CORBARA, IL LENZA CLUB RICCIONE TRABUCCO VINCE LA SECONDA PROVA DEL CIS CLASSIC FEEDER E VOLA IN FINALE

Alessandro Scarponi intervista Luigi Facondini, protagonista insieme a Luca Magnani, Mauro e Domenico Salvatori della vittoria nella seconda prova sul bacino di Corbara

La seconda prova del CIS Classic Feeder 2026, disputata sul bacino di Corbara, ha visto il Lenza Club Riccione Trabucco protagonista di una splendida prestazione nella giornata di domenica.

La formazione composta da Luca Magnani, Mauro Salvatori, Domenico Salvatori e Luigi Facondini ha chiuso la prova con appena 7 penalità, conquistando la vittoria di giornata e confermandosi tra le squadre protagoniste di questo campionato.

Un risultato costruito attraverso una grande capacità di adattamento a un campo gara molto particolare, caratterizzato da zone e picchetti estremamente differenti tra loro.

Per conoscere più da vicino le strategie adottate dalla squadra abbiamo incontrato Luigi Facondini, uno dei protagonisti di questa importante affermazione.

Luigi, prima di arrivare alle due prove del CIS avevate già avuto la possibilità di provare il campo di gara?

«Sì. Prima della gara di questo weekend erano state organizzate due gare di prova e noi avevamo aderito a entrambe e ci eravamo divisi il tratto di campo gara.

Avevamo quindi già potuto vedere inizialmente che i due campi gara erano completamente diversi.

La nostra forza, innanzitutto, è stata quella di prepararci bene a tutti i tipi di pesca che potevano esserci: dai gatti alle carpe, dalle breme agli aspi.

Abbiamo cercato di prepararci al massimo per essere pronti al cento per cento a tutte le eventuali modifiche che avremmo dovuto fare durante queste due gare.

Poi, praticamente, le gare erano da capire durante la gara stessa, perché era difficile preparare a priori una tipologia di pesca precisa.

Bisognava adattarsi lì per lì alle situazioni che si presentavano. Non cambiavano soltanto le zone come tipo di pesca, ma c’erano differenze enormi anche tra un picchetto e l’altro, dall’uno al dieci.

Quindi potevi trovarti a dover pescare in difesa perché eri capitato in un picchetto sfavorevole, oppure, se venivi preso bene, dovevi cercare di fare il massimo».

Partiamo da Le Vigne: zona A e zona B, mentre a Casa Scaricata c’erano la C e la D. Tu dove sei capitato?

«Io sono capitato a Casa Scaricata, quindi nella zona C».

E lì cosa determinava la differenza tra un picchetto migliore e uno peggiore?

«Purtroppo i settori A e C, che erano quelli esterni, sono stati decisamente favoriti.

Quindi il picchetto ha fatto moltissimo la differenza.

Era anche un discorso di fortuna nell’essere sorteggiati. Io, per esempio, il sabato ho preso A10 e ho fatto ottavo. La domenica ho preso B1, quindi ero nel settore centrale, ma era probabilmente il posto migliore, visto che avevano vinto anche il sabato.

È stato un discorso un po’ particolare per me.

Però io ero preparato per tutti i tipi di pesca e la domenica ho trovato i gatti a dieci metri. Ho preso sette-otto gatti da un chilo a quella distanza».

Quella pesca ai gatti era stata preparata oppure è venuta fuori durante la gara?

«È venuta fuori durante la gara.

Qualcuno è andato a provare corto e ha preso subito dei gatti. A quel punto siamo andati un po’ dietro a quel tipo di pesca e sono venuti fuori.

Era una pesca che non avevamo nemmeno provato prima della gara. Non lo sapevamo.

Quindi ho trovato una pescata durante la gara».

Vi siete quindi adattati alla situazione.

«Sì, ci siamo adattati».

Avevate preparato anche una strategia per le breme?

«Sì. Il nostro approccio era stato predisposto più che altro per le breme. Ci eravamo preparati per cercare di prendere le breme.

Avevamo però visto che a Le Vigne la pesca veniva fuori molto lunga, intorno ai 60-70 metri.

Lì c’era meno disturbo dei gatti piccoli e c’erano dei pesci importanti da prendere.

Invece, nella zona dove pescava Magnani, nella zona B, c’era una pesca un po’ più da breme e meno disturbo di gatti.

Avevamo visto che dove si riusciva a prendere le breme bisognava spingere tantissimo con l’esca.

Quello era un po’ il segreto che avevamo capito».

Quindi, dove non avevate il disturbo dei gatti, spingevate molto con la pasturazione e con le esche?

«Sì, tante esche.

Tanto lombrico e bigattino.

Dove invece c’era il disturbo dei gatti piccoli, bisognava cercare di uscirne cambiando linea.

A Le Vigne, per esempio, bisognava andare a cercare il pesce molto lungo. Di qua, invece, si poteva cercare con del grano, cioè con un’esca che magari dava meno fastidio ai gatti.

Niente di particolare: era proprio un discorso di essere preparati a ogni tipo di situazione».

Sono uscite anche delle carpe grosse e dei pesi importanti. Erano pesci cercati oppure catture casuali?

«No, noi non li abbiamo cercati assolutamente.

Per noi erano dei “capitò”, delle cose proprio casuali.

Non abbiamo preparato una pesca specifica per quel tipo di pesci».

Il bigattino è stato determinante in alcuni momenti della gara. Avete utilizzato il bigattino incollato?

