CAMPIONATO INDIVIDUALE SIENA: LA PRIMA PROVA NELL’ARNO ARETINO

Sono ormai settimane che nei nostri fiumi si avvicendano piene su piene, va bene che l’acqua è vita e che certamente è una manna per le sorgenti, ma ora è veramente troppo. Tanto per fare un esempio, nel giro di due settimane sono già state rinviate tre gare, con gravi ripercussioni per l’attività dell’intera stagione agonistica.
Non ci sono dubbi, l’annata è proprio iniziata male e chissà quando potremo incominciare a pescare come Dio comanda, senza l’ansia di dovere guardare con preoccupazione il cielo. L’unica speranza è che quel benedetto anticiclone delle Azzorre riesca a farsi spazio sulle nostre regioni.

E proprio nella speranza di tempi migliori, la Commissione Acque Interne della FIPSAS di Siena, ha deciso che la prima prova del “Provinciale” doveva comunque essere svolta e quindi, alle sei e mezzo tutti al London Bar di Laterina, per il sorteggio dei posti gara.

Il compito di organizzare la gara spetta ai “Cannisti Senesi” i quali, guidati dall’infaticabile Maurizio Turillazzi, picchettano il campo gara il sabato mattina, con un Arno già abbondantemente oltre la norma e con le dighe a monte ed a, aperte. Tuttavia, le notizie che si rincorrono durante la giornata del sabato, segnalano che l’abbondante apertura delle dighe contribuisce attivamente a schiarire l’acqua e che ci sono buone possibilità di pescare decentemente, magari con delle vele da quindici o venti grammi.

Purtroppo, nella tarda serata del sabato e per tutta notte, Giove Pluvio apre di nuovo le cateratte del cielo e la mattina di domenica partiamo da Siena con la pioggia, facciamo il sorteggio sotto la pioggia e ci avviamo al picchetto mentre ancora piove,……ma che barba, incomincio a pensare seriamente che se continua così, mi verranno le branchie dietro le orecchie

Giunti a destinazione, lo spettacolo che l’Arno ci offre è sconcertante: il livello del fiume sfiora il limite della massicciata di contenimento sopra la quale dobbiamo posizionarci, l’acqua è color caffellatte e le dighe sono completamente aperte, la corrente forma quelli che da noi chiamiamo i “trabuglioni”……..roba da mettersi a piangere, ma la gara non può essere rinviata, anche perché con la quantità di gare complessivamente previste dei nostri calendari, non ci sarebbero date disponibili per il recupero (forse sarebbe l’ora di ridiscutere quest’argomento a livello nazionale).

Al sorteggio mi è stato assegnato “l’ultimo di zona”, il picchetto che ogni garista sogna,…..ma proprio oggi? Quando non serve a niente. Mi verrebbe proprio la voglia di parlare a quattrocchi con la Dea bendata o con qualche suo delegato, per esporle tutta la mia gratitudine. Comunque non è tempo di chiacchiere, bisogna preparare l’attrezzatura e prima di tutto, l’ombrello.

L’unica nota positiva è che non ci sono dubbi sull’impostazione di gara, le canne da montare sono una scelta a senso unico che prevede un “vasto” assortimento di canne da alborella, che variano nella lunghezza, da un metro ad un metro e mezzo. La corrente è tale che l’unica pesca possibile è l’alborella, da ricercarsi nel “rigiro” che si forma immediatamente dietro la nassa, ma c’è un ulteriore il problema e cioè che la nassa stessa viene completamente sollevata dalla forza della corrente, rendendo impossibile anche quest’impostazione. Fortunatamente esiste ancora il raziocinio e, dopo un breve consulto, in deroga ai regolamenti, viene permesso di appesantirla con dei sassi, modo tale che possa stare un po’ meno sollevata.

Al segnale d’inizio tutti i concorrenti partono con le canne d’alborella, pescando appunto dietro il precario riparo fornito dalla nassa e chi può farlo, cerca un piccolo spazio dove l’acqua rigira o dove i vortici formano piccoli angoli di quiete.

Vedere persone che assumono posizioni assolutamente innaturali per far cadere il galleggiante nel punto giusto dove l’alborella può avere quel secondo in più per attaccare l’esca, fa assomigliare la fila dei pescatori più a degli orsi in attesa del salmone che salta dall’acqua che a dei garisti seri che cercano di trarre il meglio da una condizione, che definire assurda è un eufemismo.

Volendo fare la cronaca della gara, è possibile solo dire che la pesca è stata quella già descritta, le canne utilizzate sono davvero state le più corte che ognuno aveva nella sacca, i galleggianti ideali si sono rivelati quelli con forme quanto più simili possibile agli obsoleti “Diavolini”, unici a reggere un po’ meglio le spinte multi-direzionali della corrente.

Al fischio finale venivano portate alla pesa nasse molto variabili nella quantità dei contenuti, ma certo è che, anche in condizioni estreme come quella odierna, hanno prevalso i migliori ed a tale proposito è doveroso riconoscere la superba prestazione dei “Cannisti Senesi”, che hanno vinto tutti i loro rispettivi settori, meritandosi così un faceto, ma rispettoso appellativo già noto ai frequentatori di Match Fishing, come quello di “Gli uomini che sussurravano alle alborelle”.

Nel contempo però mi corre l’obbligo di ringraziare pubblicamente anche l’amico di sempre, Vito Benvenuti, il quale ha indossato per l’occasione le vesti del mio spondista personale, mettendo a mia disposizione la sua profonda esperienza con il piccolo pesce, permettendomi così di agguantare un dignitoso secondo di settore, schiacciato dalla superiorità di un imbattibile Nanni Stefano, primo assoluto della prova odierna.

L’unico aspetto interessante di una giornata così travagliata è quello di vedere venir fuori i pescatori di qualche anno fa, quelli che facevano della pesca all’alborella una tecnica altamente specializzata, che non accettava improvvisazioni e dove la cura maniacale dei particolari, anche apparentemente insignificanti, era una costante irrinunciabile.

Alla fine dei salmi, salgono sul podio dei rispettivi settori:

Settore A
1) Barcelli Guido >Cannisti Senesi
2) Guerri Jacopo >Cannisti Senesi
3) Frambati Fiorenzo >Lenza Senese Merse Sport
Settore B
1) Vannoni Massimo >Cannisti Senesi
2) Posticci Alessandro >Lenza Senese Merse Sport
3) Tani Massimo >Cannisti Senesi
Settore C
1) Turillazzi Maurizio >Cannisti Senesi
2) Munalli Giampaolo >Bianchi Neri
3) Ciani Roberto >Lenza Senese Merse Sport
Settore D
1) Nanni Stefano >Cannisti Senesi
2) Corbelli Marcello >Lenza Senese Merse Sport
3) Becatti Fabio >Cannisti Senesi.

Un caloroso saluto agli amici di Match Fishing
Marcello Corbelli
Siena 16 maggio 2010.
il nostro collaboratore Marcello CORBELLI

VEDUTA DEL CAMPO GARA

CORADESCHI MARCO

FOSI RAFFAELLO

STEFANO PACCIANI CAMPIONE IN CARICA

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