AGONISMO: LA PAROLA AL COMITATO DI SETTORE DELLA FIPSAS

MATCH FISHING IN OCCASIONE DELL’AMICHEVOLE ITALIA BELGIO HA INCONTRATO IL COMITATO DI SETTORE ACQUE INTERNE FIPSAS PER UNA CHIACCHERATA A TUTTO RAGGIO SULL’AGONISMO.

A questo dibattito hanno partecipato Maurizio Natucci, Antonio Fusconi del Comitato di Settore FIPSAS e Giuliano Boldini Presidente Fipsas di Ferrara.

La prima domanda rivolta a Natucci è stata questa:

Maurizio cosa pensi dell’articolo pubblicato su Match Fishing da Umberto Tarterini dal titolo “la classifica ha sempre ragione” e il conseguente dibattito che si è acceso al riguardo?

“prima di entrare nell’argomento voglio precisare una cosa a cui tengo molto, cioè, io ho letto bene l’articolo di Umberto Tarterini, che tra l’altro aveva pubblicato già qualche anno fa su Noi Pescatori, e non ci trovo niente di strano rispetto a quello che dice perchè ognuno ha le sue opinioni ed è giusto che le esprima, fortunatamente siamo in un paese democratico dove c’è la libertà di stampa per cui rispetto quelle che sono le sue opinioni.

Quello che non riesco a convenire, bisogna che lo dica, è il modo in cui lui mette in dubbio l’imparzialità dello staff tecnico della nazionale.

Lo dico ufficialmente perchè questo gioco al massacro non porta da nessuna parte e non funziona perchè seminare certe insinuazioni sulla gestione effettuata dai nostri Commissari tecnici non va bene, o si hanno delle prove da dimostrare sulla cattiva fede di un nostro capitano e allora non ci sarà nessun tipo di problema ad allontanarlo, oppure è meglio riflettere prima di scrivere certe cose perchè anche solamente insinuare certi interrogativi sulla malafede dei nostri staff tecnici, specie se fatti da un giornalista, crea danni irreparabili.

Gli stessi dubbi potremmo averli anche noi, sulla imparzialità di un giornalista  quando scrive, perchè le aziende del mondo della pesca pagano la pubblicità ai giornali e quindi difficilmente si avranno opinioni contrastanti con gli effettivi interessi di questa o quella azienda.

Quindi farei presto a dire che tutti quelli che scrivono non sono sempre obiettivi perchè sono condizionati dalle aziende e pertanto non si può mettere in dubbio l’onestà intellettuale delle persone che hanno ricevuto un incarico dalla federazione per fare gli interessi della nostra bandiera.

Il Comitato di settore svolge un ruolo super partes e ha il dovere di vigilare sull’operato dei nostri capitani tecnici.

Noi dirigenti, per statuto, non possiamo avere nessun collegamento professionale con aziende del mondo della pesca.

La Federazione tutela gli interessi dei propri tesserati e lo dimostra lo scontro con le aziende del settore, di qualche anno fa, quando ha deciso di ridurre la misura delle canne roubaisienne da 14,50 a 13 metri

Quindi ti posso garantire che noi nutriamo grande fiducia nei confronti del nostro staff e verso i  nostri capitani.

Siamo sicuri al 100% che le loro scelte non sono assolutamente condizionate da nessuno e da nessuna azienda.

LA SELEZIONE DELLE NAZIONALI: MEGLIO LA SCELTA TECNICA O LE CLASSSIFICHE?

Vedi non è così per tutte le nostre squadre, perchè il format che abbiamo non è uguale per tutte le nazionali. Nei ragazzi non esiste lo stesso format dei seniores, nelle donne è la stessa cosa, perchè non dimentichiamoci che noi parliamo di colpo ma noi abbiamo tante altre discipline come lo spinning, la trota, la carpa  e così via, ognuno ha le sue regole e dipendono dal tipo di promozione che vogliamo dare ad ogni campionato.

