VAN DEN EYNDE 2012: Sezione Feeder. Vince Gregorio Monego

Verso la metà del mese di gennaio, quando ancora le mie attenzioni erano rivolte ai cinghiali nascosti nel fitto della macchia mediterranea, giunse inaspettata una lieta novella: nell’edizione 2012 del Memorial Van Den Eynde sarebbe stata inserita una sezione riservata alla pesca a feeder.

La notizia percorse alla velocità della luce i collegamenti informatici e telefonici degli appassionati del settore e in men che non si dica i vari forum iniziarono a ribollire di commenti, molti dei quali avanzavano però un dubbio atroce: “Memorial Van Den Eynde Feeder, Ostellato 1/4/2012”………..il primo di aprile, in occasione di una gara così prestigiosa ??……….Non sarà mica un “pesce”?

L’infausta ipotesi venne prontamente smentita e per la gioia dell’ambiente feederofilo, voci probe confermarono che era tutto vero, proseguendo sullo stesso percorso già avviato con l’Italian Master del 2011.

Dall’ufficializzazione dell’evento ad oggi sono passati oltre due mesi trascorsi in trepida attesa, impegnati nel riordino delle idee e dell’attrezzatura, così da non giungere impreparati al primo vero appuntamento della nuova stagione agonistica. Durante questo lasso temporale siamo passati dalla terribile nevicata di febbraio alle temperature davvero inusuali di un marzo decisamente caldo, perlomeno fino al giorno prima della gara, quando lungo le sponde del Valle Lepri il termometro registrava massime di 25°, con tanto di pescatori vestiti con abbigliamento tipicamente estivo.

La smania della prima uscita e le temperature quantomai gradevoli, lasciavano ragionevole spazio per delle rosee previsioni, tristemente sbriciolate nel corso delle prove preliminari, quando il Circondariale di Ostellato ha rivelato tutta al sua avarizia, lasciando l’amaro in bocca a molti pescatori che hanno chiuso la sessione di prova con un pesce o due o peggio ancora con pescato zero.

Difficile stabilire il perché di tutto questo e come sempre le molteplici tesi si rincorrono, ipotizzando un pesce già sazio di fouille e ver de vase, abbondante nel canale per la schiusa stagionale, ma anche reso apatico dall’acqua stagnante per via dalla siccità; certo è che le breme sono in frega e i vistosi tubercoli nuziali dei maschi ne sono la dimostrazione, così come è altrettanto certo che io, come penso molti altri, avevo ben chiaro che……non avevo nemmeno una certezza piccola, piccola su come impostare la gara del giorno dopo.

Il tratto di campo gara assegnato alla tecnica Ledgering è quello conosciuto con il nomignolo di “Cavalli” e quello che subito è stato evidente non appena giunti in loco, è stata l’eccellente opera di sistemazione del campo, a dimostrazione di un encomiabile lavoro svolto. Un biglietto da visita che da la misura sull’eccellente qualità organizzativa messa in campo dalla G.P.O. Imolese Tubertini, necessaria per una manifestazione imponente come il Memorial Van Den Eynde.

Il mattino seguente alle ore 9,30, un coro di trombe pneumatiche annuncia l’inizio gara e i tonfi dei pasturatori volati in acqua lasciano subito intuire una strategia comune sulla distanza di pesca al centro canale. Solo qualche temerario spara i feeder a ridosso delle canne dall’altra parte del canale, alla ricerca forse di un carassio over size o, meglio ancora, di una frega di breme.
Nel frattempo le gradevoli temperature del giorno precedente sono scese repentinamente di almeno 12° e un forte vento scorrazza sul Valle Lepri costringendo i partecipanti a coprirsi con tutto quello a loro disposizione.

Salvo rare eccezioni, le pasture nere o quantomeno molto scure, hanno monopolizzato l’azione di brumeggio ed i finali da 0,10 a 0,14, lunghi mediamente 70/80 cm. armati con ami dal n° 18 al n° 14, sono stati quelli più usati.

Nel corso delle prove appariva evidente la supremazia del lombrico per selezionare la taglia, mentre in gara si è rivelato vincente l’innesco con i bigattini bianchi, sia vivi che allungati.

Certamente grazie alla massa d’acqua smossa e quindi ossigenata sotto la spinta del vento, la scarsa pesca di ricerca rilevata durante le prove, è stata letteralmente stravolta a favore di un’ottima risposta del pesce, che ha fatto registrare medie di 5/6 kg. pro-capite, con livelli minimi di 2/3 kg. fino ai massimi di oltre 14 kg.

