SUPER MAIS

SUPER MAIS

L’uso del mais in genere è assai antico, come sappiamo lo si può considerare una delle esche per eccellenza nella pesca alla carpa.

Prendendo in esamina il mais o granoturco occorre segnalare innanzitutto che si tratta di un cereale (originario del Sud America) appartenente alla famiglia delle graminacee.

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Le varietà di mais sono: amilacea, dentata, dolce, indurata (per la polenta), rostrata o perlino (da pop corn), opaca (ricca di lisina).

Indipendentemente dalla tipologia e dal variare della dimensione nonché anche del colore ognuna di esse può essere utilizzata con ampie garanzie di successo nella pesca alla carpa.

Noi carpisti siamo abituati a considerare per lo più il mais “duro”; in particolare questi semi, opportunamente cotti, meglio si addicono ai nostri scopi, sia per effettuare i tappeti di pasturazione e sia a livello di innesco. Tuttavia, in queste righe si vuol mettere in evidenza le potenzialità del mais tenero che, pur non risultando selettivo, in determinate circostanze “limite” si rivela semplicemente un’esca micidiale.

Nel focalizzare l’attenzione sul mais tenero, la mente mi riporta, di parecchio, indietro nel tempo: quando mi procuravo tale esca direttamente dalle pannocchie immature.

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Questi morbidi chicchi hanno la peculiarità di essere assimilati facilmente e a livello di attrazione non hanno quasi rivali in determinati periodi dell’anno.

Ecco, che costituiscono, il non plus ultra per fare una partenza qualora ci si trovasse di fronte a criticità estreme come il persistere del freddo più “crudo”. Tuttavia, come è ovvio che sia, trovano una logica di utilizzo laddove l’attività del pesciolame è pari allo zero (o quasi).

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Oggigiorno, reperire del mais pronto all’uso (in confezioni barattolo più o meno grande) non rappresenta una difficoltà, lo si può trovare volendo anche al supermercato.

Personalmente, punto sui chicchi “soft” della Bait Tech (distribuiti in esclusiva per l’Italia dalla Milo): Super Maize; in particolare, li preferisco perché non contengono conservanti (cosa di non poco conto laddove le carpe sono educate) ed inoltre, godono di una struttura esterna piuttosto resistente, tanto che possono essere infilati sul capello senza alcun problema di sorta.

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Altro punto di forza del mais morbido in questione è la sua colorazione brillante, che costituisce un requisito di prim’ordine specie quando si pesca in acque “chiare”.

Pertanto, l’intenso colore di questi chicchi leggeri e l’alone che andranno a creare sul fondo stimoleranno la curiosità della carpa, ed anche un debole aspirata può portarla a cadere in trappola.

Per una presentazione ottimale, ed alleggerita, si può formare la classica “piletta” con in testa un chicco di mais finto; per quando riguarda la bionda granaglia fake caldeggio la versione ESP/Drennan (prodotto distribuito dall’Azienda Milanese – Milo) perché è quella che vanta il miglior galleggiamento in senso assoluto.

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Tale esca sintetica, oltre a bilanciare l’innesco, lo renderà anche più resistente in caso di azioni di disturbo. Inoltre, l’utilizzo di un piattello di plastica e di un chicco di riso infilato nella parte sottostante del capello, consentiranno di bloccare al meglio anche 3/4 grani di mais; tenendo uniti i vari chicchi lo stesso innesco godrà di maggior compattezza e funzionalità.

Nel caso volessimo pompare il vistoso “invito” composto da più chicchi, si addice l’utilizzo di buon CSL; quello Bait Tech al Pineapple a base naturale conferisce al boccone potere attrattivo semplicemente devastante.

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Bisogna sottolineare che, con il mais tenero occorre sviluppare un’azione di pesca nel sottosponda, andando ad appoggiare l’inganno, così da non compromettere l’integrità del “boccone”. Inoltre, trattandosi di un’esca abbastanza vulnerabile sarà nostra cura controllarne l’integrità con una certa frequenza.

Non va bene essere troppo dipendenti della boilie; per quanto le fatidiche palline siano pur sempre le baits a noi più congeniali, diamo, comunque, sfogo alla nostra fantasia di pescatori.

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Di certo nello sperimentare esche non convenzionali sarà anche motivo di soddisfazione. Non dobbiamo trovarci impreparati qualora sul campo fosse necessario un rapido cambiamento di strategia per sbloccare momenti di stasi ed improduttività; l’importante è arrivare a catturare indipendentemente dell’esca che si va ad utilizzare.
Glauco GRANA

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