestimento della postazione molto parca che da noi nemmeno un pescatore amatoriale possiederebbe.

una bella cattura per il russo Artur Arutiunov

Però nella pesca ci vuole anche molta fortuna e il russo in gara due ne ha avuta grazie al buon picchetto,  uno tra i più belli della zona per via di una grande albero che si sporge verso il canale.

Inoltre a destra aveva un sud africano che se va bene avrà fatto quattro lanci in tutta la gara mentre alla sua sinistra pescava Marco Bendinelli di San Marino, il quale si è posizionato nello spot più a sinistra del suo box lasciando quindi molto spazio libero al russo (due picchetti vuoti come si vede dalla foto sotto).

la postazione del russo

Quindi tanto spazio a disposizione che gli ha permesso di sfruttare il canale a suo piacimento e il pesce quando gli è entrato lo ha sempre preso bene.

A fine pesata i suoi compagni di squadra lo davano campione del mondo individuale, ci abbiamo creduto anche noi visto i festeggiamenti, e lo abbiamo riempito di foto per suggellare quel momento storico.

Poi arriva la notizia che il concorrente tedesco, esterno a monte E29, aveva fatto un peso superiore al suo e il sogno volava via con molta delusione.

Artur Arutiunov viene festeggiato dai compagni ma ancora non sa che il tedesco ha fatto meglio di lui

In ogni caso Artur Arutiunov è pur sempre vice campione del mondo e può ritenersi soddisfatto se non altro perchè, come ci ha detto lui stesso con il feeder ci pesca da 30 anni ma le competizioni le fa da soli tre anni.

Il concorrente russo nella vita per vivere gestisce un piccolo negozio di pesca a Mosca e costruisce delle piccole cassette di legno porta terminali.

Artur Arutiunov con la pescata di gara 2

Il podio di questo ottavo campionato del mondo di feeder fishing è andato a Russia, Olanda e Inghilterra ma non possiamo non parlare della Germania che chiude al quarto posto grazie ad una super prestazione da 10 punti messa in campo in gara 2.

Il team tedesco, sostenuto dal brand Browning , ha totalizzato 39 penalità, 29 al sabato e 10 la domenica.

Team Germany 4° assoluti

La Germania si piazza al quarto posto assoluto confermando dunque le qualità in campo di feeder fishing visto che anche nei mondiali passati è riuscita a dimostrare di essere molto competitiva alla pari di altri top team.

Nel 2016 in Serbia la Germania ha vinto la medaglia d’oro e ha piazzato due atleti sul podio individuale per la conquista della medaglia d’oro con Dirksen Jens e quella di bronzo con Scheuermann Felix.

Quest’ultimo ha messo lo zampino anche nel mondiale in Irlanda nel 2014 a Cork Insicarra Lake confermando così le sue doti di grande feeder angler.

Felix Scheuermann ha vinto tutto quello che c’era da vincere, Oro con la squadra, oro, argento e bronzo a livello individuale. Chapeu!!

Nel team tedesco troviamo anche un altro protagonista,  Jens Koschnick un agonista che pesca con i colori del prestigioso marchio Browning e a lui abbiamo chiesto un commento su questo mondiale.

Jens Koschnick pesca con i colori del prestigioso marchio Browning

“sono molto contento di come sono stato accolto in questo mondiale, il canale di Ostellato si è rivelato uno spot perfetto per questo tipo di competizione. Non è stata una competizione tecnica ma molto tattica, le prede si sono catturate ad una distanza di 40 e 60 metri, e l’importante era capire come pasturare il pesce e poi come allamarlo e portarlo in nassa.

L’errore che abbiamo fatto in gara 1 come team Germania è stato quello di avere cercato le grosse prede ma non trovandole perchè le abbiamo insidiate in modo sbagliato ci siamo buttati a fare la pesca dei piccoli pesci con lo scopo di aiutare la squadra.

Errore clamoroso perchè con la pesca dei piccoli pesci non si poteva essere competitivi e così in gara due abbiamo deciso di essere più aggressivi e cercare pesci di taglia. E infatti così facendo siamo risultati primi con 10 penalità e questo ci ha permesso di sfiorare il podio che abbiamo perso con le 29 penalità di gara uno.

