TROFEO DI ECCELLENZA 1970: VINCE L’ORTOFRUTICOLO

Si è concluso il Trofeo di Eccellenza con la vittoria dello Ortofrutticolo di Bologna con la formazione rappresentata da Grtaziano Sassoni, Dante Benassi, Luciano Casadio e Fiorenzo Franchini.

L’ultima prova si è svolta sul bacino del Turano dove ha prevalso la squadra della Cannisti Club Milano.

Ottimo piazzamento delle società laziali.

Il Lago del Turano è un bacino artificiale realizzato tra il 1936 ed il 1939, sbarrando con una diga (256 metri di lunghezza per 79 metri di altezza) il corso del fiume Turano nei pressi dell’abitato di Posticciola. I paesi di Ascrea, Castel di Tora, Colle di Tora e Paganico Sabino offrono scorci incantevoli e suggestivi.  

 

Orientata in senso sud ovest – nord-est  la valle è delimitata sul suo lato orientale dalla catena montuosa considerabile quale prosecuzione dei monti Simbruini, cioè quella dei monti Carseolani, che hanno nei 1.508 metri del Monte Navegna  la vetta più alta e su quella occidentale dalle propaggini a levante dei monti Sabini, mediamente meno elevati dei Carseolani.

Altre vette superiori ai mille metri sono il monte San Giovanni con i suoi 1.201 mt., il monte Faito 1.227 mt., il monte Aquilone 1.337 mt e il monte Cervia di 1.436 metri.

Nella parte bassa della Valle, attorno ai centri di Castel di Tora, Colle di Tora e Rocca Sinibalda i profili più aspri della montagna cedono il passo alle più morbide rotondità delle colline. L’altezza media risulta essere compresa tra i 600 ed i 900 metri.

I paesi di Ascrea, Castel di Tora, Paganico Sabino e Colle di Tora dominano il Lago offrendo scorci incantevoli e suggestivi

Il Lago è di forma allungata (circa10 km), ha una superficie di circa 6 Kmq ed un perimetro di circa 35 km. E’ collegato al suo “gemello” lago del Salto tramite una galleria che li rende vasi comunicanti ed alimenta la Centrale elettrica di Cotilia.

Il fiume Turano ed il lago omonimo tagliano in due il territorio comunale di Paganico Sabino.

La Provinciale Turanense ed una sterrata ne costeggiano le rive. Una passeggiata intorno al lago, percorrendo la sterrata che costeggia la riva sinistra  ed è accessibile dalla S.P. Turanense attraverso il Ponte di Paganico, riserva scorci panoramici e paesaggistici di rara bellezza. Il tracciato è quasi esclusivamente pianeggiante e adatto anche a passeggiate in bicicletta. Abbastanza comodo, attraversa la parte più pianeggiante del territorio comunale. A destra del Ponte di Paganico  si raggiungono le località “Marcassiccia” e “Campo di Grotte” dove sono situati comodi sbocchi verso il lago. Alla sinistra del ponte, la strada sterrata si dirige verso “Pietraforte”,  richiudendosi in un anello, all’interno del territorio comunale di Paganico, in località “Collelavalle”.

Descrizione storica

Il fiume Turano,da cui la valle prende il nome, e’, dopo il Velino il piu’ importante corso d’acqua della Sabina.Assai noto fin dai tempi piu’ remoti ,esso tenne sempre un posto di primo piano nella vita e nelle tradizioni dei nostri lontani progenitori.

Scriveva, infatti il Vittori: “Toranus post Velinum omnium in Sabinis nobilissimum lumen”.

L’importanza geografice del fiume Turano e’ sempre stata notevole: gia’ i Romani lo avevano assunto come linea di confine del “municipium” di Tremula.

L’antica Valle e’ oggi totalmente sovvertita dal bacino idroelettrico (Lago del Turano) creato dall’allora Societa’ Terni, tra la meta’ e la fine degli anni 30 (1935-1939), mediante la costruzione di una diga di oltre 80 metri di altezza, che sbarra un serbatoio di capacita’ di oltre 150 milioni di metri cubi di acqua collegato a quello gemello del Salto da una galleria lunga circa 9 Km, le cui acque servono ad alimentare potenti centrali idroelettriche che alimentano importanti industrie, prime fra tutte quelle di Terni.

La costruzione dello sbarramento sul Turano elimino’ le piene terribili che in occasione di piogge abbondanti, allagavano la pianura reatina, quasi ogni inverno, ma provoco’ una perdita economica notevole per l’attuale Colle di Tora (perdita di terreno).

