UNA GIORNATA SUL FIUME RONCO

In questo periodo il fiume Ronco è più affollato del solito, perché vi chiederete ?

Presto detto, perché lunedì 25 aprile sarà dato il via al campionato interprovinciale fiume individuale e a squadre, una competizione molto sentita nella provincia di Forlì-Cesena tanto da raccogliere oltre 200 appassionati che si sfideranno in sette prove sui fiumi Ronco e Savio.

E così che camminando lungo la sponda del fiume, cercando un posto buono dove calare la mia lenza, incontro Giuseppe Pellicani, pluricampione di questa specialità, in compagnia di Widmer Furgani anche lui veterano della pesca in fiume appartenenti alla Lenza Forlivese, società che assieme alle Aquile Colmic la fanno da padroni negli ultimi anni nella pesca pratica.

Chiedo a Giuseppe se si prende e lui mi risponde ….“è dura”.

Sentirmi dire questo dal mitico “Pella” mi turba non poco ed intanto che apro la mia canna lunga 6 metri montata a barbara mi informo meglio sul motivo della risposta e Giuseppe mi spiega che in questo momento l’acqua è ancora fredda ed il livello basso e veloce ed il colore è trasparente come il vetro, condizioni che ti costringono, se vuoi prendere qualche pesce, ad usare un finale dello 0,5.

Intanto stendo la mia lenza e incomincio la passata a pochi metri da Giuseppe e devo ammettere che, passa e ripassa, il mio galleggiante non segnalava mai una abboccata.

“che filo hai su?” mi chiede Giuseppe mentre salpa un bel barbo di circa 250 grammi …

“ho un filo dello 0,8” rispondo.

“diminuisci il filo se no non bolli” mi consiglia.

Ed io che non mi sento l’ultimo arrivato insisto a pescare con il finale dello 0,8.

Mentre scendavamo un po’ più a valle, cercando una posizione migliore, facevamo qualche passata in delle canalette e devo dire che ogni tanto Giuseppe qualche pesciolino lo prendeva mentre io non vedevo proprio la mangiata.

Vuoi vedere che per bollare mi tocca sostituire il finale e scendere almeno ad un 0,6, pensavo silenzioso?

Detto fatto, mentre saluto Giuseppe e Widmer che decidono di fermarsi in uno striscio dove ci sono sì e no 20 cm di profondità, mi sposto più a valle dove trovo una buca con una 1,5 mt di profondità, con corrente moderata, stendo la lenza, butto un pugno di bigattini ed il galleggiante, uno 0,30 di forma rotondeggiante, che passava in leggera trattenuta, affonda bruscamente ….ferro e aggancio un pesce enorme che naturalmente dopo poco mi rompe il finale.

Pensavo tra me e me che se tenevo il terminale dello 0,8 forse non avrei rotto, così lego un finale nuovo, stavolta dello 0,8, pasturo con una manciata di bigattini, stendo la lenza, passo piano sulla scia dei bigattini, ma il galleggiante non affonda, eppure i pesci li vedo, ma non c’è verso di prenderli.

Passo a vuoto almeno 10 volte prima di decidermi a rilegare un finale dello 0,6 e dopo averlo fatto alla prima passata aggancio un cavedano di circa 1 kg che dopo una lotta serrata riesco a guadinare.

Mi rimetto in pesca e dopo un’altra manciata di bigattini il galleggiante affonda in maniera decisa, questa volta è un barbo da più di 1 kg che dopo una lotta di 15 minuti riesco a portare a guadino.

La pesca è strana, un pesce del genere potrebbe spezzare facilmente una lenza molto più robusta di quella che stavo usando però talvolta si fanno catture impensabili.

Devo riconoscere a Pellacani Giuseppe che nelle condizioni di oggi il filo sottile faceva la differenza.

Dal fiume Ronco un saluto tutti da Davide Galeotti di Forlì.

DAVIDE GALEOTTI DI MATCH FISHING (CLUB PESCATORI COLMIC)

UNO SCORCIO DEL FIUME RONCO

WIDMER FURGANI (LENZA FORLIVESE) IN AZIONE

GIUSEPPE PELLACANI – GIA’ CAMPIONE D’ITALIA PESCA PRATICA – IN AZIONE

ACQUE TUMULTUOSE PER “PESCI NOBILI”

I FORTI PESCATORI FORLIVESI A SIX PELLACANI E A DEX FURGANI

UNO STRISCIO DA CAVEDANI

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