CAMPIONATO PROVINCIALE INDIVIDUALE FORLI’ CESENA

21/06/2009 FIUME TEVERE UMBERTIDE: CAMPIONATO PROVINCIALE INDIVIDUALE FORLI’ CESENA

SONO LORO LE VERE LENZE

I CAVEDANI DI “UMBERTIADE” SANNO LEGGERE E SCRIVERE

Il Campionato provinciale individuale di pesca al colpo della provincia di Forlì Cesena con la gara effettuata ad Umbertide (PG) sul fiume Tevere è giunto alla seconda prova.

Non è stato il solito Tevere conosciuto in passato, che ha saputo regalare pescate memorabili, ma un fiume in evidente stato di ritardo a causa dell’acqua fredda che scorre tanto da bloccare la vitalità del pesce di fatto poco sensibile alle lenze dei garisti.

Negli anni passati di questi tempi il divertimento era sempre assicurato con grandi pescate di cavedani, carassi e carpe.

Quest’anno purtroppo le nasse, dopo una gara, vengono sollevate dall’acqua con estrema facilità a causa dei bassi pesi che si realizzano anche se va detto, per il vero, che i cavedani, se insidiati con fili extrasottili e ami microscopici, qualche attacco alle esche che scorrono sott’acqua lo assicurano.

Ma quando viene agganciato un cavedano di taglia maxi è normale che faccia, di un finale dello 0,6, ciò che vuole.

Lungo il campo di gara, dove aveva sede la prova dei forlivesi, si sono visti elastici uscire dal vettino della roubaisienne ma finita la corsa del pesce verso l’argine opposto regolarmente saltava la lenza.

C’è chi ha cercato di ingrossare il filo per tentare una maggiore resistenza al pesce grosso ma le mangiate inesorabilmente scomparivano senza speranza per colui che ci aveva provato.

I cavedani di Umbertide sanno leggere e scrivere e possono ben distinguere un bigattino che naviga sul fondo agganciato ad un amo, anche se pur del 25, da uno libero lanciato a fionda.

Diminuisci il filo?, mangia e rompi, aumenti il filo?, non mangia!

Un dilemma che ha messo in difficoltà i circa cinquanta agonisti scesi lungo l’E45 per cercare di trascorrere una domenica di divertimento.

Invece si sono visti portare alla pesa sacchetti poveri poveri e qualcuno addirittura non ha pesato per mancanza di pesce.

Insomma una tristezza di domenica aggravata tra l’altro anche dalle condizioni meteo non favorevoli per pescare con la canna a 13 metri.

Folate di vento continuo hanno di fatto reso difficile l’allungo delle lenze leggere da 4×10 e 4×12.

L’acqua trasparente che scorre nel fiume in questo periodo, proprio perchè fredda, impone lenze di grammatura leggerissime e finissime.

Ma in mezzo a questa tristezza di catture si sono viste anche delle eccezioni come nel caso di Massimo Sama di Cesena appartenente al team Città del Rubicone capace di stravincere il suo settore con diverse catture e totalizzando un peso di tutto riguardo superiore ai cinque chilogrammi.

Massimo Sama ai microfoni di MATCH FISHING ha commentato la sua gara:

“ho impostato la mia gara facendo un piccolo fondo di pastura per carpe e ho fiondato bigattini a piene mani per tutta la gara.

Ho lanciato in acqua a mano anche bigattini incollati con il brecciolino rosso incollati non esageratamente perchè volevo che si aprissero subito una volta arrivati sul fondo. Ho notato che la corrente dell’acqua imponeva l’uso di una lenza con grammatura non inferiore a 0,75 grammi e così ho pescato per tutta la gara.

Ho fatto girare la mia esca a sfiorare il fondo e ho sempre usato un finale dello 0,9 e un amo del 21 senza ardiglione.

Sono partito così perchè se all’inizio di gara avessi preso qualche pesce di taglia volevo cercare di portarlo a guadino. Infatti ho preso una bella carpa e con molta fatica sono riuscito a guadinarla. Ho continuato a pescare nello stesso modo e durante le tre ore di gara sono riuscito a catturare altri pesci tra i quali anche un bel barbo e un bel cavedano.

Io sono convinto che il segreto per realizzare qualche cattura dipenda più che dalla lenza dal come si mette in movimento il pesce con la pasturazione.

I cavedani sono cavedani e per metterli in movimento occorre dargli da mangiare in continuazione per fare in modo che l’esca, quando passa in mezzo ai bigattini da pastura, non venga riconosciuta.

Non a senso pescare tre ore con filo super sottile, agganciare il pesce e poi perderlo per la rottura dello stesso, ciò equivale a non pescare.

Magari il pesce nel mio picchetto c’è caso che fosse anche presente in maggiore quantità rispetto ad altri ma io credo che un fiume è sempre un fiume e tutto dipende da come si fa girare l’esca e da come si pastura”.

Il campionato provinciale individuale ha due agonisti a punteggio pieno: trattasi di Gentilini Luca del Team Le Aquile e De Lorenzi Riccardo della Città del Rubicone i quali in due prove hanno collezionato due vittorie di settore.

La prossima gara del campionato provinciale individuale è prevista nel Cavo Lama a Carpi e solo dopo la terza prova si potrà delineare meglio la classifica che al momento lascia aperti i giochi, per diventare campione provinciale, a diversi agonisti.



PANORAMICA DEL CAMPO DI GARA



MASSIMO SAMA FELICE E VINCENTE



SAMA CON UN BEL BARBO



SAMA CON UN BEL CAVEDANO



MASSIMO SAMA STRAVINCE IL SUO SETTORE



SAMA E SCARPONI (CITTA’ DEL RUBICONE)



PISCAGLIA (CITTA’ DEL RUBICONE)



COLA (LE AQUILE)



CATERINA (CITTA’ DEL RUBICONE)



IUORIO (CLUB PESCATORI)



BONDI (AMO SANTARCANGIOLESE)



CASADEI (CLUB PESCATORI)



ANTONIOLI (LE AQUILE)



E DOPO LA GARA TUTTI A TAVOLA

I SETTORI DI UMBERTIDE







































LA CLASSIFICA PROGRESSIVA



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