Voglio ringraziare ancora tutti gli italiani per l’accoglienza, il team Italia ha concorrenti molto tecnici e bravi, purtroppo non sono riusciti a catturare il pesce di taglia e quindi a difendere il titolo vinto l’anno scorso in Portogallo. Ci saranno altre occasioni per primeggiare. Questo fa parte dello sport e mai mollare per raggiungere il massimo degli obiettivi.”

il marchio Browning, un partner importante in questo mondiale

E per finire un commento sulla nostra Italia. Un mondiale preparato a puntino, senza lasciare nulla la caso, tante prove, tanti stage, agonisti che su questo canale lo conoscono come le loro tasche avendoci gareggiato centinaia di volte. Agonisti capaci di pescare le breme di questo canale in ogni situazione.

Purtroppo un mondiale è cosa molto diversa da una gara nazionale, la pressione agonistica è diversa, i pesci dopo una settimana di pescate si stancano e non mangiano più, rimangono solo i più diffidenti, quelli che si possono prendere con il terminale dell’0,8 come hanno fatto i russi.

Serviva una pastura chiara? eppure tutti qui hanno sempre usato una pastura scura e addirittura gli inglesi nell’International Challenge utilizzando pastura nera sono riusciti a piazzare addirittura due squadre sul podio.

Il primo campanello d’allarme ha iniziato a suonare proprio in quella occasione, Marco Manni ha avuto Tom Pickering a spalla ed è stato quadruplicato nel peso e già quella poteva essere una situazione da analizzare in proiezione mondiale.

Da un mondiale disputato in casa, da campioni del mondo in carica, davanti ai propri tifosi, è normale che ci si aspettasse un risultato di prestigio ma abbiamo perso e male, perchè dopo gli errori di gara uno e ci possono stare, si doveva correre ai ripari e invece abbiamo addirittura peggiorato il ranking.

Tutto questo non può passare essere lasciato in silenzio .mi è piaciuta l’onestà di Marco Manni che ha detto nel dopo gara “non ci abbiamo capito niente”.

Ora diamo una occhiata ai numeri: nei primi quattro mondiali con la guida tecnica di Mario Molinari la media di classifica è di una posizione di 9,75 mentre con la conduzione tecnica di Maurizio Setti, sempre su 4 mondiali, la media si alza alla 11,5.

La differenza è nelle medaglie conquistate: un oro a squadre con Setti e Manni e un bronzo individuale con Molinari e Forni.

Quindi i numeri ci dicono che le cose non sono tanto cambiate e la strada per arrivare ad un livello competitivo è ancora lunga.

il nostro CT Maurizio Setti pensieroso dopo la disfatta di Ostellato

Il problema è che il prossimo mondiale in Sud Africa è alle porte e il tempo per fare delle scelte è molto stretto anche se in sqiadra abbiamo alcuni atleti che nel 2013 le carpe le hanno già pescate e quindi possono aiutare molto la squadra ad entrare in pesca per essere competitivi.

Per Breda e Natucci nel feeder il lavoro da fare non manca e conoscendo la tenacia del nostro Presidente nulla sarà lasciato al caso per non essere competitivi.

Una cosa solo voglio dire… smettiamola di nasconderci sempre dietro alla scusa che gli altri le breme le pescano da sempre e noi invece non le sappiamo pescare.. perchè se così fosse, ma non lo è, allora il mondiale doveva essere organizzato a Peschiera sulle scardole e cavedani e non ad Ostellato.

Nello sport si vince e si perde, l’importante, come dice il concorrente tedesco della Browning , quando si cade l’importante è rialzarsi subito per continuare a lottare per raggiungere gli obiettivi fissati.

E l’Italia è capace di lottare, quindi forza ragazzi e forza Italia!! Vogliamo rivedere presto immagini come queste.

 

Un anno fa, l’Italia è campione del mondo, ….torneremo grandi!!

 

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