CARASSI MARCHIGIANI ALL’INGLESE

Siamo a maggio, e sulla Romagna finalmente inizia a splendere un sole che invoglia ad una salutare camminata lungo la spiaggia di Cesenatico ancora poco affollata per respirare l’odore del mare ma poi ci ricordiamo che siamo ammalati e che la cura giusta è respirare un altro odore, quello della pastura da pesca.
Presto fatto, quando c’è da andare a pesca il nostro neurone ci trasforma tanto che a caricare tutta l’attrezzatura in auto siamo più veloci dei meccanici della Ferrari quando devono cambiare le gomme.
Non c’è tempo da perdere in giornate come queste quello che conta è bagnare la lenza, impastare qualcosa e vedere dell’acqua davanti.
Poi i pesci arriveranno solo se saremo stati bravi a pescarli bene anche se ultimamente abbiamo imparato a soffrire un pò per via della scarsa pescosità con cui abbiamo fatto i conti nei vari canali.
La roubaisienne la stiamo utilizzando ininterrottamente da alcuni mesi con scarso rendimento e per questo la voglia di offrirsi a tecniche alternative è davvero tanta.
In onore di Pippa che non è quello che pensate voi ma la sorella di Kate Neo Duchessa di non so cosa, proviamo a pescare all’inglese.
L’auto è carica di tutto ciò che serve ma… e già.. ma dove si va?
I prossimi appuntamenti agonistici vorrebbero che l’auto andasse in direzione nord, verso Venezia e più precisamente lungo l’argine del canale Brian a San Donà di Piave ma sono le sette del mattino di sabato 7 maggio, e occhio e croce per arrivare lassù come minimo ci vogliono due ore e mezzo, con il rischio che non si riesca a calare la lenza in acqua visto che in questi giorni stanno provando tutti gli agonisti che dovranno affrontarsi nell’ambito della seconda prova del Trofeo di Eccellenza Nord.
E allora, mentre il cd fa risuonare la canzone degli Scorpions Still Loving You che ascolto sempre a tutto volume, senza volerlo mi ritrovo in autostrada direzione Ancona per raggiungere il lago di Fano.
Non è che questo lago sia proprio vicino a casa, ci sono pur sempre 80 km, ma per fare una bella pescata all’inglese di carassi è il luogo ideale.
A 40 metri di distanza dalla riva c’è tanta profondità e per questo si deve pescare a mezz’acqua sulla scia della pastura lanciata a spaccare in superficie.
Lenze da 20 grammi, fili e ami robusti perché in questo lago anche quando i pesci dovrebbero essere piccoli sono pur sempre da qualche etto in su.
E allora facciamo finta di essere sulle sponde del Brian, sia come pesca che come impostazione e alla fine ne risulterà un buon allenamento sia per lanciare la lenza ma soprattutto per pasturare cercando di perfezionare il lancio con la fionda di piccole palline di pastura.
Le carpe famose di questo lago, che sono la delizia di tanti appassionati di carpfishing oggi mi hanno lasciato in pace perché volutamente ho evitato di buttare bigattini incollati.
Per questa prova ho usato una buona pastura Tubertini, la Gold Yellow Medal, e i carassi non hanno tardato ad arrivare sulla linea di pesca.
Innesco di lombrico alternato al fiocco di bigattini sono state le due opzioni che hanno reso di più.
Una buona pescata di carassi marchigiani in attesa di incontrare quelli dall’accento veneto sul Brian.
Un saluto a tutti da Alessandro di Match Fishing.

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