Il nostro laghetto in inverno…

Come ogni inverno i nostri amati laghetti, teatri di mattanze estive, da un giorno all’altro si trasformano drasticamente. E’ ormai accertato che la stagione fredda blocca l’attività dei nostri amici con le pinne, specialmente negli habitat dove i pochi metri cubi d’acqua facilitano un’escursione termica più violenta. Generalmente quando la temperatura inizia a scendere sotto i 10° il pesce (in genere) inizia a rallentare il metabolismo per cercare di risparmiare più energie possibile e più si scende con i gradi, più aumenta la sua inappetenza.

Ma nonostante tutto per noi irriducibili e incalliti agonisti, il laghetto diventa il chiodo fisso della settimana…. il luogo dove poter finalmente sfidare all’ultimo prosciutto il compagno di squadra e l’unico posto dove potersi “tenere in forma” in attesa della nuova stagione agonistica. Se devo essere sincero, personalmente non vedo l’ora che arrivi Novembre per poter passare l’inverno lontano dallo stress dei campionati e fare le nostre tiratissime garette tra amici, il tutto a quindici minuti da casa…..

Fatta questa introduzione dove spero vi siate un po’ riconosciuti tutti, vorrei raccontarvi una pescata al nostro Lago Selve; regno di grandi e maestose Carpe in estate e splendida palestra per la pesca alle Bremes in inverno.
Le Bremes che andremo ad insidiare sono di taglia medio/piccola (da 100 a 200 grammi circa), appunto per questo ho scelto di preparare un mix con la Maver Winter Crash, una pastura a grana fine e molto attiva in fase di lavorazione e circa 200gr di Maver Carassius Black, una pastura più legante e più dolce. Molto spesso preparo anche un po’ di Maver Damp Leam (terra di somma naturale) e la lascio lì appena setacciata, perché in alcuni giorni i pesci mangiano staccati dal fondo e gradiscono la classica fumata. Ovviamente prima di procedere all’impasto della pastura setaccio il tutto togliendo le particelle più grandi.

Preparata la pastura passo poi alle esche che sono bigattini vivi, bigattini morti, raparini pinkies (più comunemente chiamati “pinkerini”), qualche casters e qualche chicco di mais (forse, tanto per cambiare, ho esagerato..).
Tratandosi di pesci non di taglia ho usato galleggianti, ami e fili adeguati. Come galleggiante ho scelto il “100s n°4” (uno tra i miei preferiti), con astina in fibra e deriva in acciaio, quindi stabilità in acqua e soprattutto sensibilità. Terminali sottili (0,07 e 0,08) fatti con Maver “SLR” e “EXEL 57” ed infine consigliato da Marco Genovesi ho provato i nuovi ami KM12, amo leggerissimo e senza ardiglione, il massimo per le difficili pesche invernali.

Avendo un fondo di poco più di 4 metri ho costruito delle lenze aperte dai 30 ai 50 cm (dalla più pesante alla più leggera) con finali da 25cm e pallini piccoli.
Il motivo per cui ho costruito delle lenze piuttosto aperte, è quello di avere la possibilità in fase di pesca di farle lavorare anche con piccoli movimenti.
Prima di iniziare ho preparato una piccola quantità di pastura per fare il fondo, aggiungendo un cucchiaino di Reactor Baits Oxygen. Oxygen è composto da microgranuli di ossigeno attivo, che aggiunto ai nostri sfarinati, a contatto con l’acqua sprigiona la sua azione effervescente, facendo lavorare molto velocemente la pastura e creando così molto movimento ed una conseguente forte attrazione per il pesce.

Appena scodellate le cinque palline che avevo preparato per il fondo iniziale (insieme a qualche pinkerino), ho iniziato a vedere fin da subito le prime mangiate e Breme dopo Breme ho capito che volevano una lenza abbastanza pesante e che mangiavano sul filo fondo.
Cercare e riuscire a capire in quale modo preferiscono mangiare è ovviamente molto vantaggioso perché così possiamo impostare una pasturazione più precisa e mirata al tipo di pesca che si intende fare in quel momento. Possiamo sostituire un terminale ed un amo da ricerca con un terminale ed un amo che ci consentano di fare più quantità, insomma… trovata la ricetta giusta, bisogna come sempre mantenerla al massimo della resa. Non dimentichiamoci che in inverno, basta una nottata particolarmente fredda e le sicurezze del giorno prima si tramutano in un bel cappotto, quindi una partenza “spavalda” (pasturazione, ami, finali, ecc..) potrebbe compromettere gran parte della nostra pescata.

Oggi per fortuna non è questo il caso, complice una temperatura al di sopra della media i pesci hanno risposto positivamente a qualsiasi stimolo, sia per quanto riguarda la rotazione delle esche, che per la pasturazione. Grazie anche a questa inaspettata attività, ho avuto modo di provare bene e con molta soddisfazione gli ami Maver Katana KM12 che mi aveva consigliato Marco “Genova”, di cui sono rimasto veramente entusiasta, leggeri ma nello stesso tempo con curvatura larga e molto catturante, ottimi per questo tipo di pesca, ottimi con qualsiasi tipo di esca.

La divertente mattinata di pesca sta volgendo al termine, come dicevo di pesci per fortuna ne sono usciti molti e non è sempre facile azzeccare la giornata giusta quando si fa un servizio, ma oggi è andata…..

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Federico CirilliPer MATCH FISHING ITALIA
Federico Cirilli
cirilli.f@matchfishing.it

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Servizio Fotografico a cura di:
Giordano Marchionni
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REACTOR BAITS Oxygen (distribuito da Paioli Sport S.p.a. – Maver Italia)DSCF4180

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Ecco come si trasforma il Lago Selve in estate…..
(foto estate 2014 – rattopesca)
federico cirilli

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