CIS FEEDER: LE INTERVISTE A GLAUCO TUBERTINI, MANUEL MARCHESE E MICHELE CAPOCCIA

Manuel, Stefano, Michele e Paolo sono scesi dal podio ed hanno festeggiato assieme ai ragazzi delle altre squadre ed a Glauco Tubertini, il loro CT di questi giorni, che li ha supportati in tutto, spronati e motivati al massimo per arrivare a questo straordinario successo in questo 1° Campionato Italiano per squadre di Società di pesca a feeder.
La gioia tra gli uomini di Bazzano é palpabile e le risate e le battute si rincorrono e si sovrappongono.
Proprio del leader della Tubertini le prime dichiarazioni “a caldo” su questa prestigiosa vittoria.

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Glauco, sei il Capitano di questa grande squadra che oggi ha realizzato il primo, Grande Slam della pesca sportiva italiana. La Lenza Emiliana Tubertini, prima in Italia e forse non solo, in questo 2014 ha centrato il massimo risultato in tutti i campionati italiani in cui é stata impegnata con i suoi uomini ed é entrata di diritto nella storia sportiva di questo Paese…

“Si, Natante, Pesca al Colpo e Feeder sono le tre specialità in cui la nostra Società é impegnata e quest’anno appendiamo sui muri della nostra “hall of fame” tre Scudetti dal significato simbolico immenso, come puoi immaginare. Sono gioie che non si possono descrivere, bisogna viverle. Ed io, noi, abbiamo oggi questa fortuna. Il merito di questo va tutto a questi ragazzi, a tutti i soci della Lenza Emiliana, di tutte le specialità. Tutti, indistintamente, gli atleti, gli accompagnatori ma anche di coloro che ci lavorano, tutti contribuiscono affinché questi successi si realizzino, che questa grande macchina vada avanti con successo. Grazie a tutti!!!”

 Manca il capostipite, oggi, manca Lele…

“Si fisicamente mio padre manca ma moralmente è qui con noi. Ora é in Portogallo, con la nostra squadra della Canna da Natante per il Mondiale per Club.”

Speriamo allora che mi tocchi cambiare il titolo del pezzo: da un tris ad un poker!

“Magari! Siamo comunque già immensamente contenti così, oggi.”

 Torniamo al feeder. Cosa c’é dietro il successo di oggi, dietro questo splendido gruppo?

“I ragazzi sapevano che per noi, per la famiglia, per l’azienda, per la Società ed il suo Presidente Galliani questo titolo per Società era molto importante. Alla base della filosofia della Lenza Emiliana Tubertini e dell’Azienda c’é il concetto di squadra, di competizione a squadre, che per noi é la massima espressione di questo sport, quella che sentiamo più di tutti e alla quale teniamo maggiormente. Loro lo sapevano e si sono impegnati al massimo ed anche di più per arrivare a questo risultato. E ci sono riusciti appieno, tutti. In due giorni, le tre squadre hanno fatto dei piazzamenti eccezionali,realizzando una media strepitosa, segno che hanno lavorato bene, tutti assieme, condividendo ogni cosa.”

La Lenza Emiliana Tubertini é stata la prima Società di alto livello in Italia a credere in questa specialità fondando una sua specifica sezione, raccogliendo atleti in Veneto, Emilia, Marche, Trantino Alto Adige…

“Si, sin dagli albori dell’agonismo di questa specialità, 3/4 anni fa, noi abbiamo creduto in questo settore ed abbiamo voluto essere un motore per lo sviluppo del feeder in Italia creando questo gruppo. Sono orgoglioso di affermare che abbiamo scelto gli uomini giusti, che stanno sempre assieme, pescano assieme, vivono assieme gli appuntamenti più importanti come questo. Ed oggi raccogliamo un frutto bellissimo di questo lavoro.”

Come vedi lo sviluppo del feeder in Italia?

“Questa é una disciplina che in Italia si sta ampliando, che cresce costantemente e questo é un dato importantissimo. Mi fa molto piacere constatare che il CIS Feeder sia stata la competizione che ha raccolto il massimo consenso in questo ambito perché é una ulteriore dimostrazione che l’agonismo italiano é sostanzialmente fondato sulle Società ed é giusto sia così. Questi ragazzi mi stanno anche aiutando molto nello sviluppo dei prodotti dedicati, con consigli e suggerimenti. Noi ci abbiamo creduto e continuiamo a crederci.”

Come hai visto il Mincio in questi giorni di prove e gare?

“Ieri é stato un Mincio dal colore un po’ velato e questo forse ha aiutato un po’ la pescosità. Oggi le acque erano notevolmente più chiare ed é stato il Mincio molto difficile che abbiamo conosciuto in tante gare del colpo. Il Mincio, comunque, é sempre bellissimo, con pesci importanti e difficili da catturare ed una prova di feeder qui dovrebbe sempre essere messa in calendario. Secondo me questo campo di gara é certamente da riproporre.”  

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Dopo il CT di questa due giorni, è la volta del “Capitano, come lo chiamano i ragazzi della Lenza Emiliana Feeder, l’Azzurro Manuel Marchese, l’anima di questo gruppo ed il suo trascinatore.

