MONDIALI DI PESCA AL COLPO GIOVANILI: L’ITALIA NAVIGA NELL’ORO

 

Italia che naviga nell’oro quella vista ai campionati del mondo giovanili di Mantova con le squadre dell’under 22 e 14.

Due medaglie d’oro che si aggiungono a quella d’argento conquistata nell’individuale da Massimiliano Paglia nella categoria under 14.

Per gli azzurri si è trattato di una riconferma, ai vertici continentali, della propria forza dopo il successo ottenuto anche nelle edizioni passate in particolare quella dello scorso anno in Portogallo dove i podi furono addirittura tre.

Ma per raggiungere un successo così evidente è necessaria, oltre alla forza tecnica, anche un’organizzazione perfetta.

L’Italia ha messo in campo la forza del gruppo, un insieme di persone coese che hanno lavorato assiduamente per diversi giorni per raggiungere il miglior risultato.

E’ sicuramente la vittoria della Federazione e del progetto di rilancio del settore giovanile fortemente voluto da Antonio Fusconi, vero artefice di questa riorganizzazione vincente, insieme ad altri nomi illustri come Antonio Gigli e Maurizio Natucci.

Sul canale Fissero Tartaro il Team Italia era rappresentato da un gruppo di persone, tra agonisti, selezionatori e assistenti, che risponde al nome di:

Under 14: agonisti LORENZETTI MATTEO, PAGLIA MASSIMILIANO, PINCA SAMUELE, SALVI CLAUDIO, TAMAGNINI ANGELO, Ct: Maurizio Teodoro assistito da Alberto Neri;

Under 18: agonisti BORDIGA MATTEO, CASIRAGHI SIMONE, RIBONI ROBERTO, SAETTI LUCA, VISCIGLIA ALBERTO, Ct: Claudio Guicciardi, assistito da Luca Manelli;

Under 22: agonisti ITALIANI ALBERTO, RIMONDI MIRCO, ROMEGGINI CARLO, TASSINARI LORENZO, VINCO ANDREA Ct Rodolfo Frigeri assistito da Gino Govi.

Dietro le quinte a svolgere il lavoro prezioso di assistenza e coordinamento ci sono stati Gino Govi, Aldino Faccani, Paolo Bettella, Umberto Ballabeni, Jacopo Falsini, Maurizio Natucci, e Antonio Gigli, la Federazione FIPSAS di Mantova rappresentata dal Presidente Carbonello Boccola.

Ed ora tuffiamoci dentro il mondiale iniziando a conoscere il teatro di questo evento iridato.

IL CAMPO GARA

Il campo di gara Canalbianco Fissero Tartaro, che si stacca dal fiume Mincio a valle dei laghi di Mantova in località Formigosa, attraversa la pianura padana per collegarsi al mare Adriatico. Nel primo tratto chiamato col nome di Fissero Tartaro il canale ha le sponde in cemento, è largo circa 50 metri e profondo nel centro circa 4 metri. La fauna ittica è sufficientemente varia. Le specie ospitate sono in prevalenza : breme, carassi, gardon, alborelle e triotti, carpe e siluri.

Il campo di gara è stato suddiviso in 2 zone distanti pochi chilometri l’una dall’altra: il tratto di Garolda è stato riservato alle categorie under 14 e 18 mentre nel tratto di Cà Vecchia ci hanno pescato gli under 22.

LA PREPARAZIONE AZZURRA

Le tre squadre azzurre, under 14, 18 e 22, sono state portate gradualmente al mondiale con stage effettuati nelle settimane precedenti per fare acquisire ai nostri agonisti quella confidenza con la pesca delle breme che su questo canale è la specie ittica da gara per eccellenza.

Purtroppo il lavoro di impostazione tecnica sui ragazzi è stato vanificato in parte da una semina non concordata di pesce novello, rappresentato da piccole carpe e carassi, ad una sola settimana dal mondiale.

A pochi giorni dal mondiale l’Italia ha dovuto reinventare la strategia di pesca passando dalla pesca alla breme, con l’uso di terre e fouillis, alla pesca delle piccole carpe nel sottoriva con l’uso della pastura e bigattini.

Questa situazione ha certamente favorito le squadre avversarie che di fatto fin dal lunedì hanno impostato la loro preparazione sulla pesca delle carpette nel sottoriva.

Quando l’Italia si è accorta di questa variante imprevista era il giovedì ed è stata costretta a correre ai ripari avendo un solo giorno di prova, il venerdì, per la messa a punto della pesca vincente.

Il risultato ottenuto dall’Italia assume quindi maggior valore perché costruito all’ultimo momento e senza l’aiuto del fattore casa per le ragioni sopra dette.

SABATO 24 luglio PRIMA MANCHE

La gara inizia alle 10,30 al suono della sirena con la maggior parte degli agonisti che preparano due linee di pesca, al centro canale per la pesca all’inglese e sulla linea dei 5 o 6 pezzi di canna.

La strategia messa a punto dai tecnici dell’Italia prevedeva una pescata con lenza per raccogliere tutto il pesciolame possibile utile per posizionarsi nelle prime posizioni della classifica ed essere pronta a sferrare l’attacco decisivo in gara 2.

