PREDE TROPICALI: GIANT TREVALLY

 

 

Uno dei pesci più combattivi che possiamo incontrare nei nostri viaggi di pesca nelle acque tropicali e sub tropicali è il Gt ovvero il Giant trevally ovvero il Caranx ignobilis. Con la ricciola (Seriola dumerili), il giant Trevally è il carangide più grosso.

E’ un pesce di grande diffusione e lo possiamo incontrare lungo le coste Africane dell’Oceano Indiano come alle Maldive, nelle acque del centro Pacifico, dell’Australia, della Nuova Caledonia, della Nuova Zelanda,delle Filippine, della Malesia, delle Haway.

Molti viaggi di pesca sono improntati alla ricerca dei grandi trevally e alcuni spot sono veramente unici al mondo, luoghi dove non è facile pescare, ma che ad ogni lancio ti possono riservare la sorpresa del “mostro” in canna.

Il nostro Gt può raggiungere e superare i 60 chilogrammi di peso, ma gli esemplari di tale taglia non sono comuni, più facile quindi incontrare pesci intorno ai venti trenta chili, che, a nostro modesto parere sono già dei bei pesci, combattivi all’inverosimile e “cattivi” nell’aggressione dell’esca: il Gt non assaggia l’esca, artificiale o naturale che sia, ma l’attacca con decisione e furia.

Tecniche per i Gt

Il Giant trevally può essere pescato con tecniche diverse e decisamente la più spettacolare ed impegnativa è lo spinning.

Secondo le nostre zone di pesca, conoscendo la taglia media dei pesci presenti in tale area, potremo scegliere attrezzature adeguate: inutile l’impiego di una canna da PE 8-10 quando la taglia media si aggira sui 20 chilogrammi mentre sarà assolutamente indispensabile usare un attrezzo di tale potenza se si pesca, ad esempio, nelle acque della Nuova Caledonia o posti simili dove, il Gt da record può attaccare la nostra esca da un momento all’altro. La canna da spinning al trevally deve avere un fusto che non si flette troppo quando impieghiamo come esca un grosso popper, in modo da facilitare il nostro compito nel far lavorare l’esca. Nel caso si impiegasse invece uno stick bait, la punta potrà essere leggermente più morbida, ma in entrambi i casi la canna dovrà reggere il freno (drag) del mulinello tarato oltre 10-12 chilogrammi in modo tale da impedire al pesce di guadagnare le rocce del fondo e li rompere la treccia per lo sfregamento su rocce o coralli.

Zona ideale per il popping è il bordo del reff o i fondali piatti con presenza di grandi rocce isolate o formazioni coralline, come le così dette patate.

La forza mandibolare del trevally è devastante e si impongono esche montate con ancorette o ami decisamente robusti, anzi super robusti.

Stesso discorso vale per il Jigging, tecnica con cui si possono ugualmente effettuare catture di notevole interesse, vale la pena considerare bene la taglia dei pesci ed adeguare di conseguenza le attrezzature: ci si diverte di più con pesci di media taglia pescandoli con attrezzature medio-leggere mentre si hanno maggiori chance sui grossi pesci se la nostra attrezzatura sarà più pesante. Apparentemente, l’ultimo discorso fatto può essere dato per scontato, ma non è sempre recepito da tutti coloro che affrontano un viaggio di pesca tropicale: fondamentale conoscere le potenzialità del posto onde evitare di portarsi dietro attrezzature troppo leggere o troppo pesanti… in entrambi i casi si finisce con divertirsi poco.

Alternativa al popping ed al jigging e, relativamente più semplice e decisamente meno faticosa è la pesca a traina o drifting con le esche naturali, grossi pesci vivi o morti. In queste due tecniche si possono impiegare sia le classiche canne da traina come quelle da spinning.

Le esche più idonee sono i bonito, montati su terminali in fluorocarbon da 100/150/200 libbre alla cui estremità penzolerà un bell’amo di generosissima dimensione, sea mate o circle secondo le preferenze. In alcuni casi il terminale vincente è quello a due ami, di cui il trainante scorrevole, come quelli adottati nel Mare Nostrum per la pesca a traina con il vivo.

Nella pesca di questo pesce è buona regola praticare il catch and release del nostro avversario, magari dopo averlo fotografato e riossigenato a dovere.

Alessandro Righini

RECORD IGFA ALL TAKLE

Peso                                       Località                                     Data                                      Angler

72.8 kg (160 lb 7 oz)               Tokara, Kagoshima, Japan      22-May-2006                        Keiki Hamasaki

 

 

 

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