CIS colpo 2026: LENZA EMILIANA B CAMPIONI D’ITALIA
Ancora una volta la B della Lenza Emiliana Tubertini sale sul gradino più alto del podio e porta a Bazzano l’ennesimo scudetto tricolore.
Complimenti agli emiliani e alle altre squadre protagoniste Oltrarno Colmic A che chiude sul secondo gradino del podio e alla A della Traghetto Colmic per il terzo posto.
Fuori dal podio per un nulla le due squadre della Ravanelli Trabucco.
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Si è disputata oggi, sul Canalbianco di Loreo, la quarta e ultima prova del Campionato Italiano per Società 2026 di pesca al colpo, al termine di un percorso lungo, impegnativo e ricco di emozioni, che ha messo di fronte le migliori formazioni del panorama agonistico nazionale.
Un campionato avvincente, iniziato con i diversi Trofei di Serie A, proseguito con le finali sul Canale 8000 di Avezzano, dove 40 squadre si sono affrontate per conquistare un posto nella fase successiva, fino ad arrivare a questo decisivo weekend sul Canalbianco. A Loreo sono approdate le 20 squadre più forti d’Italia, pronte a giocarsi il prestigioso titolo nazionale e, soprattutto, a conquistare il pass per il Campionato del Mondo per Club 2027, in programma a Novi Sad, in Serbia.
Quattro prove, campi gara differenti, strategie da affinare e un livello tecnico elevatissimo: un percorso selettivo nel quale non bastava una singola prestazione di rilievo, ma servivano continuità, capacità di adattamento e una squadra capace di rispondere alle difficoltà in ogni situazione.
CANALBIANCO, UN CAMPO GARA SEMPRE PIÙ TECNICO
Come da tradizione, il Canalbianco si è confermato un campo gara estremamente tecnico, difficile da interpretare e da comprendere fino in fondo, anche per gli agonisti più esperti.
Rispetto a qualche anno fa, la pescata è cambiata sensibilmente. Le breme sono ancora presenti, ma in quantità ormai notevolmente inferiori rispetto al passato, mentre sono i pesci gatto a farla da padroni, diventando i principali protagonisti di questo campo gara.
Una popolazione ittica composta da esemplari di dimensioni molto diverse: dai piccoli pesci da 20-30 grammi fino a catture importanti, capaci di raggiungere i due chilogrammi e, in alcuni casi, anche i due chilogrammi e mezzo.
Proprio la capacità di selezionare i pesci di taglia maggiore ha rappresentato uno degli aspetti determinanti della competizione. Non era sufficiente, infatti, catturare con continuità: bisognava anche riuscire a intercettare gli esemplari più pesanti, quelli capaci di far salire rapidamente il peso complessivo e incidere in maniera significativa sulla classifica finale.
Il regolamento prevedeva un peso massimo di 2.000 punti per singolo pesce, un limite che ha avuto un peso importante nella gestione delle catture più grandi. Nel corso della manifestazione non sono stati numerosi gli esemplari fuori misura, ma non sono mancati episodi particolarmente significativi.
Il caso più eclatante si è verificato nel settore B della quarta zona, dove Francesco Reverberi ha catturato quattro carpe che, complessivamente, superavano sicuramente i 20 chilogrammi. Alla bilancia, tuttavia, quelle quattro catture sono state conteggiate per appena 8 chilogrammi, proprio per effetto del limite massimo previsto dal regolamento.
Un episodio che racconta bene quanto sia importante conoscere ogni dettaglio del regolamento e, soprattutto, saper interpretare le caratteristiche del campo gara.
Al di là di questa particolare situazione, la strategia più efficace, soprattutto per chi aveva scelto la pescata lunga, era quella di riuscire a mettere in fila pesci compresi tra uno e due chilogrammi. Una sequenza di catture importanti, accompagnata dalla necessaria continuità, poteva infatti fare la differenza al momento della pesatura.
DUE STRATEGIE DI PESCA, DUE MODI DIVERSI DI INTERPRETARE IL CANALE
Sul Canalbianco si sono delineate essenzialmente due impostazioni di pesca, entrambe potenzialmente vincenti, ma basate su meccaniche e tempi completamente differenti.
