OMBRE ROSSE IN NASSA

Ombre rosse è un film western del 1939 diretto da John Ford e narra il viaggio di un gruppo eterogeneo di passeggeri di una diligenza attraverso il pericoloso territorio Apache.

Ombre rosse dentro la nassa è anche la prima pescata del 2022 effettuata da Alessandro Scarponi in un lago della bassa Romagna abitato da pesci stupendi in particolare da grossi carassi rossi.

E’ un rito che ormai si ripete dalla notte dei tempi quello che secondo la credenza popolare un pescatore affinchè abbia una buona stagione di pesca debba andare a pescare il primo giorno dell’anno e bollare perchè chi non bolla il primo dell’anno, sempre secondo questa credenza popolare, non bolla per tutto l’anno.

Io non sono uno di quelli che crede alle credenze, tipo il gatto nero che attraversa la strada porta male, il gufo porta sventura, o peggio ancora alle previsioni astrologiche dei segni zodiacali…

Però l’unica a cui credo fermamente, è quella della pescata il primo giorno dell’anno.

Non la posso disertare e solo un problema di salute mi impedirebbe di partire di buon mattino verso le mie destinazioni di pesca.

Ricordo un primo gennaio di diversi anni fa, faceva freddo, quando il freddo era davvero gelido, c’era la nebbia e lungo i bordi delle strade ancora erano presenti i residui di una recente nevicata, insomma era una giornata particolarmente adatta per stare davanti al camino a sonnecchiare piuttosto che partire per una pescata.

Quella volta andai ad Ostellato, ricordo la faccia di Claudio il gestore del Bar Latteria che vedendomi al banco del bar per un caffè mi diede del matto convinto che non avrei preso niente.

Ma ad Ostellato ci andrei anche con un metro di neve e quella volta il rischio di non bollare era davvero alto anche perchè alle nove di mattina la temperatura segnava meno 5 gradi. Una roba da matti ma in fondo trovatemi un pescatore che non abbia un pò di matto nel suo DNA.

Andai a valle del ponte di Ostellato, dove di solito si piazzano dei carpisti, nella prima piazzola circondata da una fitta cannella secca.

Il terreno era incrostato dal ghiaccio e la brina rimase integra fino alle 11 del mattino.

Iniziai a pescare con approccio laghetto, fiondate di bigattini e piccole scodellate di pastura, a mezzogiorno non avevo ancora scappottato  e le mie speranze stavano svanendo quando una affondata inaspettata mi rimise al mondo e a guadino arrivò una grossa breme.

Il mio entusiasmo era alle stelle, l’aver preso un pesce il primo dell’anno, e per questo avevo fatto 100 km, era una soddisfazione che solo gente del nostro mondo riesce a comprendere mentre un comune mortale mi avrebbe segnalato per un inserimento in una Comunità Terapeutica Riabilitativa Psichiatrica.

Beh sapete come andò a finire? dalle 12 alle 15 in nassa entrarono altre 15 bremone e dovetti chiudere solo perchè la temperatura tornava a scendere di brutto. Le mani erano viola, ma la mia soddisfazione era tanta e alla fine me ne tornai a casa contento come lo è un pescatore dopo una buona giornata di pesca.

E anno dopo anno il rito si è sempre ripetuto, e anche questo primo gennaio 2022 tutto è andato come doveva andare.

Questa volta ho evitato Ostellato, anche se mi giungono notizie di buone catture di breme ma verificherò di persona quanto prima, quindi sono andato in un lago nel riminese che si trova nel Comune di Bellaria Igea Marina, il lago del Gelso.

Ci vado ogni tanto e a differenza di chi mi dice “non si prende niente” io al contrario ho sempre fatto delle buone pescate.

Sapevo di rischiare ma per evitare brutte sorprese ci ero andato due giorni prima in avanscoperta per un test di prova necessario per capire se avessi rischiato il cappotto oppure no.

Cinque pesci il 30 dicembre e il primo gennaio è andata ancora meglio ma andiamo per gradi…

Arrivo alle 11,30 e mi trovo immerso in una nebbia gelida che si infila dentro gli abiti fino a mordere la carne ma il primo dell’anno nulla fa paura e in meno di mezz’ora completo la preparazione della postazione.

Come due giorni prima scelgo una linea sui 40 metri e parto con lo stesso approccio, pasturatore method, che carico con pastura di farina di pellet che avevo macinato da solo, un pellet da 2 millimetri l’ho macinato a grana medio fine e mi sono trovato sempre molto bene.

Uso lo stesso prodotto pellet trasformato in pastura perchè se ho necessità di passare dalla pastura al pellet nello stampino non vado ad alterare ne il colore ne l’aroma e il pesce non subisce dei contrasti con il cambio dell’alimentazione.

Quindi pastura al pellet neutro 80% e 20% pastura di pellet al krill perchè in inverno questa mescola mi ha sempre dato soddisfazioni.

Mentre il 30 avevo pescato a bigattini il primo gennaio decido di pescare con dei band’um di colore rosso e all’aroma di krill.

Il primo pesce mi mangia dopo mezz’ora e la canna da 11 piedi dove ho montato un cimino da mezza oncia ha fatto la sua parte segnalando perfettamente l’abboccata e recuperando il pesce, un carassio bronzato da un chilo e mezzo davvero bello.

Tutto procede come da programma, ormai il cappotto è scongiurato, l’annata è salva, e adesso tutto quello che viene è grasso che cola.

La pastura sta facendo la sua signora figura e il pesce pare gradire tanto che uno dopo l’altro i carassi imperiali del Gelso abboccano al ritmo di mezz’ora uno dall’altro.

Tutti gli altri carassi fini in nassa avevano una livrea dorata, dei carassi rossi alcuni di rosso intenso altri di colori diversi, una sorta di carassi koi che fanno sempre brillare gli occhi quando si prendono in mano per essere slamati.

Una meraviglia della natura, tutto procede bene e la pescata è anche molto sportiva perchè quattro carassi dei quali uno sui due chili di colore rosso vermiglio riesce a slamarsi a pochi metri dal guadino e gli altri tre sempre jurassici si slamano puntando dritto nelle cannelle nel sotto sponda.

Arrivano le 16, la nebbia non si è mai alzata, e la luce del giorno lascia il posto a quella più tetra del tardo pomeriggio di questo primo gennaio 2022.

Tutta l’attrezzatura alla meglio rientra in auto e la fretta di tornare a casa davanti al camino è tanta e finisce così una giornata che continuerà seduto sul divano, davanti al camino acceso a vedere in tv un film western del 1939 dal titolo Ombre Rosse, le stesse che durante la giornata ho visto all’interno della mia nassa, ma quelli erano super carassi.

Buon anno a tutti anche a chi non è riuscito ad andare a pescare in questo primo gennaio come il mio amico Luca Caslini.

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