Per quello che mi riguarda, nei primi 20/30 minuti di gara il vento ha fortemente influito sulla riuscita dei miei lanci rendendo difficile mettere il pasturatore, non dico nello stesso punto, ma nemmeno in un quadrato di 5×5.

Nonostante la massima imprecisione, al terzo lancio, la canna ha segnalato chiaramente un’abboccata e una breme di almeno due kg. si è fatta portare fino a un metro dal guadino per poi riprendere il largo, svincolata dal mio amo……. e se chiunque in simile frangente sarebbe rimasto senza parole, io invece no. Di parole ne ho dette una tale sfilza, che temo proprio di aver compromesso in “saecula saeculorum” il candore della mia anima.

Proseguo la gara in modo assolutamente sterile, totalmente incapace di adeguarmi a condizioni così avverse e se non fosse stato per il profondo, doveroso rispetto che nutro nei confronti degli altri concorrenti, avrei riposto tutto l’armamentario e sarei andato in macchina a riscaldarmi.

È vero però che sono condizioni simili, quelle che fanno emergere i veri ossi duri e per il Memorial Van Den Eynde Feeder 2012, il più duro di tutti è stato Gregorio Monego.

Ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, ha dimostrato a tutti che le breme di Ostellato hanno per lui ben pochi segreti e siccome la sua squisita disponibilità è seconda solo alla sua bravura, ho approfittato per farmi dire come ha risolto la sua gara e Gregorio, con disarmante semplicità mi ha detto di aver impostato la pesca poco oltre il centro canale, senza fare nessuna pasturazione preventiva, iniziando fin da subito a prendere pesce; la sua lenza dall’inizio al fine gara è stata pressoché sempre la stessa, costruita con un finale dello 0,16, lungo 70 cm. ed un amo del n° 20; l’innesco più redditizio si è rivelato quello con due bigattini bianchi allungati, mentre il suo cage feeder, un Cormoran da 40 gr. ha veicolato in acqua solo della pastura “breme Competition” della Pan & Company, integrata con del mini pellet da 3 mm.

La canna utilizzata da Gregorio è la sua fedele Daiwa Turnament Pro Feeder 12/13 ft., armata inizialmente con un quiver da 2 oz, per scendere dopo ad un’oncia e mezzo, ritenuto più adatto ai delicati accenni delle breme, che dovevano essere necessariamente ferrate al momento giusto.

Premesso che concettualmente la strategia di Gregorio è più o meno simile a quella adottata anche dagli altri, voglio aggiungere una considerazione tutta personale, la dove ritengo che la differenza vera vada cercata nel punto esatto dove finisce il calcio della canna e inizia la mano del pescatore e quella di Gregorio e davvero una mano che fa la differenza e se il mio intuito dice il vero, credo proprio che sentiremo ancora parlare a lungo di lui.

Con le mie considerazioni riguardo la gara di Gregorio Monego, non intendo assolutamente sminuire il valore degli altri concorrenti, anche perché alle costole del vincitore, ci sono altri pezzi da novanta come il Nazionale Stefano Mariotti, secondo in classifica generale e come lo stratosferico Paolo Zaffani, terzo assoluto, seguito nell’ordine da Daniele Bonali, Marco Scartabellati, Angelo Pizzi e Roberto Bonometti, tutti vincitori dei loro rispettivi settori.

Queste sono le sette stelle che hanno brillato in occasione della prima edizione feeder di un combattutissimo Memorial Van Den Eynde 2012, ma dite loro di non farsi illusioni, siamo tutti in fremente attesa del prossimo appuntamento e allora sarà lotta dura. Che si godano pure oggi il loro momento di gloria perché da domani si riparte e saranno proprio loro quelli da battere…..”chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza”. Fino alla prossima però…… Onore ai vincitori.

Un saluto agli amici di Match Fishing

Marcello Corbelli

stagione da lupi

Ostellato offre sempre uno spettacolo suggestivo

un saluto agli amici di Match Fishing

tipica espressionedi chi sa il fatto suo

Michele in azione

il Mazzarella tratta la sua pastura coi guanti bianchi

comunque vada tutto ok

luca caslini di match fishing intervista il vincitore gregorio monego

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