PARLACI DELLA UTILITA’ DEL CLUB AZZURRO DA QUALCUNO MESSO IN DUBBIO SULLA SUA EFFICACIA..

Se ti ricordi bene, fino ad una decina di anni fa esistevano le famose super selezioni, cioè su un campionato del club azzurro di 4 o 6 prove i primi dieci incontravano i dieci della nazionale uscente e questi venti agonisti facevano le super selezioni.

Alla fine i primi dieci formavano la nazionale però al di la di tutto c’era il capitano che tra questi dieci sceglieva chi doveva fare il mondiale, l’europeo, le amichevoli e così via, quindi è rimasto tutto invariato come oggi, per cui dire che le cose andavano meglio quando c’era Carlo Chines perchè pescava chi arrivava non è vero perchè anche Chines faceva pescare chi riteneva più adatto alla circostanza.

A prescindere da tutto i nazionali sono 10 con qualcuno che pescherà all’europeo, qualcuno pescherà al mondiale e voglio ricordare che negli ultimi anni le persone che vengono dal club azzurro, dato che parliamo di club azzurro, e che hanno partecipato al mondiale o all’europeo sono tantissime mi vengono in mente i nomi di Prandi, di Fini, di Boni lo stesso Premoli, gli stessi Bosi e Carraro e poi Marco Genovesi e Alessandro Bruni, insomma tutte persone uscite dal club azzurro.

Ma tornando indietro di una decina d’anni, quando c’è stato il ricambio generazionale, dove noi abbiamo perso alcuni personaggi importanti per raggiunti limiti di età, purtroppo, o per problemi diversi che possono derivare dal lavoro, vedi Trabucco, Casini lo stesso Barbetta e mi scuso se me ne dimentico qualcuno, abbiamo dovuto fare di necessità virtù, dando la possibilità ai capitani di creare la nazionale intorno a cinque atleti che vengono scelti anno per anno fra i 10 componenti la nazionale uscente.

Oggi è così e non è detto che rimarrà così per sempre, per carità tutto è migliorabile, però questo metodo ci ha portato dei grandi risultati e non sempre si può vincere perché ci sono anche gli altri.

A volte possiamo arrivare anche quarti o quinti.

Vent’anni fa c’erano meno Nazioni al nostro livello, c’era la Francia c’era l’Inghilterra c’era l’Italia ogni tanto si inseriva il Belgio mentre oggi abbiamo anche le squadre dell’est che hanno fatto passi in avanti da gigante, i polacchi e russi la Slovacchia gli ungheresi tutte squadre che possono dire la loro quindi il livello di competitività si è molto elevato rispetto a 15 – 20 anni fa.

Vorrei comunque ricordare a tutti che negli ultimi 6-7 anni da quando abbiamo utilizzato questo format la nazionale italiana è sempre stata tra le prime della classifica finale.

Quindi il club azzurro così com’è stato pensato lo si ritiene utile e valido come palestra per preparare futuri agonisti in previsione di una maglia azzurra.

Abbiamo fatto una scelta politica ben precisa, quindi le polemiche che nascono dopo da parte degli agonisti mi sorprendono perché tutti conoscono le regole del gioco e prima di cominciare le condividono sottoscrivendole.

Non è che abbiamo nascosto qualche cosa quindi, ripeto, noi non abbiamo la verità in tasca questo Comitato di settore tre anni fa quando è stato eletto ha espresso questa opinione e ha trovato la condivisione di tutto il mondo degli agonisti.

Comunque tra un anno e mezzo ci saranno le nuove elezioni ed è mia intenzione, se deciderò di ricandidarmi, portare avanti la strada intrapresa ma se qualcuno pensa che non sia la soluzione giusta non è un problema non ci eleggano e verrà qualcun altro a gestire l’attività agonistica, con altre motivazioni e con altre idee.