Dopo lo sfacelo del Grande Romano Impero , la Valle del Turano , insieme al resto della Sabina , attraversarono un lungo periodo di gravi sconvolgimenti.Per secoli si susseguirono tumultuosamente invasioni e governi diversi fino a quando, i nostri paesi non vennero inglobati dallo Stato Pontificio.

Nel 476 il barbaro ODOACRE (capo della tribu’ dei RUGI), gia’ da anni alle dipendenze di Roma, per delega dell’Imperatore d’Oriente (ormai unico imperatore rimasto) fu nominato Luogotenente d’Italia.Il nostro paese, cosi’ come il resto d’Italia,sotto il saggio e moderato governo di ODOACRE, conobbe un periodo di relativa pace e tranquillita’.Successivamente a questo periodo di pace, arrivo’ l’invasione dei LONGOBARDI con un lungo periodo di dominio da parte di essi.

Durante il dominio longobardo,non ci furono sostanziali cambiamenti nella politica.Resto’ invariata la divisione del territorio in Province ,come gia’ in passato aveva disposto COSTANTINO; pertanto la Valle del Turano resto’ a far parte della Regione “Valeria”.Nel 500 (VI secolo) i Longobardi divisero l’Italia in 17 Regioni e 36 Ducati; in cio’ non discostandosi molto dalla divisione voluta da Augusto che prevedeva 11 Regioni, successivamente portate a 12 da Diocleziano nel 200-300 d.C..Dunque con i Longobardi, La Sabina fu inserita nella XIII ° Regione. Paolo Diacono, nella sua “Storia deiLongobardi” scrive:

La XIII Regione e’ la Valeria, cui e’ unita la Nursia; essa si trova tra l’Umbria la Campania ed il Piceno e confina ad est con il Sannio. 

Attività che si posso svolgere nel lago del turano

Pesca : Data la vicinanza dell’autostrada e la facilità con cui lo si raggiunge, il lago è meta non solo di moltissimi pescatori ma anche di gitanti che utilizzano il lago per attività tipicamente balneari.

Nella bella stagione l’affluenza è molto simile a quella di Rimini a Ferragosto con problemi anche di parcheggio.

Il lago comunque è ben popolato e ospita Cavedani, Carpe, Tinche, Persici Trota e Reali, Alborelle, Scardole, Carassi ( troppi anche rossi) , Savette, Anguille nonché qualche sporadica Trota proveniente dai ripopolamenti effettuati sul Fiume Turano che lo alimenta. Di recente sono state effettuate immissioni anche di Lucci.

La stagione migliore per tutte le specie va da Aprile ad Ottobre, per i Cavedani ottimi, anzi decisamente migliori, i mesi invernali.

Vengono utilizzate un po’ tutte le tecniche di pesca con una certa preferenza per la canna fissa e l’inglese per i Cavedani, e per la pesca a spinning , quella con il vivo (permessa dai regolamenti vigenti) e quella striscio ( anche con esche di gomma) per Persici Trota e Reali.

Abbastanza praticati anche il Carp Fishing indirizzato alle Maxicarpe e soprattutto dai locali la classica pesca a fondo per le numerose anguille.

Richiesta una buona pasturazione possibilmente preventiva ma sicuramente da attuare almeno durante l’azione di pesca.

Le esche più utilizzate sono i bigattini ed i vermi di terra e letame, qualche buona idea “alternativa” potrebbe dare qualche bella sorpresa.

Per quanto riguarda gli attrezzi, come per il Salto, ogni pescasportivo può utilizzare sino a tre canne purché disposte entro una distanza massima di dieci metri, oppure una bilancia con lato massimo di mt. 1.50 e rete con maglie non più piccole di mm.10

Il posto nonostante i problemi esposti, vale una visita soprattutto se non si hanno problemi ad essere sulle rive alle prime luci dell’alba.

Per quanto riguarda , infine i regolamenti vigenti, siamo in Provincia di Rieti e vale quanto già detto per il Salto, ovvero la necessità, da Gennaio 2000 dell’apposito permesso rilasciato dall’Ufficio Pesca della Provincia.

 

Specie di pesci presenti nel lago:

ALBORELLE
ANGUILLA
ASPIO
BREMES
CARASSIO
CARPA
CARPA ERBIVORA
CAVEDANO
COREGONE
LUCCIO
PERSICO SOLE
PERSICO REALE
PERSICO TROTA
SAVETTA
SCARDOLA
TEMOLO
TINCA FARIO
TROTA IRIDEA
TINCA
Ed inoltre sono presenti.
GAMBERO di acqua dolce
COZZA d’acqua dolce

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