Frigeri e gli altri Commissari tecnici alla fine della prima manche raccoglievano piazzamenti in chiaro scuro con l’under 14 che domina gli avversari con sole 5 penalità distaccando di 10 punti la Slovacchia e di 11 la Francia in seconda e terza posizione.

Le squadre dell’under 18 e 22 arrancano un pò chiudendo entrambe in sesta posizione.

Fanno paura la Francia e l’Inghilterra le quali dimostrano di avere una marcia in più nella peschetta corta di velocità e infatti chiudono entrambe in seconda e terza posizione al termine della prima manche.

Gli occhi del pubblico (scarsino al sabato), sono tutti addosso ad un ragazzino inglese di sicuro avvenire, un certo Matt Godfrey già campione del mondo in passato nelle varie categorie degli under, che vederlo pescare fa capire qual è la differenza tra un agonista normale e un campione.

DOMENICA 25 luglio SECONDA MANCHE

L’aria è un pò più fresca, infatti il temporale scoppiato sulla zona venerdì notte ha abbassato le temperature di qualche grado, un giusto premio dopo una settimana di caldo torrido.

L’impostazione della gara è diversa tra le tre squadre italiane con l’under 14 più tranquilla per il vantaggio accumulato in gara 1 mentre l’under 18 e la 22 devono impostare una pescata per recuperare posizioni importanti per la classifica.

La fortuna regala all’Italia, nella categoria U 22, un sorteggio favorevole che destina le squadre che ci stavano davanti in classifica a scontrarsi tra loro.

L’Italia under 22 nei propri settori se la deve vedere con agonisti di squadre meno quotate trasformando in lupi affamati i nostri ragazzi che sbranano gli avversari dominando la seconda manche con 6 penalità.

Il successo dell’under 22 nasce il sabato pomeriggio nella riunione tra commissari e agonisti atta a definire le ultime cose da fare prima di mettere in campo la nuova strategia.

Si discute animatamente, si perfezionano le lenze, se ne costruiscono altre adatte per pescare dove la profondità dell’acqua è maggiore.

Frigeri ha deciso…a Cà Vecchia non si pesca più a cinque ma a sei pezzi di canna avendo notato che a quella distanza tra il pesciolame si potevano catturare anche qualche carpetta in più.

A Garolda i commissari Guicciardi e Teodoro a capo delle under 18 e 14 ritengono di non dover apportare modifiche sostanziali alla impostazione adottata in gara 1.

Bisognava sfruttare la gronda di erbe sommerse, alla distanza di sei pezzi di canna, dentro la quale il pesciolame tende a stazionare per evitare l’attacco dei predatori.

In gara due però il pesce di taglia, soprattutto carpe e siluri, attirato dal facile cibo che trova nel sottoriva attacca di continuo le lenze dei ragazzini facendo inarcare le canne.

Nella categoria under 14 l’Italia ha tre ragazzini su quattro con un primo e dando per scontato il podio per la squadra si spera di conquistare anche una medaglia come individuali.

Il pesce che avrebbe regalato il titolo di campione del mondo individuale l’ha avuto PINCO pallino ma la lotta con un grosso siluro viene persa dopo un lungo tiro alla fune.

Il bestione superiore agli otto chili si liberava grazie alla rottura della canna facendo venire la pelle d’oca dal dispiacere al folto pubblico che nel frattempo si era accumulato sull’argine.

Il ragazzino, immediatamente incoraggiato da Umberto Ballabeni, per dieci minuti è in preda allo sconforto ma poi si riprende riuscendo a catturare altri pesciolini.

Pesci catturati sul fischio finale giudicati non validi che facevano scoppiare in lacrime un ragazzino portoghese mentre un altro alla vittoria nel settore faceva esplodere la sua gioia con un urlo liberatorio e gli occhi lucidi di gioia.

Arriva la fine della gara e le informazioni come sempre accade in queste circostanze sono parziali e lasciano tutti con il fiato sospeso.

L’under 14 in gara due non va molto bene, chiude con 16 penalità, e la paura di non farcela è alta.

La Croazia con una gara perfetta da 6 penalità risale la classifica e ci fa sentire il fiato sul collo ma l’Italia resiste e mantiene la prima posizione che ci regala la medaglia d’oro.

La nazionale under 18 che aveva sofferto il sabato non trova i picchetti giusti per recuperare posizioni preziose in classifica e alla fine pur mettendocela tutta i ragazzi di Guicciardi per due punti perdono la medaglia di bronzo.

L’impresa invece riesce ai ragazzi di Frigeri a Cà Vecchia con l’under 22 i quali non sbagliano nulla e grazie ad una prestazione galattica vincono gara due con 7 penalità conquistando la medaglia d’oro.

Siamo dunque campioni del mondo con i ragazzini under 14 e con gli ometti già da morosa dell’under 22.

Un’Italia che naviga nell’oro!!

Dopo cori, tuffi nel canale e bottiglie di spumante stappate si corre tutti al ristorante e poi alle premiazioni ufficiali dove l’inno di Mameli risuonerà nell’aria più volte.