VI SI ACCUSA A VOI DEL COMITATO DI SETTORE DI NON ASCOLTARE MAI LA BASE…

Anche su questa cosa voglio fare chiarezza; voglio dire che noi facciamo parte di un comitato di settore che è ben disposto ad ascoltare la base vedi quello che è successo con il sud dove abbiamo partecipato ad una riunione ascoltando i diretti interessati, modificando le nostre impostazioni e condividendo un percorso di rilancio dell’agonismo per il futuro, non è che siamo quei personaggi che si chiudono nelle stanze dei bottoni senza vedere e senza ascoltare.

Tutte le domeniche i nostri rappresentanti e collaboratori sono in giro sui vari campi di gara e vivono il clima ogni domenica recependo soddisfazioni o malumori che poi vengono puntualmente riportate ai fini di una gestione del sistema.

Ma purtroppo c’è anche una situazione che non sempre è gestibile perché noi non possiamo nemmeno correre dietro ogni domenica alle singole proteste di ogni singolo individuo perché il nostro lavoro consiste nel rapportarci certamente con la nostra base ma dobbiamo poi fare i conti anche con le amministrazioni locali con le istituzioni e pertanto non mi sembra che questa sia una federazione che non ascolta.

ANTONIO, CLUB AZZURRO UNA FUCINA DI NUOVI NAZIONALI? O PASSERELLA INUTILE?

La federazione quando ha fatto questa scelta aveva degli obiettivi ben chiari noi venivamo da una serie di mondiali dove avevamo visto che c’era poca collaborazione tra i ragazzi e dovendo ricreare un gruppo che è importantissimo, quello che abbiamo avuto per tanti anni che ormai era finito o in decadenza, abbiamo dovuto per forza dare la possibilità ai capitani di scegliere delle persone che facessero un nuovo gruppo questo è un gruppo che crea lo zoccolo duro e che ogni anno come abbiamo visto viene affiancato da nuove leve.

Fare gruppo tra di loro in nazionale non è facile ma noi ci siamo riusciti con persone che hanno perso quel minimo di rivalità che si trascinano dai rispettivi club.

Si sono completamente aperti l’uno con l’altro scambiandosi le informazioni e pensare che questi componenti si confronteranno fra due o tre mesi nella finale del campionato italiano di società o nelle gare di eccellenza ma tra di loro abbiamo notato grande sintonia, grande apertura e massima stima reciproca.

Nel mondiale della Finlandia nel 2005 non ci si parlava, più di tanto, all’interno del gruppo Italia e  ognuno cercava di difendere le proprie conoscenze per partecipare come titolare al mondiale; da qui ci siamo resi conto che la cosa fondamentale era il gruppo e bisognava trovare il sistema di far cessare queste diffidenze e rivalità reciproche e plasmare la squadra ad immagine del capitano e dello staff tecnico.

Infatti nacque il metodo di selezione che tuttora esiste e abbiamo fatto questa scelta: cinque persone attorno alle quali girano altre persone che vogliamo far crescere, provenienti dal club azzurro.

A questo riguardo vorrei ricordare che uno come Andrea Fini, che per cinque anni è entrato in nazionale dal club azzurro, per la prima volta ha indossato la maglia azzurra in competizioni ufficiali dopo avere fatto la sua bella lunga gavetta.

Però lui non si è mai lamentato ha sempre accettato le regole del gioco anche perché tutti quelli che sono nel club azzurro accettano delle condizioni ben precise prima.

Voglio dire che il Comitato di Settore  da un po’ di anni ha fatto la scelta di prendere negli stopper delle persone che la federazione ritiene meritevoli come se fosse considerato come un premio alla carriera e soprattutto giovani in evidenza.

Noi tutti gli anni ci troviamo con 30 – 40 persone che chiedono di entrare tra gli stopper e questo a dimostrazione che non è così male o brutto questo club azzurro e che forse chi ne sparla è perché non è mai riuscito ad entrarvi.

