Trofeo A5, prima prova a San Giorgio La Molara: il Lago Mignatta mette a dura prova gli agonisti
Si è disputata sul Lago Mignatta di San Giorgio La Molara la prima prova del Trofeo A5 di pesca al colpo, un appuntamento atteso che però ha subito messo in evidenza tutte le difficoltà tecniche di un campo gara tutt’altro che semplice.
Già nelle settimane precedenti alla competizione, durante le prove, era emersa una pescosità piuttosto ridotta. Le aspettative erano comunque legate al possibile movimento del pesce indotto dal cosiddetto “verdevase”, che spesso in queste situazioni riesce ad attivare le placchette e a rendere la gara più dinamica. Ma così non è stato.
Il lago si è confermato estremamente selettivo, con il pesce concentrato soprattutto nelle zone più basse. In particolare, la prima e la quarta zona hanno evidenziato una maggiore presenza di catture nei picchetti più estremi, dove la profondità ridotta – intorno al metro e quaranta – ha favorito una discreta continuità di mangiata. Al contrario, nelle aree centrali dei settori, con profondità superiori anche ai due metri e mezzo, la pescosità è risultata quasi assente.
Una differenza che ha inciso in modo determinante sull’esito della gara. In diversi settori si è assistito infatti a due competizioni parallele: nei primi picchetti si sono registrati pesi interessanti, con catture regolari di placchette fino a sfiorare i 3 kg complessivi, mentre nella seconda parte del settore molti agonisti hanno dovuto fare i conti con il vuoto quasi totale.
Dal punto di vista tecnico, la gara ha richiesto continui adattamenti. Chi ha provato a costruire la pescata a roubaisienne ha spesso raccolto segnali molto deboli, mentre il passaggio all’inglese ha in alcuni casi regalato qualche cattura sporadica, senza però garantire quella continuità necessaria per costruire un risultato competitivo. In sostanza, più che la scelta tecnica, è stata la posizione in picchetto a determinare la differenza.
Proprio questo aspetto riapre una riflessione importante sull’impostazione dei settori. Con 12 concorrenti e circa 11,5 metri a disposizione per atleta, si sviluppano settori molto lunghi – oltre 130 metri – che in un campo gara eterogeneo come il Mignatta finiscono per includere condizioni completamente diverse tra loro. Differenze di profondità, fondo e presenza di pesce rendono di fatto impossibile garantire uniformità, trasformando la competizione in una sorta di lotteria.
In queste condizioni, la componente fortuna rischia di incidere in modo eccessivo sul risultato finale, penalizzando anche chi affronta la gara con preparazione e strategia adeguata.
La prima prova del Trofeo A6 si chiude quindi con indicazioni chiare: lago difficile, pesce localizzato e grande incidenza del sorteggio. Elementi che dovranno essere attentamente considerati in vista delle prossime prove, dove sarà fondamentale trovare soluzioni per rendere la competizione più equilibrata e tecnica.
Per la cronaca la gara viene vinta dalla società Pietrelcina A.P.S.D. (Hidra) seguiita da Pescatori Irpini A.S.D. (Trabucco) e terza Canusium A.P.S.D. (Colmic)