Ho avuto il privilegio di vivere con questi atleti i tre giorni di questo week end di Peschiera ed ho avuto modo di capire come si sia instaurato un rapporto cameratesco e di rispetto tra tutti loro ed il rispetto per il loro riconosciuto “Capitano”. Proprio questo rispetto reciproco e questo affiatamento, oltre alla spinta e alla presenza fisica della Società, sia stato il vero asso nella manica che ha fatto conquistare questo primo, storico Scudetto a Manuel e compagni.

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 Manuel, lo dico io, tu sei il leader della squadra, quello che ci ha creduto da sempre e quello attorno al quale é stata costruito questo gruppo…

“Ti ringrazio ma voglio innanzitutto menzionare e ringraziare tutti i componenti le tre squadre che hanno realizzato questa avventura e colto questo successo, che é il successo veramente del gruppo, in toto.

Oltre al sottoscritto, hanno pescato anche Stefano Mariotti, Michele Capoccie e Paolo Zaffani in squadra A; la squadra B é composta da Stefano Cavicchi, Liviu Moldovan, Andrea Di Benedetto ed Andrea Berzacola; in squadra C hanno pescato Claudio Giaconi, autore di due primi qui in MIncio, Stefano Nonni, Paolo De Guidi e Davide Strocco.”

Con te vorrei approfondire gli aspetti tecnici di questo Mincio affrontato a feeder. Voi lo avete provato tan volta sono voto, in situazioni diverse. Ora, a giochi fatti, proviamo a svelare qualcuno dei segreti della lenza Emiliana…

“Non ci sono segreti particolari ma solo tante prove, partendo dalle esperienze fatte in tante gare di pesca al colpo. La nostra idea di fondo é stata proprio questa, cercare di simulare la pesca a bolognese o all’inglese, quel tipo di pasturazione e quel modo di portare l’esca trasportandoli nel feeder. Sappiamo come si comportano questi pesci e la riduzione della velocità dell’acqua ci hanno aiutato ad elaborare un sistema che poi si é dimostrato buono. In questo periodo, di solito, in Mincio si pesca a centro fiume con pasture a base forte come il formaggio e la crisalide, bagnate in modo che si aprano mentre calano verso il fondo, dando anche bigattini incollati morbidi e caster. Per fare questo abbiamo dovuto caricare spessissimo i nostri pasturatori e lanciarli su linee di pesca abbastanza importanti, oltre metà fiume, con terminali sottili e molto lunghi, ami piccoli perché questi pesci restano sempre molto difficili, qualsiasi tecnica si usi. Creando questo effetto “nuvola” i pesci entrano in scia e si manifestano, comunque, quasi sempre con mangiate molto delicate o dei semplici accenni della vetta.”

Guardandovi pescare, a prima vista onestamente sembravate un po’ matti o comunque con uno spirito in apparenza molto lontano dal come siamo soliti pensare il feeder…

“Si, la nostra azione di pesca dura al massimo un minuto, spesso meno, quindi é tutt’altro che una pesca statica, anzi é molto dinamica! Abbiamo lavorato molto sulla calata del terminale perché quasi sempre la tocca si sente in quel momento o appena l’esca arriva sul fondo; é una tecnica piuttosto complessa, a volte macchinosa, in cui occorre valutare bene il peso del pasturatore ed il movimento di lancio. Insomma tante sfumature che andavano messe a punto.”

Non credo di fare un torto a nessuno dicendo che questa tipologia di approccio, questa pescata così complessa e difficile, é stata la pescata di Manuel, quella in cui credevi e che hai imposto ai tuoi compagni…

“Si, assolutamente si. Questa volta sono stato un dittatore, ho imposto loro la tipologia di pastura, le esche, la strategia. Mi assumo tutte le responsabilità di questo e non voglio le lodi per quanto ottenuto perché il risultato di oggi é il risultato di  tutti e non quello di Manuel.”

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Michele Capoccia, ossia il genio e la sregolatezza di questo quartetto, il guascone che ha sdrammatizzato per gli altri questi giorni ma che li ha vissuti tanto intensamente da essere quasi insonne, che possono testimoniare tutti gli ospiti dell’albergo che ha ospitato la Lenza…

Michele, sei bagnato di spumante e caffé ed hai quasi una paralisi fissa sul sorriso. Un commento su questi tre giorni…

“Si, stiamo festeggiando ed allentando un po’ la tensione di queste due gare. Sono stati giorni veramente molto emozionanti; abbiamo provato e studiato il Mincio ed i suoi pesci da agosto per prepararci a queste finali e puoi immaginare le tensioni e le emozioni che abbiamo vissuto da venerdì ad oggi. Sei stato con noi in questi giorni ed hai visto e vissuto come abbiamo preparato le gare. Oggi ho vinto nonostante la partenza non sia stata delle migliori, perché ho perso il primo pesce, in grosso cavedano, nelle erbe della gronda ed un altro mi letteralmente devastato l’amo, tanto era grosso. Sono riuscito a restare concentrato e nell’ultima ora, cambiando un po’ l’approccio, sono riuscito a catturare alcuni pesci che mi hanno dato la spinta fino al primo di settore.”

Angelo Borgatti

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