MAURIZIO MI VIENE DA DIRE CHE ALTRE ESPERIENZE OLTRE CONFINE VEDI IN INGHILTERRA VANNO PROPRIO IN QUESTA DIREZIONE CON LA SQUADRA INGLESE FORMATA DA DIVERSI ANNI DAGLI STESSI COMPONENTI, LA NAZIONALE INGLESE FORMATA DA UN GRUPPO CEMENTATO E CONSOLIDATO E LE LORO SODDISFAZIONI SPORTIVE NEGLI ULTIMI ANNI SONO STATE DAVVERO TANTE

l’Inghilterra se noti ha inserito negli ultimi anni un giovane emergente un certo Will Raison e per noi anche la sola scelta tecnica ci sembrava limitativa e quindi poter mettere in nazionale anche chi dalle classifiche del club azzurro riesce a primeggiare soddisfa sia la scelta tecnica che la classifica.

La nostra politica è quella di far crescere dei giovani che alla lunga possono ricevere il testimone ed essere pronti all’occorrenza a ricoprire da titolari certi ruoli in nazionale.

CI PUOI DIRE COSA E’ SUCCESSO RECENTEMENTE CON LA POLEMICA SORTA TRA I RAGAZZI DELLA NAZIONALE?

Nelle ultime settimane si era sollevata una polemica su un episodio che poi è stato chiarito e mi riferisco alla mancata partecipazione di alcuni componenti della nazionale nell’ambito di una pescata effettuata privatamente qui ad Ostellato.

Anche su questo credo che sia necessario chiarire per spiegare bene come stanno le cose.

Il chiarimento prima di tutto c’è stato all’interno del gruppo della nazionale perché su certe cose noi siamo abituati a parlarne al nostro interno e a chiarirci tra di noi e non pubblicamente su un forum.

È successo che quel gruppo di ragazzi che erano a pescare avevano deciso da soli al ritorno dal campionato europeo di effettuare una pescata dimenticandosi di invitare Solfanelli e Vezzalini.

Mi hanno chiamato, mi hanno informato chiedendomi di poter vestire in quell’occasione la maglia azzurra della nazionale e io non ho fatto altro che prenotare un pezzo di campo di gara e sono stato contento di questa situazione, sinceramente anch’io non ho pensato al fatto se avessero chiamato tutti compreso Solfanelli e Vezzalini un po’ perché in questi giorni con il mondiale ho mille pensieri in testa e un po’ perché era una pescata privata da loro organizzata in previsione di un mondiale che giocheranno in casa e che sentono tantissimo e quindi a noi fa solo che piacere vedere l’impegno di questi agonisti.

Dopodiché il fatto che solo Solfanelli e Vezzalini non siano stati invitati è solamente dipeso da una pura dimenticanza ma l’unica cosa che non m’è piaciuta è stato l’intervento di Solfanelli sul forum di matchfishing perché Marco Solfanelli sa benissimo che certe cose le doveva chiarire con chi di dovere nelle sedi opportune perché dopo quando si fanno certe dichiarazioni pubbliche è molto difficile tornare indietro.

Ma su questo credo che Antonio Fusconi possa dire qualcosa al riguardo visto che i ragazzi hanno parlato con lui.

ANTONIO ALLORA TUTTO A POSTO?

devo dire che si era creato un clima attorno alla nazionale un po’ delicato i ragazzi sono tutti in tensione perché questo mondiale in casa lo sentono molto, si sentono sott’esame, e quindi cercano di dare il massimo, hanno chiesto di effettuare un chiarimento con Vezzalini e Solfanelli anche per insegnare a chi è nuovo di questo ambiente che eventuali problemi prima di metterli in piazza si devono discutere in casa.

Questa nazionale è aperta al confronto, al dialogo, e vuole il rispetto l’uno verso l’altro.

È vero che l’episodio è stato particolare, con la federazione che non ha fatto altro che trovare un pezzo di campo di gara autorizzando i ragazzi a vestire la maglia azzurra.

Si è trattato di un semplice puro disguido.

Se la cosa è organizzata dalla federazione noi convochiamo ufficialmente gli atleti e abbiamo anche tutti i diritti in teoria di poter convocare anche solo le persone che noi riteniamo più idonee per quel determinato tipo di pesca o campo di gara senza doverci giustificare.