«Sì, è stato determinante soprattutto per la mia pesca della domenica, quando ho trovato i gatti corti.

Lì ho dato bigattino incollato. Volevano proprio il bigattino incollato.

Anche Domenico Salvatori, il sabato, aveva trovato dei gatti lunghi a circa 70 metri.

Ha visto che aveva cominciato a prendere qualche mangiata di gatto lungo, quindi gli è andato dietro con il bigattino incollato e ne ha attaccati diversi.

In questo modo è riuscito a raddrizzare la pescata».

E la domenica Domenico ha trovato addirittura una pescata di aspi.

«Sì. Pensa che la domenica, dove era lui a Le Vigne, non mangiava praticamente niente.

Ha però rimediato una pescata di aspi da 40-50 grammi.

Una pescata veramente molto particolare, ma gli ha permesso di portare a casa un bel risultato.

Eravamo preparati anche per quel tipo di pesca, perché avevamo visto che di aspi ce n’erano tanti».

Mauro Salvatori invece ha ottenuto due risultati molto importanti.

«Sì. Mauro ha fatto secondo il sabato e terzo la domenica.

Ha fatto due belle pescate a breme.

È stato in alcuni settori dove aveva una pesca alle breme e ha trovato quelle situazioni.

Non avendo il disturbo dei piccoli gatti ha spinto tantissimo con il lombrico.

Abbiamo cercato di dare il massimo. Avevamo praticamente i tre quarti del lombrico consentito e lì abbiamo visto che le breme volevano veramente tanto lombrico.

Sembrava quasi un paradosso, ma invece, spingendo con il lombrico, entravano le breme belle».

Quindi Mauro ha trovato una pesca completamente impostata sul lombrico?

«Sì. Ha trovato due zone e due situazioni abbastanza favorevoli».

E con il lombrico come innesco cosa utilizzavate?

«Davamo tanto lombrico in pasturazione e utilizzavamo il lombrico come innesco.

Era una pescata fatta abbastanza fuori, con un amo generoso, indicativamente un numero 12, e filo anche 12-14.

La pescata era quella lì».

Avete utilizzato anche una pastura scura?

«Sì. Abbiamo utilizzato una Black Trabucco, quindi una pastura scura, nera, mischiata con una pastura da carassio.

Niente di particolare: una pastura classica».

Luigi, dopo queste due giornate, come giudichi il campo di gara di Corbara? È stato un campo regolare?

«Devo dire che promosso al cento per cento no.

Secondo il mio punto di vista è stato purtroppo un campo gara un po’ troppo irregolare.

Però, ripeto, bisogna essere preparati al cento per cento per diversi tipi di situazioni.

Chiaramente, per qualcuno il sorteggio è stato negativo, mentre per altri lo è stato meno.

Le differenze tra i vari picchetti erano importanti e il sorteggio ha avuto sicuramente il suo peso».

In classifica davanti a voi ci sono squadre che hanno disputato due gare molto regolari. Evidentemente hanno trovato il bandolo della matassa di Corbara.

«Sì, sì.

Alla fine, quelli che arrivano davanti, come vediamo, sono sempre le solite squadre.

Quindi, se ti prepari bene, se riesci a trovare un po’ la pesca giusta e a capire il campo gara, qualcosa viene fuori. A proposito faccio i complimenti ai ragazzi della Lenza e a quelli del Team LBF per come hanno saputo imporsi in questo campo gara».

Con questa vittoria avete comunque ottenuto un risultato molto importante e siete tra le squadre protagoniste del campionato. Ora vi aspetta il Canalbianco, dove ci sarà il gran finale.

«Sì, siamo riusciti ad agganciarci al treno davanti.

Adesso ci prepariamo al massimo, andiamo su belli carichi e speriamo di fare due belle gare».

A Corbara avete avuto anche una “sponda” importante, qualcuno che vi ha aiutato nella preparazione?

«Sì, abbiamo avuto una sponda molto importante che è stato Luca Banini.

È veramente un pescatore che ci ha aiutato tantissimo.

Purtroppo abbiamo avuto solo lui, però è stato molto bravo e molto importante per noi».

Bene Luigi, allora chiudiamo qui. Complimenti a te, a Luca Magnani, a Mauro e Domenico Salvatori e a tutto il Lenza Club Riccione Trabucco per questa importante vittoria.

Ci vediamo quindi ad Adria, sul Canalbianco, per il finale del CIS Classic Feeder.

«Va benissimo. Arrivederci a tutti e grazie. Ciao, ciao».

Alessandro Scarponi
Match Fishing Italia

CLASSIFICA INDIVIDUALE PRIME 8 POSIZIONI DOPO 2 PROVE

sono stati presi in considerazione solo chi ha ottenuto max 3 penalità

CLASS Pescatore 1ª manche 2ª manche Peso totale
🥇 1 Magnani Luca L.C. Riccione 1° 1° 2 60.750
🥈 2 Govi Manuel L. Emiliana 1° 1° 2 50.380
🥉 3 Casale Mario L. Emiliana 1° 2° 3 61.680
4 Di Giangiacomo Gabriele Aquafans Team 2° 1° 3 58.720
5 Sinibaldi Lorenzo L. Emiliana 2° 1° 3 48.280
6 Gatti Marco L. Emiliana 1° 2° 3 45.960
7 Corsi Marco Aquafans Team 2° 1° 3 43.300
8 Rapetti Lorenzo Team LBF 1° 2° 3 17.900

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