ITINERARI DI PESCA: SUL BRENTA A CAMPO SAN MARTINO (PD)

Proseguono i nostri itinerari di pesca nei luoghi frequentati dai pescatori non agonisti.

Il Veneto è una Regione ricca fiumi, laghi e canali e in ogni provincia le opportunità non mancano.

Per questa avventura ci siamo diretti nella provincia di Padova, precisamente nel Comune di Campo San Martino (Canpo San Martin in veneto) dove abitano 5 762 persone molte della quali almeno una volta nella loro vita avranno avuto a che fare con una canna da pesca perchè al centro del paese scorre il fiume Brenta e dove c’è acqua c’è pesce e dove c’è pesce c’è pescatore.

E’ la storia del mondo e anche noi di Match Fishing abbiamo voluto contribuire a far conoscere questo angolo del Veneto andando a insidiare qualche pesce.

Il “padrone di casa” questa volta si chiama Samuele Menegolo, un pescatore a 360 gradi che vive per la pesca e quando il lavoro e la famiglia gli lasciano anche una sola ora di tempo lo si può facilmente incontrare dove c’è acqua.

Samuele ama la pesca a spinning ma non rifiuta anche qualche uscita a feeder o bolognese.

Nel mondo dello spinning Samuele è un vero e proprio punto di riferimento tant’è che di recente ha registrato un video che ha fatto oltre 230.000 visualizzazioni.

Samuele ci ha portato a Campo San Martino sul fiume Brenta a valle del ponte di via Roma in acque di categoria C mentre a monte del ponte si entra già in acque di categoria D riservata alla pesca dei salmonidi.

Siamo ai piedi delle alpi venete, a soli 30 kilometri verso monte troviamo Bassano del Grappa.

Le acque del Brenta a Campo San Martino sono ancora molto trasparenti e fredde e non è difficile allamare trote o temoli anche se gli amanti della passata preferiscono insidiare cavedani, barbi, pighi, le specie più numerose, ma anche scardole, o pesci predatori come lucci ma per questa specie pregiata occorre aspettare i mesi giusti di non divieto.

In un giorno di inizio febbraio decidiamo di provarci e l’appuntamento è fissato di prima mattina tra il sottoscritto Walter Lorenzon e appunto Samuele Menegolo.

Decidiamo di pescare a feeder con un pasturatore pesante 90 grammi lanciando tra le due correnti appena sotto la cascata dove la profondità risulta superiore ai cinque metri, ma ci sono punti dove si arriva a toccare anche i dieci metri.

A valle della scogliera, sotto il ponte, lo scorrere dell’acqua muta continuamente il flusso della corrente e vicino a riva il giro d’acqua crea un ritorno classico dei fiumi con grande portata d’acqua.

A valle dell’ansa, dove l’acqua si incanala in modo più ordinato e regolare, il fiume crea dei raschi dove la profondità varia tra il metro e i due metri e questo diventa giocoforza il regno dei pescatori da passata.

Ci sistemiamo sulla sponda destra dove il fiume ha creato una spiaggia molto accogliente che in estate diventa meta di tante persone e famiglie.

Senza tanti indugi ma con l’eccitazione tipica della prima volta, in men che non si dica, le canne sono già montate di tutto punto e dopo avere scelto la linea giusta si comincia a pescare.

Il rumore dell’acqua che scende e scorre accompagna la nostra tranquilla giornata, e nel frattempo altri pescatori, già sul luogo da qualche ora, sono riusciti a catturare qualche grosso barbo anche se noi, pur sperando in uno di questi baffoni, ci accontenteremmo di un qualsiasi altro pesce.

Il sole alto riflette sull’acqua e rimbalza sui nostri volti tanto da lasciarci a sera una marcata abbronzatura.

La pescata procede nel mondo migliore e a rendere il tutto perfetto ci ha pensato il mitico Walter con la solita tavolata di prelibatezze venete.

Qualche pesce in più lo avevamo sperato, ma l’acqua particolarmente gelida per via della neve in scioglimento sui monti vicini, non permette grandi catture.

Il posto però è spettacolare e nei momenti giusti sa regalare tante catture da ricordare.

Walter riesce a catturare una grossa trota mentre Samuele perfetto conoscitore di questo spot, lanciando a 15 metri in un raschio presente a fine ansa, innescando tre bigattini e alimentando con pastura gialla e bigattini sfusi in mezzo alla pastura, porta a guadino una scardola e un pigo.

La violenza delle mangiate, che spesso si verificano quando si pesca in acqua corrente, obbliga a sorvegliare a vista la canna.

A metà pomeriggio termina la pescata con l’impegno reciproco di tornare in questo splendido spot per una replica .

Si ricorda a tutti che per pescare in queste acque è necessaria la sola licenza e tanta voglia di alzarsi presto per scegliere i posti migliori sulla spiaggia.

Alessandro Scarponi

Si ringrazia Sabrina Converso per le foto.

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