Noi non abbiamo fatto nessuna convocazione e nessuna comunicazione perché non era niente di ufficiale anche se indossavano la maglia azzurra (per la quale hanno avuto l’autorizzazione a vestirla).

Ci fa piacere vedere che i ragazzi sono legati alla maglia della nazionale, sicuramente hanno peccato di ingenuità e sono stati un po’ superficiali ma posso garantire che chi aveva preso questo tipo di iniziativa si è scusato con i diretti interessati.

I ragazzi stessi hanno ammesso, senza nessun tipo di problema e senza cercare scusanti, di essersi dimenticati di avvisare gli assenti e farlo avrebbe evitato una serie di spiacevoli polemiche, quello che però ritengo sbagliato è che nonostante i chiarimenti che sono stati dati a Marco, lui abbia deciso di esternare comunque la propria amarezza.

Ognuno è libero di esprimere una propria opinione ma dopo le parole di Marco su Match Fishing si è scatenato un dibattito negativo tra i pescatori italiani che in gran parte  non conoscono come funziona la nazionale che è degenerato in illazioni e offese nei confronti di tutti, staff e componenti della nazionale inclusi.

Purtroppo ci sono state insinuazioni pesanti si è definito il gruppo come mafioso e sono stati colpiti direttamente alcuni atleti che questa maglia la vestono da tanti anni e che portano con onore in alto il nome della nostra nazione.

Sono convinto che se oggi Marco Solfanelli potesse tornare indietro lo farebbe molto volentieri visto l’affetto e la disponibilità che ha ricevuto sul piano umano e tecnico in questi giorni.

Pescare con la nazionale anche grazie ai confronti amichevoli con altre squadre vedi il Belgio o la Francia ci ha permesso di crescere moltissimo nel corso degli anni nella pesca alla breme è quello che i nostri agonisti di vertice della nazionale hanno imparato a livello internazionale lo hanno poi trasmesso anche tutti gli altri.

Quando fa comodo qualcuno pensa ad una nazionale succube degli sponsor perché composta da ragazzi che fanno parte di società importanti, dimenticandosi però che se in questi anni in Italia siamo cresciuti tanto nella pesca delle breme, lo dobbiamo a loro che hanno messo a disposizione di tanti la loro esperienza internazionale basta pensare a  quante sono le società che orbitano intorno a questo o a quello sponsor.

Abbiamo imparato come si pescano le breme andando all’estero, abbiamo imparato a bagnare la terra e come si fa il pongo che fino a tre anni fa si pensava fosse quello che usano i bambini per fare le statuine; queste cose non vengono mai considerate.

ANTONIO IL SETTORE GIOVANILE E’ UN TUO PALLINO E MI PARE CHE LA STRATEGIA ADOTTATA VI ABBIA DATO RAGIONE. E ANCHE QUI VIGE LA SCELTA TECNICA!

Per parlare di settore giovanile dove anche su questo si è sollevato una certa polemica va detto che noi non abbiamo nelle società un’attività specifica per i giovani e questo comporta che l’unico momento di valutare i ragazzi in previsione della nazionale arriva all’interno del campionato italiano giovanile e dal club azzurro giovani.

Quindi i capitani sono tutti convocati quando ci sono le prove del club azzurro perché è quello il momento in cui si devono valutare le qualità dei giovani.

Perché in mezzo, al di là delle classifiche, ci può sempre essere qualcuno con certe caratteristiche che può essere notato per le sue qualità e inserito nel gruppo degli azzurrabili.

Ti dirò che è molto più facile seguire il settore giovanile anziché il settore dei seniores perché i giovani si mettono completamente a disposizione dei capitani e quindi il capitano è lui che pesca qui per fare questo devi trovare le persone adatte, devo dirti che siamo molto contenti delle scelte che i C.T. hanno fatto, mi ha piacevolmente colpito la scelta di Claudio Guicciardi che ogni anno all’interno del gruppo degli under 18 porta qualche under 16 a dimostrazione che la scelta di creare un club azzurro della categoria degli under 16 è stata utile, prendiamo ad esempio Leonardo Zagli cresciuto nella scuola di pesca di Umbertide con Franco Bisi che ha fatto tutta la trafila ed è riuscito ad entrare quest’anno in nazionale ed è quarto o quinto in classifica di rendimento nella serie A 3.

