CAPOLAVORO TEAM SENSAS FRANCE ! ECCO COME HANNO FATTO…

CAPOLAVORO TEAM SENSAS FRANCE ! ECCO COME HANNO FATTO…

Abbiamo contattato al telefono Jean Desquè, francese del Team Sensas che ha guidato la squadra “team Sensas Armentiéres” alla straordinaria vittoria nel mondiale per club appena conclusosi in Ungheria, nello splendido campo gara di Szeged.

A Jean abbiamo subito fatto i complimenti: la rivalità tra Italia e Francia è davvero sentita un po’ in tutti i settori e quindi questi complimenti valgono davvero tantissimo e sono sicuramente più che meritati.
Jean, con la solita chiarezza e disponibilità che lo contraddistingue ci ha raccontato per filo e per segno tutta la pescata dei suoi ragazzi, senza nascondere nulla di quello che hanno fatto sabato e soprattutto domenica.
Ne è uscita una lunga chiacchierata che provo a riassumere qui sotto:

Questi ragazzi sono davvero dei bravi pescatori. Pur non essendo nel giro della nazionale hanno già vinto un mondiale per club in Polonia e già 4 o 5 volte il campionato nazionale. Sono degli ottimi pescatori anche se la pesca alla carpa non è praticata moltissimo in Francia e questo inizialmente poteva far sorgere qualche perplessità. Praticamente si può dire che non avevano quasi mai pescato innescando del mais, ma sono dei ragazzi davvero in gamba ed hanno capito velocemente tutti i meccanismi da adottare in questo tipo di pesca.
Al sabato avevamo preparato dei secchi pieni di mais, praticamente tutto il litraggio era occupato dai chicchi gialli. Domenica invece abbiamo preparato anche della terra di riviere con un additivo per renderla ancora più tenace e dei lombrichi che abbiamo scodellato a sei pezzi per avere una pesca alternativa ma per fortuna non ne abbiamo avuto bisogno.

Sulla linea lunga abbiamo dato solo mais diviso in due parti, una semplice ed una aromatizzata con aromix carpa (non abbiamo utilizzato mais già aromatizzato ma mais naturale aromatizzato successivamente). Abbiamo utilizzato questi due tipi di mais alternandoli sia come innesco che come pastura per provare ad ingolosire un po’ le carpe proponendogli qualcosa di diverso per avere più continuità.

All’inizio non abbiamo dato tantissimo mais ma durante la gara abbiamo scodellato molto frequentemente, ogni 7/8 minuti scodellavamo mais e poi anche acqua che lasciavamo cadere dall’alto per fare rumore e sembra che questo rumore abbia aiutato ad attirare i pesci. All’amo abbiamo innescato mais tenendolo staccato dal fondo. Il mais doveva andare a tarare il galleggiante e per questo motivo avevamo selezionato dei chicchi che fossero tutti della stessa misura così da avere sempre una taratura perfetta.

Sabato abbiamo utilizzato delle lenze più pesanti perchè c’era abbastanza vento e la corrente muoveva da destra verso sinistra. Domenica invece l’assenza di vento e l’acqua pressochè quasi ferma ci ha permesso di pescare con lenze più leggere, da 0,60 fino ad 1 grammo. Il galleggiante doveva essere mosso continuamente di pochissimi centimetri, movimenti troppo importanti del galleggiante (e di conseguenza dell’esca) sembra quasi che spaventassero il pesce. Un movimento di 5 cm circa era l’ideale invito per far mangiare il pesce. Il movimento doveva essere non troppo lento ma nemmeno troppo rapido, come se dovessimo togliere l’esca dalla bocca del pesce. Così facendo le carpe aggredivano l’esca più volentieri.

La bandiera che separa il galleggiante dalla punta doveva essere corta, 30/40 cm per poterci permettere di ferrare rapidamente e soprattutto di fare un buon lavoro col movimento del galleggiante. Per questi motivi sabato i ragazzi hanno avuto qualche difficoltà in più in quanto il forte vento laterale non gli permetteva di svolgere al meglio questa azione di pesca.

La lenza era fatta con un terminale da 20 cm di diametro 0,18, ma a volte abbiamo anche usato lenze dirette. Ami del n 14 della serie 3311 Sensas classic, un amo davvero apprezzato in tutta Europa per questo tipo di pesca. Piombatura fatta con degli Styl, uno all’asola, due a 20 cm e bulk a 80 cm dall’amo. Elastici cavi del 2,05 del nostro elastico di colore verde, molto morbido che, insieme alla qualità dell’amo, ci ha permesso di slamare davvero pochissimi pesci. Ai ragazzi ho detto chiaramente che la gara non doveva essere basata sulla velocità ma ogni pesce doveva essere considerato di importanza vitale e quindi era necessario prendersi tutto il tempo che serviva per metterlo in nassa. Innesco un solo chicco di mais che continuava a cadere verso il fondo grazie al continuo movimento della canna.

Quando le mangiate si fermavano davamo anche delle fiondate molto piene che con il rumore attiravano i pesci verso il picchetto. La precisione in questi casi non era estrema, ma l’importante era fare tanto rumore per attirare le carpe. In quattro ore di gara abbiamo dato circa 8 litri di mais dando delle scodellate molto piene, praticamente l’opposto degli inglesi che invece davano pochi chicchi messi nei piccoli scodellini che avevano montato sulle punte. Abbiamo pasturato a 12,50 metri e pescato a 13. poi ogni tanto tornavamo sulla pastura a fare un paio di giri per vedere se c’era qualche pesce ed abbiamo alternato queste due distanze di pesca.

Credo che con questo tipo di impostazione siamo riusciti a sbagliare meno mangiate proprio perchè non essendo appoggiati non agganciavamo pesci di fuori ed inoltre abbiamo slamato pochissimi pesci perchè le mangiate erano più nette.

In ogni caso una grande soddisfazione, a memoria mi sembra di non ricordare 5 sole penalità in un campionato del mondo. Bisognerebbe chiedere a Lele Tubertini che mi sembra che tanti anni fa la sua squadra fece 4 punti in Svezia perchè c’erano squadre da 4 concorrenti, ma potrei sbagliarmi, in ogni caso con squadre da 5 atleti credo che sia la prima volta che si realizza un punteggio così basso. E’ stata una gara memorabile e ti ringrazio davvero tanto per i tuoi complimenti.

In realtà siamo noi che ringraziamo Jean Desquè per la sua disponibilità e per averci raccontato la gara dei suoi ragazzi senza filtri, dicendoci senza segreti tutto quello che hanno fatto. BRAVO JEAN e BRAVI a tutti tuoi ragazzi… e visto che questi complimenti ti arrivano da un “avversario” tieniteli stretti perchè sono davvero meritati.