Un mondiale, quello del 2010 che ci ha regalato 2 medaglie d’oro a squadre e una d’argento individuale e se il buon giorno si vede dal mattino, considerato che anche nel 2011 i mondiali giovanili si svolgeranno in Italia sull’Arno pisano, siamo convinti che altro oro pioverà addosso alle nostre nazionali giovanili.

LE INTERVISTE:

<<Questi sono ragazzi straordinari e non vi nascondo le emozioni che mi hanno regalato con questa esperienza. Dopo il bronzo conquistato l’anno scorso arriva adesso la medaglia d’oro e quindi posso solo che esserne felice>> – queste le parole del vice Ct dell’under 14 Alberto Neri, mentre Maurizio Teodoro il Ct della nazionale under 14 esprime soddisfazione ma senza scomporsi più di tanto – <<Ho seguito i ragazzini fin dalle selezioni e quando li abbiamo portati allo stage premondiale mi sono reso conto che avevo tra le mani dei bravissimi ragazzi. Sono stati fantastici perchè hanno avuto la capacità di seguire tutti i consigli che gli abbiamo trasmesso durante le prove ma soprattutto durante le due gare senza sbagliare nulla. Qualcuno ha messo in campo anche la fantasia con inneschi mai visti sul Fissero come 4 caster su un amo del 14 che ha portato alla cattura di una grossa breme. Sono una squadra compatta e completa – continua Teodoro – dove c’è la mancanza di uno c’è la consistenza di un altro. Pur essendo giovanissimi sono in grado di supplire alle tante difficoltà che una gara ti presenta sempre. Questo fa di loro un gruppo straordinario che farà parlare di se anche in futuro>>.

La nazionale under 18 guidata da Claudio Guicciardi ha lottato in entrambe le gare fino all’ultimo secondo nel tentativo di prendere quei due pesci in più che avrebbero significato qualche penalità in meno. Ma la fortuna non sempre si accorge dell’Italia; in Spagna con la nazionale maggiore abbiamo perso il gradino più alto del podio per 2,5 penalità e la stessa sorte ci è toccata qui in Fissero con l’under 18 con la quale si perde il bronzo per sole 2 penalità.

La delusione sui volti dei ragazzi era notevole nonostante le coccole dispensate dal Ct Claudio Guicciardi.

<<ce l’hanno messa tutta e non posso recriminare nulla ai miei ragazzi; io vedo il bicchiere mezzo pieno e trovo che il lavoro di gruppo abbia portato dei risultati così come è avvenuto l’anno scorso in Portogallo. Oggi abbiamo avuto una griglia molto sfortunata e abbiamo trovato avversari molto forti tutti nei nostri settori. Se proprio volessi fare una critica questa la rivolgerei al tipo di format che produce squilibri da settore a settore con qualcuno concentrato di pescatori forti e altri più leggeri. Questa non vuol essere una scusante perché il nostro impegno è stato massimo e solo con un pizzico di fortuna in più si poteva arrivare al podio. Abbiamo collaborato tra i vari tecnici con scambio di informazioni continue dovendo assimilare in fretta la nuova pesca dovuta all’immissione di carpette. Pesce immesso a pochi giorni dal mondiale sul quale non eravamo preparati e questo ci ha fatto tribolare>>.

<<siamo arrivati a questo mondiale in modo un pò strano, eravamo abituati ad una pesca diversa e solo gli ultimi giorni abbiamo dovuto cambiare. Abbiamo buttato via due giorni di prove a causa del  pesce nuovo del quale non eravamo a conoscenza. Il giovedì abbiamo dovuto resettare tutto e ripartire da zero. Abbiamo fatto tutto al venerdì in poco tempo dal cambio della pasturazione alle lenze. Abbiamo messo da parte le terre e fouillis ma abbiamo usato solo  pastura e bigatti morti, per prendere plaquette e carpette. Abbiamo impostato la pesca sulla linea di pesca di 5/6 pezzi di canna, in gara 1 abbiamo pescato carpette e pesciolini su una linea di cinque pezzi mentre oggi avevamo impostato la pesca un po’ più lunghi per prendere qualche pesciotto più grosso.

Le squadre che ieri erano andate bene avevano forzato con la pasturazione dei bigattini ma due volte di seguito non paga e oggi infatti non sono andate bene.

Abbiamo un bel gruppo di validi e bravi ragazzi, tant’è che all’inizio dell’anno avevo detto che con questa squadra saremmo andati lontano e così è stato. Sono molto contento e voglio condividere questo successo con il mio assistente Gino Govi che è una persona eccezionale.

La forza del gruppo del Team Italia ha pagato ancora una volta, un gruppo rappresentato dalla federazione che sta lavorando bene con un progetto giovani fortemente voluto da Antonio Fusconi  e Maurizio Natucci i quali si sono messi in gioco anche loro. Poi non sempre può andare bene ma se si lavora così i risultati arrivano.

Dopo l’oro sfiorato in Spagna con la nazionale maggiore e altri argenti e un bronzo avevo tanta voglia di oro e da campioni del mondo si sta molto bene>>.

PANORAMICA DEL CAMPO GARA A GAROLDA

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