Quindi il nostro scopo è quello di creare un’ossatura di ragazzi con dei validi ricambi che ci possono garantire una continuità di risultati nel futuro.

Maurizio Natucci…

c’è da dire che la federazione ha organizzato la scuola di pesca, il club azzurro per i giovani, ma poi le società a livello di base non organizzano attività specifiche di carattere giovanile e questi pescatori under 18, under 22 non trovano mai gli spazi né dentro le varie società e quindi alcuni cambiamenti andrebbero operati proprio alla base.

CON GIULIANO BOLDINI PARLIAMO DI QUESTI MONDIALI IN AVVICINAMENTO: CI FAI IL PUNTO DELLA SITUAZIONE?

I campionati sono 25 e non 26 perché il 26º che era il lancio tecnico che era previsto a Firenze al Parco delle cascine non l’abbiamo fatto per incomprensioni con la federazione internazionale del lancio.

Siamo arrivati ormai, mancano poche settimane, l’impresa è titanica ma ci siamo abituati; tutta la federazione si sta muovendo.

Comunque la struttura è collaudata, alcuni problemi comunque ci sono come le mancate promesse o le incertezze di alcune amministrazioni e degli enti locali, questa finanziaria ha creato un po’ di problemi a tutti quindi dispiace dirlo ci sono alcune cose che non sono state confermate da alcuni comuni, province o regioni, però ormai il processo è avviato e andiamo avanti.

Vi aspetto tutti il 28 agosto alle 16.00 a Firenze per l’inaugurazione ufficiale dei giochi mondiali della pesca presso le cascine dove ci sarà la presentazione poi da lì ognuno andrà nei vari luoghi dove verranno svolti i campionati del mondo di ogni disciplina.

Si chiude con Ostellato con la pesca al colpo che è l’ultimo campionato quello più numeroso nel quale parteciperanno 36 nazioni.

Il campo di gara di Ostellato sembra che sia tutto a posto, la pescosità c’è, la strada lungo il canale è stata sistemata e il prato lungo gli argini è stato sfalciato.

IN QUESTO MONDIALE È PREVISTO UN FLUSSO ENORME DI PERSONE STIMATO TRA LE 20.000 E LE 30.000 UNITÀ; AVETE PREVISTO EVENTUALI PARCHEGGI E MEZZI DI TRASPORTO PER ACCOMPAGNARE GLI SPETTATORI SUL CAMPO DI GARA?

il consiglio che vorremmo dare a tutti quelli che arriveranno ad Ostellato è di prendersi dietro una bicicletta per poter circolare tranquillamente lungo il campo gara.

La mobilità delle persone è un problema che abbiamo già stato affrontato con l’amministrazione locale e con la protezione civile quindi diciamo così che in linea di massima si potranno utilizzare i parcheggi esternamente alle vallette e nella zona del campo di gara valle lepri oltre a quelli che sono nel centro di Ostellato, inoltre sarà a disposizione il grande parcheggio dello zuccherificio sulla strada che porta a San Giovanni di Ostellato (in prossimità dell’uscita della superstada Ferrara-Mare) che sarà collegato con un servizio di navette al campo di gara.

LAVORI IN CORSO ALLA COVATO

BENE RINGRAZIAMO I NOSTRI OSPITI PER LA DISPONIBILITA’ E PER LE COSE DETTE CON FRANCHEZZA.

SIAMO SICURI CHE QUESTO ATTEGGIAMENTO E’ IL MODO MIGLIORE PER DIALOGARE E INFORMARE CORRETTAMENTE CHI OGNI GIORNO CI LEGGE.

GRAZIE ANCORA E BUON LAVORO A TUTTI.

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