La pescata corta: velocità, ritmo e continuità
La prima strategia prevedeva una pesca a tre o, al massimo, quattro pezzi, sfruttando la zona in prossimità dei sassi.
La pasturazione veniva effettuata prevalentemente a mano, utilizzando bigattini, mais e pastura, con l’obiettivo di concentrare i pesci in uno spazio relativamente ridotto e mantenere attiva la zona di pesca.
L’azione si sviluppava con lenze leggere, lasciate scorrere nella zona interessata dalla pasturazione. Quando i pesci entravano con continuità, il ritmo delle catture poteva diventare davvero impressionante, permettendo di accumulare parecchi chilogrammi in poco tempo.
In queste condizioni, la rapidità nell’esecuzione, la precisione nella pasturazione e la capacità di mantenere il ritmo diventavano fondamentali. Quando la pescata girava nel modo giusto, con i pesci presenti e pronti a rispondere alla pasturazione, si potevano realizzare pesi molto importanti in tempi relativamente brevi.
Naturalmente, non bastava trovare il pesce: bisognava riuscire a mantenerlo sulla zona di pesca, sfruttando ogni occasione e limitando al minimo i tempi morti.
La pescata lunga: pazienza e ricerca dei pesci di taglia
La seconda impostazione prevedeva invece una pesca a sei o sette pezzi, con un’azione più ferma e concentrata sulla zona pasturata.
In questo caso si utilizzavano scodellate di bigattini incollati e pastura, cercando di creare un punto di alimentazione capace di attirare i pesci e, soprattutto, di favorire la cattura di esemplari di dimensioni maggiori.
Si trattava generalmente di una pescata più lenta, nella quale il numero delle catture poteva essere inferiore rispetto alla pesca corta, ma con la possibilità di intercettare pesci capaci di fare davvero la differenza.
Qui entravano in gioco la pazienza, la precisione nella gestione della pasturazione e la capacità di leggere le risposte del campo gara. L’obiettivo era riuscire a selezionare gli esemplari più interessanti, mettendo in successione catture da uno a due chilogrammi e costruendo così un peso importante.
Una scelta tecnica che richiedeva grande attenzione, perché la differenza tra una pescata produttiva e una meno efficace poteva dipendere anche da piccoli dettagli: la quantità di pastura, la distribuzione dell’esca e la capacità di individuare il momento giusto per insistere su una determinata impostazione.
In un campo gara come il Canalbianco, dove la popolazione ittica è cambiata rispetto al passato, la lettura della situazione e la capacità di adattarsi sono diventate qualità indispensabili per chi vuole competere ai massimi livelli.
QUATTRO ORE DI GARA, PESI IMPORTANTI E UNA GIORNATA MENO PESCOSA
La giornata conclusiva si è rivelata leggermente meno pescosa rispetto a quella di ieri, ma il livello delle prestazioni è rimasto comunque molto elevato.
Per conquistare piazzamenti importanti non era raro dover superare i 20.000 punti, un dato che testimonia la consistenza delle pescate e la necessità di costruire il risultato attraverso tante catture.
Non si è trattato, quindi, di una gara nella quale bastava affidarsi a pochi pesci di taglia per risolvere la propria prova. Al contrario, la continuità ha avuto un ruolo fondamentale: catturare tanto, mantenere il ritmo e riuscire, quando possibile, a inserire nella nassa qualche esemplare di peso superiore.
La pesca corta poteva premiare con una sequenza impressionante di catture quando i pesci entravano con decisione, mentre quella più lunga consentiva di cercare con maggiore insistenza gli esemplari di taglia. Due interpretazioni diverse dello stesso campo gara, entrambe capaci di offrire opportunità, ma da gestire con grande attenzione.
Al termine delle quattro ore, a fare la differenza sono state la qualità tecnica, la capacità di adattamento e la continuità di rendimento. In un campionato nel quale ogni settore e ogni prova potevano incidere sul risultato complessivo, anche il più piccolo dettaglio poteva rivelarsi decisivo.
LENZA EMILIANA TUBERTINI SQUADRA B: IL TITOLO ITALIANO È ANCORA LORO!
A laurearsi campione d’Italia per società 2026 è stata la Lenza Emiliana Tubertini Squadra B, una formazione che ormai da diversi anni si conferma ai vertici dell’agonismo nazionale formata da giovani tra le migliori lenze del mondo come Marcello Corradi, Andrea Giambrone, Lorenzo Bruscia, Matteo Crepaldi.

I ragazzi della squadra emiliana hanno dimostrato ancora una volta di possedere tutte le qualità necessarie per vincere competizioni di questo livello: tecnica, esperienza, capacità di leggere le diverse situazioni di gara e soprattutto continuità di rendimento.
Anche in questa occasione sono riusciti a interpretare nel modo migliore il difficile Canalbianco, portando a termine una prestazione di alto livello e conquistando un titolo prestigioso al termine di un percorso lungo e selettivo.
Una squadra che, anno dopo anno, si è costruita una reputazione importante nel panorama della pesca al colpo italiana, dimostrando di saper affrontare con grande concretezza le competizioni più impegnative.
Il successo di Loreo rappresenta il coronamento di un campionato nel quale ogni prova richiedeva attenzione e capacità di adattamento. Arrivare davanti a tutte, al termine di un percorso che ha coinvolto le migliori società d’Italia, significa confermare il proprio valore e la solidità di un gruppo che continua a essere un riferimento per tutto il movimento.

OLTRARNO COLMIC SECONDA: IL RITORNO DI UNA GRANDE PROTAGONISTA
Alle spalle della formazione vincitrice si è classificata l’Oltrarno Colmic, protagonista di un risultato di grande valore.
Era da un po’ di tempo che non vedevamo questa storica realtà nelle primissime posizioni delle competizioni nazionali. Il secondo posto conquistato a Loreo rappresenta quindi un risultato particolarmente significativo e ci restituisce una società importante nel gruppo delle protagoniste della pesca agonistica italiana.
L’Oltrarno Colmic ha saputo affrontare con determinazione una finale difficile, confermando di avere le qualità per competere ai massimi livelli. Un piazzamento che premia il lavoro della squadra e che riporta il suo nome là dove il mondo della pesca al colpo è abituato a trovarlo: nel gota dell’agonismo nazionale.
Un ritorno che fa piacere agli appassionati e che aggiunge ulteriore valore a un podio di alto livello.
TRAGHETTIO COLMIC TERZA: UN PERCORSO DI FINALE DA APPLAUSI
Sul terzo gradino del podio troviamo la Traghetto Colmic, protagonista di un percorso finale davvero convincente.
La formazione aveva già dimostrato il proprio valore nelle prove disputate sul Canale 8000 di Avezzano e ha saputo confermarsi anche sul Canalbianco di Loreo, portando a termine un campionato di grande sostanza.
Conquistare il terzo posto in una competizione che riunisce le 20 migliori squadre d’Italia non è un risultato da poco. Significa riuscire a mantenere un rendimento competitivo nelle diverse fasi della manifestazione, affrontando campi gara e condizioni differenti senza perdere di vista l’obiettivo.
La Traghettio Colmic ha dimostrato di meritare pienamente questo piazzamento, raccogliendo i frutti di un cammino positivo e conquistando un podio che rappresenta un traguardo importante per tutta la squadra.
RAVANELLI TRABUCCO STRATOSFERICA: LE SQUADRE A E B DOMINANO LA CLASSIFICA DI GIORNATA
Tra le grandi protagoniste di questa ultima giornata sul Canalbianco c’è sicuramente la Ravanelli Trabucco, che con le sue due formazioni, Squadra A e Squadra B, ha letteralmente dominato la classifica di giornata, dimostrando ancora una volta la straordinaria forza del gruppo di Soresina.
Una prestazione di altissimo livello per una società guidata da Marco Ferrari, capace di portare entrambe le proprie squadre ai vertici in una gara difficile, tecnica e ricca di insidie. Un risultato che non arriva per caso, ma che racconta la qualità di un gruppo nel quale esperienza, preparazione e capacità di interpretare il campo gara fanno la differenza.
A guidare la Ravanelli Trabucco c’è il suo storico capitano, Gian Luigi Sorti, autentica leggenda della pesca al colpo italiana e sette volte campione d’Italia individuale. Un palmarès straordinario, accompagnato da un’esperienza agonistica che rappresenta un patrimonio importante per tutta la squadra.
Vedere la Ravanelli Trabucco imporsi con entrambe le formazioni nella classifica di giornata è un segnale forte: la squadra di Soresina non è soltanto competitiva, ma dispone di una struttura tecnica capace di esprimersi ad altissimi livelli anche quando il campo gara presenta difficoltà come quelle incontrate a Loreo.
Alle spalle delle due formazioni Ravanelli Trabucco in questa quarta prova si è classificata l’Oltrarno Colmic Squadra A, terza nella graduatoria della giornata e protagonista di un campionato che la porterà poi a conquistare uno splendido secondo posto assoluto e anche per loro sarà Novi Sad ovvero mondiale per club.
Un risultato che conferma il valore dell’Oltrarno e che rende ancora più interessante il bilancio di questa finale, nella quale le prestazioni delle singole giornate si sono intrecciate con la regolarità necessaria per conquistare la classifica generale.
La Ravanelli Trabucco, dunque, saluta il Canalbianco con una prova di forza impressionante: due squadre ai vertici della giornata e la conferma di quanto sia competitiva la formazione guidata da Marco Ferrari, con Gian Luigi Sorti a rappresentarne la storia e l’esperienza.
IL CAMPIONATO SI CHIUDE, LO SGUARDO È GIÀ RIVOLTO ALL’EUROPA
Con la quarta e ultima prova disputata a Loreo si chiude il Campionato Italiano per Società 2026 di pesca al colpo.
Un percorso che, dai Trofei di Serie A alle selettive finali del Canale 8000 di Avezzano, fino all’ultimo decisivo confronto sul Canalbianco, ha messo in evidenza la qualità e la profondità del movimento agonistico italiano.
Vincere un campionato di questo genere significa saper affrontare molteplici situazioni, interpretare campi gara differenti, scegliere le strategie più adatte e, soprattutto, mantenere un rendimento elevato lungo tutto il percorso. Non basta una singola prestazione: servono organizzazione, affiatamento e capacità di reagire alle difficoltà.
La Lenza Emiliana Tubertini Squadra B si prende il titolo italiano, l’Oltrarno Colmic torna sul podio con un secondo posto prestigioso e la Traghetto Colmic completa una graduatoria finale di assoluto valore.
Adesso l’attenzione si sposta verso il Campionato del Mondo per Club 2027, in programma a Novi Sad, in Serbia, dove le prime due migliori formazioni italiane saranno chiamate a confrontarsi con le squadre più forti del panorama internazionale.
Un nuovo appuntamento di prestigio attende dunque il movimento italiano, che anche attraverso questo campionato ha dimostrato quanto la pesca al colpo sia una disciplina nella quale tecnica, passione e spirito di squadra continuano a fare la differenza.
Complimenti alla Lenza Emiliana Tubertini Squadra B per il titolo italiano, all’Oltrarno Colmic per il secondo posto e alla Traghetto Colmic per la conquista del terzo gradino del podio.
Il Campionato Italiano per Società 2026 va in archivio: a Loreo hanno vinto i più bravi, in un finale che ha confermato ancora una volta il valore e la competitività della pesca al colpo italiana.


Proprio la capacità di selezionare i pesci di taglia maggiore ha rappresentato uno degli aspetti determinanti della competizione. Non era sufficiente, infatti, catturare con continuità: bisognava anche riuscire a intercettare gli esemplari più pesanti, quelli capaci di far salire rapidamente il peso complessivo e incidere in maniera significativa sulla classifica .
Mi sapete spiegare la capacità di selezionare i pesci al disotto dei due kg?
Spiegatemi perché sicuramente io di pesca moderna capisco poco, chi prende 4 pesci da dieci kg non ha avuto la capacità di selezionarli rispetto a chi ne ha presi 10 da 2 kg, ma per favoreeee
anche la fase di pesatura con questa regola diventa complicata e poco rispettosa della salute dei pesci.